La zanzara maledetta

Sono leggermente preoccupato perché il virus Zika si sta diffondendo in buona parte delle Americhe.

Come ormai è noto si tratta di un virus che si è diffuso prima in Brasile e poi pare che in quasi tutto il sud America. In agguato è la microcefalia, un difetto anatomico del feto caratterizzato dal cranio che si costruisce molto piccolo. Le donne in gravidanza, soprattutto nei primi mesi di gestazione sono a rischio perché il virus tramite una zanzara tigre infetta, attacca il feto durante la gestazione di una futura madre, in particolare il cervello del piccolo in costruzione, provocando appunto la microcefalia.

Un altro mezzo potenziale di contagio è dato dai rapporti sessuali, comunque attraverso il contatto del sangue.

Sembra da alcuni dati che anche le urine e la saliva siano veicolo di contagio.

L’organizzazione mondiale della sanità ha lanciato l’allarme perché prevede una diffusione gigantesca del virus Zika.

Sappiamo che il virus che colpisce l’adulto ha un andamento abbastanza benigno: in alcuni casi certi soggetti potrebbero non accorgersene, altri anziani o bambini con sistema immunitario depresso potrebbero risentirne maggiormente, come del resto le influenze che aprono a nuove complicazioni.

In genere, la malattia presenta sintomi più o meno lievi che includono dolori articolari, congiuntivite, febbre, cefalea, l’esantema cioè qualche macchia sulla pelle.

Gli uomini come le donne rischiano, oltre a quanto detto, anche il raro morbo che va sotto il nome di Guillain-Barré. Diversi anni fa’ sono stato personalmente colpito per cause sconosciute da questo raro morbo diversi anni. Non lo raccomando: si tratta di una radiculo-poli-neuropatia, invalidante e potenzialmente mortale, perché la sindrome distrugge tratti di fibra mielina del sistema nervoso periferico, non del sistema nervoso centrale, come la sclerosi multipla. Se affrontata nei tempi giusti, quasi sempre si guarisce completamente, perché la fibra mielinica ricresce e la riattivazione della propagazione degli stimoli riprende normalmente. E’ stato per fortuna il mio caso.

Le cause della sindrome rara sono scientificamente sconosciute, forse potrebbero avere a che fare con il contatto di un potente virus.

A quei tempi stavo viaggiando in aereo per la California: si sa che la cabina degli aerei è un grande ricettacolo di virus e batteri. A volte ci si ammala.

Mi sarei accorto dei primi sintomi che si manifestavano velocemente venti giorni dopo.

Le gambe diventano stanche, i muscoli di tutto il corpo, mancando certi stimoli nervosi si intorpidiscono, diventano legnosi e la debolezza si impadronisce accompagnata da strane sensazioni di tutto l’organismo. Importante è che la respirazione si mantenga regolare per non esser intubati dal respiratore d’ossigeno.

Le statistiche includono l’eventualità di questa reazione del sistema immunitario che provoca la neuropatia, ma con scarsa probabilità d’infezione, specialmente in Europa.

Penso che comunque sia bene sapere che non sapere e tenersi aggiornati.

Il virus in verità è stato scoperto in Uganda nel 1947, vicino al lago Vittoria, ma fino alla vistosa diffusione in Brasile a causa delle zanzare che trasmettono tante infezioni, non si vedeva alcun effetto dannoso per la salute.

E’ molto probabile che riscaldamento globale aumentando temperatura del pianeta ci abbia fatto questo bel regalo che consiste nell’aver ringalluzzito le zanzare e portarle a noi con tanti bei doni!

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

2 thoughts on “La zanzara maledetta

  1. Personalmente mi interrogo sull’importanza di essere consapevoli di cambiamenti climatici con conseguenze quali quelle descritte e mi chiedo quanto diversamente si cerchi di allontanare da sè un dolore in cambio di una onnipotenza?

    Mi accorgo, allo stesso modo, come aver vissuto affettivamente, anche solo in parte, alcuni eventi raccontati nel post renda più capaci di sentire, anche emotivamente, ciò che accade: come protagonisti a livelli diversi.

    Forse aiutando così una consapevolezza personale al di là di una certa “globalizzazione”?

    Raffaella

    Raffaella

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