Fidarsi più dell’infermiere che del medico

Bisogna riconoscere che l’infermiere rappresenta una figura professionale molto importante nell’ambiente ospedaliero, specialmente oggi quando tra i paramedici, grazie anche alla laurea breve, ai corsi di aggiornamento e alla esperienza quotidiana, la figura dell’infermiere diventa decisamente indispensabile. Il medico non potrebbe fare a meno di tale figura che è in grado do svolgere molte funzioni mediche: dall’organizzazione di un intervento chirurgico, a una visita del medico stesso, laddove la pressione arteriosa è già stata misurata, come già la temperatura corporea e alcuni preziosi sintomi di cui il dottore può prendere atto sono già in cartella.

L’infermiere inoltre prepara gli atti amministrativi, burocratici, i vari codici utili e necessari ecc.

L’esperienza di lavoro dell’infermiere  fa si che le conoscenza delle varie malattie, in specie quelle specialistiche di un settore, siano ormai note e le raccomandazioni di cura al momento delle dimissioni del paziente, gli vengono ribadite, specie se il medico si dimentica di rammentarle.

Ho notato che ci sono pazienti che dopo una visita medica, rimangono delusi dalla diagnosi o dalle cure che gli vengono prescritte perché prevedono trattamenti ad hoc tanto noiosi quanto impegnativi che non si vorrebbero eseguire. Il medico poi potrebbe essere stato un po’ frettoloso e disattento ai bisogni d’attenzione psicologici del paziente, mentre l’infermiera potrebbe essersi comportata in modo più gentile e affabile tanto da acquistare agli occhi del paziente una persona più comprensiva e umana.

L’infermiera appare quindi ad alcuni pazienti anche più credibile.

Può succedere allora che un’espressione del viso casuale dall’infermiera comunichi, senza averne intenzione al paziente la non necessità di certe prescrizioni. In altre parole, é il paziente che  preferisce immaginare un complice che si affianchi per non eseguire fino in fondo i trattamenti prescritti: come se nella sua mente nascesse il suggerimento: se non li fai scrupolosamente … sarà poi la stessa cosa. Le infermiere /i sanno bene questo e stanno ben attenti a non essere male intepretati.

E’ come se l’esperienza pratica dell’inferire fosse tale che superasse quella del medico e potesse garantire che a volte i medici sono troppo prescrittivi e quasi esagerati. Lei che se ne intende, mi fa capire che non è poi del tutto necessario fare tutte queste cure – si crea in altre parole, tale fantasia  nell’immaginazione del paziente.

Questo tipo di dinamica in certe persone non avviene solo nel caso dell’ambiente ospedaliero, ma il parrucchiere è più esperto del dermatologo se suggerisce una cura per i capelli, lo stesso avviene per la manicure, l’onicologo, il truccatore, il visagista, l’erborista, che appaiono al cliente come detentore di una verità maggior del medico corrispondente al campo del copro interessato.

In qualche caso  c’è effettivamente qualche imbroglio, specie nelle televendite di certi prodotti che in realtà fanno più bene che male, ma i molti casi ci sono pazienti o clienti cerduloni che hanno bisogno di esser ingannati. Pensano sempre al magico come tante centinaia di anni fa. La streghina ne sa sempre una più del diavolo: fidati di lei che andrà meglio !

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Fidarsi più dell’infermiere che del medico

  1. Quando un’infermiere, a mio avviso, media competenze specifiche date dalla propria formazione con una sensibilità attenta alle limitazioni del quotidiano, forse si fa interprete di una conoscenza altrimenti vissuta come distante e più difficilmente comprensibile al paziente.

    Mi chiedo, invece, se il bisogno di essere “ingannati” esprima una delega spesso non poco dannosa?

    Oppure in situazioni particolari: ad esempio gli stadi terminali di malattia, la stessa richiesta di illusione può assumere un senso diverso?

    Raffaella

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