Il tono di voce veicola molte emozioni

Cara Lucy cercherò di rispondere alla tua domanda che riguarda il tema della voce e emozioni.

La modulazione della voce emessa è essa stessa una comunicazione insieme alla mimica espressiva del volto umano.  Bateson, Watzlawick, Ainsworth, Bowlby, Fonagy e altri psicologi clinici hanno studiato come la comunicazione possa essere ambigua e non decodificabile durante la verbalizzazione del discorso.

Il bambino per esempio con il vasto concetto della strange situation può trovarsi di fronte ad una situazione impossibile. La madre a parole gli comunica che ha il permesso di compiere un’azione, ma il tono della voce e la mimica espressiva smentiscono minacciosamente l’affermazione materna.

Il bambino si trova impedito e bloccato. La confusione e contraddizione dei messaggi materni può danneggiare la personalità del piccolo.

Come avviene la modulazione della voce e del suo tono vocale.

I muscoli della laringe intrinseci costituiti dalle due corde vocali che collegano fra loro le cartilagini della laringe e della muscolatura estrinseca: si collegano inoltre con l’osso ioide e con lo scheletro osseo e così fanno agire le corde vocali.

Le corde vocali, nella donna lunghe circa 3 cm e nell’uomo più lunghe circa 5 o 6, sono costituite da   tessuto elastico rivestito da mucosa vibrano al passaggio dell’aria espirata producendo suoni di diverse frequenze. Fra le due corde vocali rimane una fessura più o meno ampia, la glottide, cosicché l’aria che respiriamo fa vibrare le corde vocali per ottenere la fonazione

Le corde vocali si muovono in modo circolare sia di lato, che dall’alto verso il basso a velocità che modula la compressione dell’aria in modo che la voce emessa possa avere un’infinità di sfumature nel tono, nell’acutezza, raucedine.

Tutto l’apparato cavo-orale nel suo insieme, includendo lingua e denti, insieme ai polmoni, contribuisce alla qualità della voce, anche quando la voce è falsa o vera, (parafonia) I suoni ci fanno pensare e emozionare.

Volume e intensità influenzano il successo o meno della recitazione degli attori di teatro, agli avvocati, professori, uomini politici, capi di azienda e la seduzione in amore e empatia.

In base a quanto tu hai scritto, domandandomi quanto può contare il tono di voce nella comunicazione, ti rispondo che è fondamentale nella comunicazione interpersonale e nelle risposte emozionali.

Alcune persone parlano a voce bassa, mi dici, tanto bassa e questo ti esaspera e ti fa innervosire.

Probabilmente tu parli a voce normale o addirittura alta perché cerchi di essere chiara e autentica. Ti secca nasconderti. Potrebbe essere che queste persone tenendo il tono basso si controlla molto, e tu potresti percepirlo come se la loro rabbia o nervosismo fossero nascosti attraverso un comportamento vocale educatissimo e civilissimo.

Ci sono donne che adottano un tono stridulo e penetrante e sono spesso fastidiose.

Noi percepiamo attraverso il tono della voce molte emozioni dolci, aggressive risolute, ironiche in farsetto, false, sincere, imperativo, di dominio, di violenza. Tutto ciò è percepito anche a livello inconscio e spesso ci fa star male specie quando il messaggio è violentemente percepito come minaccioso. Alcune persone mimano la voce dei bambini per essere seducenti e ottenere attenzione.

Rabbia, accoglienza, perdono, violenza, ironia, sono le principali emozioni che la voce emessa evoca a tutti noi.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

3 thoughts on “Il tono di voce veicola molte emozioni

  1. Mi è sempre piaciuto parlare in pubblico, ma diversi anni fa tendevo a usare un tono di voce basso in contesti dove rischiavo così di non essere ascoltata viceversa lo alzavo dove, forse, avrei dovuto calmierarlo di più.

    Oggi mi chiederei, in maggiore in sintonia, probabilmente, con le mie emozioni, come, forse, in questa apparente contraddizione si possa esprimere una voglia d’essere ascoltate, al di là del contesto, attraverso una ricerca, allora non consapevole, di visibilità ma anche di controllo?

    Raffaella

Rispondi