Sogniamo spesso di amar e di essere amati

Alcune persone s’addormentano e si abbracciano nel sogno con un amante che rappresenta ciò che desiderano in quel periodo della loro/Users/roberto/Desktop/Corbis-42-76744847.jpg vita.

Con tale fantasia che permette ai sognatori di entrare in contatto con un certo uomo o donna, spesso personaggi creati ad hoc, trascorrono beatamente notti movimentate e colorate.

Le persone prescelte potrebbero riferirsi a un corpo già incontrato oppure un amante che potrebbe essere sconosciuto e scelto con molte differenti caratteristiche.

Alcune fantasie vedono nel sogno un uomo o donna assai attraente, altre figure sono sognate con una sensazione un po’ sgradevole, ma al tempo stesso essere rappresentate come affascinanti per ragioni sessuali, quasi masochistiche. Non mi piace, ma mi provoca godimento fisico, non lo vorrei, perché è brutto (brutta), ma il piacere corporale s’impadronisce di me e infine, cedo a questo genere di piacere. Quel che provo – dicono alcuni sognatori – è un senso di bisogno di perversione che sconfigge il mio consueto controllo e che mi porta lontano, ma vicino a qualcosa di animalesco e di bestiale e dalla quale sensazione mi lascio trasportare e conquistare. Si tratta del senso del kitsch, un senso di piacere che scaturisce dalla trasgressione, da ciò che scaturisce dal nuovo che è anche brutto, ma che fa scoprire e sollecita ciò che non si è ancora conosciuto di se stessi. Uomini o donne dal corpo grasso/i, dal volto brutti/e, con un viso sgradevole, con pelle devastata, denti giallastri e deformi, ecc.

Si tratta di una specie d’incubo che consente al tempo stesso al sognatore piacere che a volte può far raggiungere l’orgasmo.

I rapporti sognati possono essere omosessuali, incestuosi, questi ultimi sono faticosi non compatibili con la morale interiorizzati, ma nascondono un piacere che fa vergognare anche nel sogno perché considerati riprovevoli.

La sognatrice o sognatore non si autoriconoscono in tali sogni e non hanno mai immaginato tali esperienze che dominano le loro fantasie e quindi scoprono a fatica aspetti di Sé sconosciuti, improbabili per la loro identità, ma stranamente intensi e sconvolgenti. A volte, i sognatori di entrambi i sessi si vergognano e cercano di dimenticarne il contenuto delle fantasie oniriche, seppure i sognatori non possono disconoscere di essere stati i registi di quei sogni.

Ci sono persino donne che con sdegno sognano di essere stuprate senza pudore, ecc.

Freud riteneva che la sessualità fosse all’origine della nevrosi, costituisse cioè l’energia spesso deviata che inducesse frustrazioni che si rivelavano sotto forma di disturbi del carattere e del comportamento.

Il bisogno di affetto può esprimersi anche in questo modo, come protesta e contestazione.

Quando parlo d’affetto non mi riferisco alla quantità, ma alla qualità. Si cerca spesso e idealmente la continuità con il passato, oppure il contrario di ciò che si è avuto poco o in un modo insoddisfacente.

La sessualità non c’entra direttamente, anche se sembra che sia la protagonista di alcuni bisogni antichi e intimi. Il desiderio di esser compresi, sintonizzati con il partner antico, ma quindi anche attuale, si esprime con affetto e il corpo diventa il protagonista che accentra su di Sé una innumerevole quantità di stimoli. Cosa indica ?

Si è troppo dipendenti, non si è cresciuti abbastanza perché ancora ci sono tali intime richieste sogni impossibili?

Il corpo può ammalarsi se ci si sente profondamente soli e incompresi, così come può rivolgersi al sesso che offre la prerogativa d’assumere le vesti della consolazione onirica che gratifica.

Quando c’è una coppia che comunque sia, si sente infelice, l’amante reale, non quello sognato, quello vero, può essere d’aiuto, può cambiare la qualità di vita. Perché però non separarsi? Si sente rispondere che la ragione è determinata dai figli ancora piccoli e bisognosi e dalle questioni economiche che gravano enormemente sulla famiglia, la cultura tradizionale che vede nella sopportazione un premio di stabilità e di non cambiamento ha la sua importanza.

Ci segrega allora in casa, ma non è sufficiente per stare meglio. Penso che le ragioni siano spesso coincidenti con la paura di non farcela da soli, perché cambiare, staccarsi dal partner anche se si è infelici, implichi il rischio di non trovare un partner che sia l’anima gemella che ami sul serio.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

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