Ritornare in città

Per molte persone è bello tornare alle proprie abitudini dopo una buona e salutare distrazione vacanziera, per altri meno.

Naturalmente dipende da come si sono trascorse le vacanze, per quanto tempo e in quale località!

La maggior parte della gente si sposta nelle località marine, non lontano di casa. Molta gente vive in paesi vicino al mare. Alcune persone vanno all’estero cercando località esotiche, oppure si recano in città per visitare musei d’arte o di antichità. Non mancano le crociere, spesso molto gradite, a volte deludenti.

Il ritorno può provocare reazioni melanconiche, perché la vacanza in molti casi ha permesso di distrarsi, di allontanarsi dalla situazione quotidiana: alcune persone hanno nel cuore la tragedia del Italia centrale, le varie morti e il terrorismo. Molte altre aggiungono ai pensieri tristi la propria posizione fiscale che è difficile.

Il problema dei soldi, dei debiti, delle stesse opportunità di lavoro che mancano.

 

A parte ciò, se le abitudini rispetto agli orari, alla alimentazione, al tipo di cibo, qualità, quantità sono molto variate, molta gente è felice di ritrovare le proprie abitudini, altre persone non sono contente per niente!

In vacanza, alcune persone hanno potuto esprimere il desiderio di libertà che sta in fondo alla loro mente, come se fosse stato represso per molto tempo, le attese deluse e hanno un po’ sognato per non rinunciare inconsapevolmente a vaghe infantili promesse.

Le abitudini estive spesso irregolari che sostanzialmente per alcune persone consistono nell’andare a dormire troppo tardi la sera, come se in estate fosse concesso di ridurre le ore di riposo notturne e recuperarle con un breve sonno pomeridiano: più difficile se i fusi orari nei viaggi oltre oceano, sono stati molti durante la lunga pausa estiva, per alcune persone, assai diversi da quelli della città dove vivono, al lavoro, in modo che si richiede precisione di tempi.

L’altra irregolarità occorre con i pasti abbondanti, diete, a volte molto diverse, con il saltare colazione, oppure il lunch e compensare con cene serali quando drinkare diventa la regola.

Si consigliano pertanto al ritorno pasti leggeri, prima di andare a dormire, non saltare i pasti, anche se non si è appetito, accettare uno spuntino all’ora nella quale si sarebbe mantenuta, prima delle vacanze. Si può assumere cinque milligrammi di melatonina prima di andare a dormire per riadattare il metabolismo e il sonno, se i fusi orari non consentono il sonno a causa degli orari sfasati.

E’ opportuna gradatamente inserire cibo tutto il giorno più leggero, cioè colazione e pranzo e meno la sera prima di andare a dormire. Non saltare mai i pasti, perché la regolarità invece facilita il ritorno al ritmo sano e normale. Rinunciare agli aperitivi e all’alcol in generale perché il fegato ha bisogno di disintossicarsi.

Se si è un po’ appesantiti (anche se molta gente dimagrisce in vacanza, perché alcuni muovono il corpo più del solito e quindi non parlo per loro), dobbiamo ricordarci che lo scopo non consiste nel perdere peso, ma dimagrire. La dieta corretta secondo la persona, aiuta a dimagrire aumentando la verdura e frutta che occupano il posto d’onore e diminuendo cibi pesanti, troppo conditi, non rinunciando ai carboidrati e proteine ottenute da legumi, pesce e poche uova. Se perdiamo peso in fretta, possiamo perdere tessuti muscolari utili invece per contrastare l’ingrassamento che si rinnoverebbe in breve tempo dopo la dieta sbagliata. Bisogna perdere solo il grasso di troppo!

Gli stati d’animo di tristezza derivano dalla consapevolezza che riemerge in noi sulla personale esistenza che è osservato quel punto, dalla distanza giusta, proprio al rientro dalle vacanze. Quel vuoto vacanziero (vacanza in latino deriva da vacuum, vuoto), infatti può essere stato riempito da alcuni da piccoli sogni, fantasie illusorie. Nel giro di pochissimo tempo, tutto torna alla normale soddisfazione quotidiana, (sperando che sia esistente e ci sia sempre stata).

peso accade che al rientro da una vacanza, che dal latino significa appunto mancanza, libero da impegni, in qualche caso, dopo quei giorni, alcune persone sentano irritabilità, insonnia, stanchezza, poco appetito… Normalmente, si tratta di riadattamento alla vita quotidiana.

I primi giorni possiamo essere demotivati a riprendere la via normale e si corre il rischio di non saper usufruire di quel che si è goduto in vacanza mentre, e se ci pensiamo, quel che è accaduto di solito non è stato deludente ma, per lo più ha corrisposto a quel che ci aspettavamo in quei giorni.

