Ridere quanto fa bene alla salute ?

Esistono alcune tipologie di modalità che riguardano il ridere che distinguono appunto il ridere vero e proprio, cioè quello che proviene da emozioni eccitanti e piacevoli e il sorriso come atto d’ilarità che deriva da una circostanza buffa e comica che provoca un certo sorriso partecipativo e infine da un ridere di compiacenza, ma per niente sentito da che si atteggia i tal modo.

Ridere in modo spontaneo e autentico

La gelotologia studia la risata ed è una scienza che svolge attività di ricerca medica a livello della psico-neuro-endocrino-immunologia e in maniera sistematica utilizza l’attività del ridere, del buonumore e del pensiero positivo come rimedio a numerosi disturbi e malattie psicofisiche.

Si è scoperto che certi stati mentali influiscono sulle emozioni e quindi sul sistema immunitario e viceversa.

Se mente e corpo sono in grado di interagire, come ridere che possa influire sul il sistema nervoso centrale, quello ormonale e quello immunitario.

La gelotologia ha scoperto che, grazie alle risate, si attivano delle strutture nervose periferiche che producono nel corpo umano le beta-endorfine che generano potenti attività analgesiche ed eccitanti, spesso sensazioni blande, ma simili a quelle che la morfina e altre sostanze oppiacee potrebbero attivare.

Ciò che ci interessa riguarda il buon umore che le beta-endorfine fanno nascere in noi. Esse infatti vengono rilasciate dal nostro organismo in situazioni particolarmente stressanti come reazione difensiva in modo che la persona possa sopportare meglio il dolore sia fisico, sia psicologico.

Le endorfine secrete in grande quantità, offrono il godimento fisico, pensiamo all’orgasmo sessuale, ma in quantità minore e diluita, appagano offrendo un certo grado di felicità e euforia e aiutano a sopportare meglio il distress.

La risata coinvolge tutte le parti del corpo umano: il cuore e la respirazione, ridere a crepapelle accelera i ritmi biologici, diminuisce la pressione arteriosa e i muscoli si rilassano. Ridere poiché stimola l’aumento delle beta-endorfine dal Sistema Nervoso Centrale, (SNC) per mezzo delle ghiandole surrenali con l’ausilio del cortisolo (l’ormone che regola la risposta allo stress), riducono quindi ogni sensazione di dolore.

Aumentando le difese immunitarie, si è concluso che ridere aiuti a guarire alcune malattie o per lo meno alcune che guarirebbero comunque in modo più veloce, mentre gli stati depressivi favoriscono l’insorgere di malattie ed il loro aggravamento.

 

La risata agisce dunque sul sistema circolatorio, muscolare e soprattutto su quello immunitario tramite le giunzioni neuroendocrine che, collegando il cervello ai linfociti t e b (cellule del sangue che hanno il compito di reagire in modo specifico nei confronti di qualsiasi agente estraneo, o antigene), ne stimolano la produzione per un attacco contro i corpi nemici.

Si deve al Dottor Hunter Adams, denominato Patch (il cui nome si è diffuso in tutto il mondo per via di un film che porta il suo nome interpretato da Robin Williams) la nascita della clownterapia .

A causa di una malattia di Adams durante l’infanzia egli cercò di comprendere come il buon umore si creasse in alcuni persone e in altre non accadesse. Laureatosi in Medicina intraprese serrati studi sui pazienti ricoverati in ospedale, cercando di capire la loro gioia o il loro pessimismo.

Divenne cosciente del fatto che il ridere porta enormi benefici agli ammalati, Adams iniziò a visitare i vari reparti degli ospedali vestito da clown e il suo sogno si realizzò: adottare psicoterapie alternative a quelle tradizionali centrate sul benessere psicologico.

Il ruolo del clown-dottore può essere svolto sia da clown professionisti sia da psicoterapeuti. La camera del malato diventa anche un teatro che gli attori con alcuni accorgimento scenografici stupiscono e rapiscono sia distrazione dal loro male, sia ilarità ch promette futuro e coraggio.

