Attenzione verso il corpo e ipocondria

Sempre più i giornali, trasmissioni televisive e social-network ci informano sui rischi di danneggiare il nostro corpo attraverso il cibo che mangiamo, quando lo scegliamo, quando può essere mal conservato, quando lo scongeliamo, lo grigliamo, le padelle che usiamo.

La verdura e altro cibo può essere piena di anticrittogamici, fosfati, solfati, le scatolette di cibo ammaccate che possono contenere il botulino, se le mani non sono lavate assorbono batteri come lo stafilocco aureo, che infettano ogni cosa che mettiamo in bocca, ecc.

In sostanza, se il nostro sistema immunitario non è forte e plastico potremmo come minimo rischiare vomito, diarrea e febbre, ma anche molto peggio, se perduriamo lo stile di vita con cattive abitudini. Si osserva che occorre fare attenzione alle infezioni, e si consiglia di mangiare a ruota di tutto variando continuamente il cibo, ma in minime quantità, perché ciò che mangiamo è, spesso contaminato da sostanze nocive per la salute come metalli pesanti. Soltanto variando frequentemente il cibo che assumiamo, possiamo evitare l’accumulo di sostanze dannose.

Il clima in verità a causa del riscaldamento terrestre ha aumentato il passaggio di certi microrganismi infettivi che oggi incontriamo nelle nostre latitudini mentre in passato vivevano in latitudini lontano dalle nostre. La globalizzazione consente agli infiniti coabitanti del pianeta, i batteri e microrganismi tropicali, primi abitanti della terra milioni di anni or sono, c facciano incontrare infezioni sconosciute al corpo che si aggiungono alle nostre conosciute, mentre l’effetto degli antibiotici riduce il suo potere di contrastare i batteri pericolosi per la salute.

L’uso indiscriminato, per più di settanta anni, delle penicilline e antibiotici ha creato nell’aria ceppi resistenti all’efficacia delle cure farmacologiche preoccupando la Sanità.

Si deduce che l’attenzione verso la salute del nostro corpo è costretta a risvegliarsi prendersi cura di tante e troppe minacce .

In tal senso siamo un passo da un atteggiamento ipocondriaco.

La caratteristica essenziale della ipocondria si lega al terrore o alla convinzione di ammalarsi in base a piccoli sintomi che, come spesso accade allo studente di medicina quando è alle prese con l’esame di patologia generale sembrano indicativi di probabile malattia.

Le rassicurazioni cliniche, spesso non sono sufficienti a placare l’ansia di essere ammalati.

La suggestione nell’ipocondria si presenta come una tra le protagoniste principali del disturbo ipocondriaco.

Un altro elemento causale importante è dato dalla immagine di Sé: l’insicurezza e l’ansia, il bisogno di essere al centro di un’attenzione affettiva, il sentirsi soli e abbandonati genera un senso di smarrimento, con attacchi di panico al punto che l’idea di essere ammalati si trasforma in un elemento di riferimento certo e in quel senso, inconsciamente rassicurante.

Chi si occupa di curare l’ipocondria severa, è inutile che cerchi solo di rassicurare, come si usa in medicina, di confermare che l’ipocondriaco è esente dalla malattia che teme.

L’osservazione psicologica di una dinamica che mette al centro il mondo affettivo è più importante recuperare rispetto a qualsiasi altra rassicurazione che comunque non può non essere trascurata.

Se l’ipocondriaco si sente solo, disperso, confuso, è probabile che la paura del senso di morte, sia sottesa nel suo mondo interno psichico cioè possa capeggiare un senso di perdita d’identità.

Alcune patologie più severe trovano come esordio l’ipocondria che rimane l’ultimo grido d’allarme del paziente prima di un crollo psichico.

In passato il paziente ha avuto uno stile di vita lamentoso ed é vissuto con genitori o parenti anche che vivono lontano, uno dei quali ha imposto uno stile perfezionistico o di tipo ossessivo. Il paziente stesso può essere stato ammalato a causa di un morbo grave e aver mantenuto uno stato di allerta.

Donne e uomini in percentuale soffrono alla pari di tale disturbo.

La psicoterapia può essere di grande aiuto.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Attenzione verso il corpo e ipocondria

  1. L’attenzione a proteggersi e prendersi cura del corpo è una dimensione che, viaggiando anche quotidianamente, mi trova serena, poichè, a mio parere, ognuno rintraccia un proprio equilibrio dove sicuramente risuonano affetti, aspetti concreti che comunque mirano al rispetto di sè.

    Mi domando se l’atteggiamento connesso con l’ipocondria sia un poco come non riuscire ad ascoltarsi emotivamente?

    Raffaella

Rispondi