Si può osservare che non tutti i pazienti riescono a coinvolgersi, specie gli adulti che non si lasciano suggestionare dalla scherzosità paradossale degli psicoterapeuti. Certamente i bambini malati di cancro ne ricavano un grande beneficio per la loro malattia.

Ho assistito in azione, in Clinica Pediatrica a Bologna lo stesso dott. Patch e debbo dire che mi sono commosso, non per le azioni comiche, ma per l’entusiasmo che ci metteva dentro i suoi atti, di fronte a certi pazienti. Questo stesso entusiasmo ottimistico mi è sembrato molto di aiuto.

Nella vita c’è un modo di voler sopravvivere che non è legato solo alle medicine pur essendo fondamentali.

Ridere in questa sua accezione ottimistica, tecnicamente studiata e orientata su certi pazienti porta con sé dei comportamenti non del tutto autentici. E’ comprensibile che tale psicoterapia non funzioni in questi casi. Certi sorrisi di circostanza, meno sinceri e più da venditori assumono un atteggiamento che io chiamo: maschera da denti di gesso.

Ci sono persone che quando escono di casa e entrano in contatto sociale, o quando camminano per la strada assumono una mimica espressiva quasi costante e fissa che indica un sottile atteggiamento verso gli altri che mostrano una espressione leggera, come se intendessero comunicare di non essere intrusivi, giudicanti o in alcun modo drammatici.

Non sono impegnativo per nessuno, sembra che vogliano comunicare, sono alla buona, non ti recherò alcun danno, non sono pericoloso, anzi sono disponibile in generale agli altri. Sono una buona, sono un buono! Un altro messaggio potrebbe essere interpretato, ti sorrido perché è come se ti conoscessi, se mi vuoi parlare non ho difficoltà. Queste persone sfilano tra la gente come per mostrare di essere democratici, per non disturbare per rispettare gli altri, come se chiedessero educatamente sempre scusa se passo. Personaggi dello spettacolo si comportano in tal modo, politici, personaggi VIP. Non vi sembra?

Sono autentici ? Forse non tanto, forse gli è stato insegnato dai training lavorativi a essere gentili e cordiali verso gli altri attraverso la mimica espressiva, ma debbo dire che queste persone non sono sgradevoli anche se la cultura dei Paesi è differente dal nostro Paese. Meglio così, in tal modo piuttosto che mostrarsi con un’espressione dura, gelida, incazzata, presi dai propri interessi, come per dire, io ti ignoro, penso alle mie cose! Tu cosa vuoi da me?

La gente di tal tipo è come se appartenesse a un club, anche se cammina per la strada e considera scontato che la gente sia cordiale e disponibile e cordiale tra i partecipanti a rischio di essere fraintesa. E’ come quando si visita una galleria di opere d’arte:  si è educatissimi verso il prossimo, si rispetta l’accesso alla visione del quadro, ma imponendo la propria priorità, anche se potrebbe averne il diritto. Un sorriso non manca mai in questi casi.

Forse tale atteggiamento sorridente non è del tutto autentico, è un atteggiamento effimero, forse un po’ snob, ma é abbastanza gradevole, se non esagerato, dopo tutto. Per alcuni Italiani sono irritanti?

L’ipocrisia certo che non piace a nessuno!

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Ridere quanto fa bene alla salute ?

  1. Ho osservato come chi sorride per circostanza spesso cerchi di aggirare paure proprie atttraverso una presunta seriosità proiettata negli altri: ma a guardarla bene la realtà appare molto diversa, perchè, a volte, si tende per così dire a “rispondersi da soli”. mentre se si evita la propria consuetudine, si rimane molto gradevolmente stupiti: d’ abitudine,

    A mio parere, in effetti, nessuno desidera essere giudicato a priori. mentre dare sinceramente possibilità crea una fiducia reciproca.

    Nella mia esperienza personale, poi, penso che la clownterapia sia preziosa soprattutto nelle condizioni di ospedalizzazione pediatrica, perchè la salute fisica non basta in quei casi, in particolare: probabilmente, poi, si ride più frequentemente quando si riesce a far spazio a parti di Sè importanti ed istintive e nello stesso tempo a sentirsi in sintonia?

    Raffaella

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