Bisogna considerare che spesso i ritmi fisiologici siano stati modificati per alcuni giorni, per esempio si è dormito di più, si é fatto un sonnellino nel pomeriggio ma sopratutto se si é direttamente esposti al sole per abbronzarsi. La luce del sole, in un periodo soleggiato, stimola la ghiandola pineale che risiede nella nostra scatola cranica e che secerne melatonina, un provvidenziale importante ormone che regola tutti gli altri ormoni e che oltre a regolarli, offre un benessere complessivo e un buon ritmo circadiano sonno/veglia. L’eventuale ginnastica fisica che si compie con gli eventuali bagni al mare, ma anche praticando passeggiate a piedi, oppure in bici, lungo i laghi e su per le montagne oppure un moderato sport, attivi neurormoni come le endorfine che rendono euforico, il corpo e aiutano il sonno con l’aggiunta dell’aumentata secrezione di melatonina. Quando si torna alla vita quotidiana tale ritmo, potrebbe rompersi e il di stress ritornare come quando si e’ stanchi.

Si tratta spesso però di malumore che deriva dal fatto che spesso consciamente o inconsciamente, in vacanza, profilando dall’assenza dei soliti impegni, si stacca e si pensa: a che punto mi trovo in questo momento della mia vita? Dove sto andando? Questa mia relazione amorosa sarà positiva, che destino avrà?  Sto sbagliando, sono sbagliata nel comportarmi così ? Mi dovrei sentire in colpa per qualcosa? No, e penso sia lui che dovrebbe sentirsi in colpa! Dovrei lasciarlo? Dovrei dimagrire,  forse é questo il vero problema!

E ancora : … il  mio lavoro non mi piace e poi non mi offre sicurezza … vivo in un mondo di precari, un mondo pazzo .. e tanto altro.

Questo spazio riflessivo mi sembra importante perché emergono nell’esempio di questo monologo tanti fantasmi che di per sé, per quanto derivanti da domande lecite possono esser forse ingombranti e appesantenti.

Dovremmo pensare che ogni anno, a ogni estate c’è un lasso di tempo che taglia un periodo di lavoro da un altro, c’é non far nulla che permette di rendersi conto di un cambiamento delle cose, di una crescita che é principalmente avvenuta in noi e fuori di noi. Accettare che niente é più come prima  può corrispondere a un momento di tristezza, ma anche maturativo e dopo tutto, incoraggiante. Se siamo consapevoli di tale oscillazione dell’umore, tale elaborazioni porteranno a un accomodamento e non possiamo in un secondo tempo che andare verso il meglio. Troveremo sempre il modo di fare cio’ che desideriamo anche se in tali momenti sembra difficile. Non dobbiamo aver paura di rimanere soli. Spesso la solitudine appare più interiore che sociale e effettiva. Se dopo alcune settimane l’umore non migliorasse, potrebbe significare che qualche situazione psichica pregressa si è connessa con quella attuale. Bisogna allora sempre prendersi cura di Sé anche farmacologicamente o psicologicamente.

Bisogna in ogni modo riprendere il ritmo cittadino con lentezza, riposare un po’ di più rispetto a quello che normalmente si faceva prima di andare in vacanza, bere molta acqua mangiare cibi di stagione.

Un vecchio proverbio inglese recita: after vacations, are you sad ? Don’t cry because it’s over, smile because it happened. Sei triste dopo le vacanze ? Non piangere di cio’ che e’ finito, sorridi, perche’ e’ accaduto!.

Il rientro dalle vacanze per qualcuno è traumatico più che per altri: perdita del tono dell’umore, mal di testa, uno stato di depressione nel senso di melanconia, problemi legati al sonno e all’alimentazione. Questi alcuni dei segnali che si potrebbero tranquillamente ricondurre al cosiddetto stress da rientro. Il momento del rientro dalle ferie per molti è un periodo difficile e molto dipende dalla tipologia di pausa che ci si è concessi per l’estate.

Intanto una bella differenza la fa la durata della vacanza: é chiaro che quanto più lungo è stato il periodo di stop, tanto più sarà dura tornare alla propria quotidianità: delle ferie da una o due settimane al massimo sono considerate un periodo ‘giusto’, mentre quando si allungano e vanno oltre i 15 giorni il rischio è più alto. Altro fattore è la tipologia: un conto è avere una casa in Riviera e trascorrere le vacanze lì, un conto è un viaggio in un altro Paese, a contatto con altre culture, con altri tipi di alimentazione e di stili di vita: l’evasione e il sogno hanno la meglio e al rientro, si prova un senso di insoddisfazione rispetto a tutto quello che ritroviamo. 

I nemici più pericolosi possono essere derivati dall’alimentazione scorretta e il Jet-lag. La melatonina aiuta per regolare il sonno (quando si spostano le lancette), importantissimo poi non stravolgere la propria alimentazione con diete drastiche per perdere peso, perché si riducono anche i tessuti muscolari: bene mangiare leggeri soprattutto la sera. Per superare lo stress da rientro bisogna ridarsi dei punti di riferimento e i più importanti sono il cibo e il sonno, bisogna rieducare il nostro metabolismo, che spesso è stato stravolto da orari differenti e alimentazione diversa.

 

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Ritornare in città

  1. Personalmente non sperimento molto la fatica del rientro, poichè spesso le vacanze, per me, da qualche tempo, comportano una pausa di una settimana al massimo, ripetuta magari, ma alternata alla quotidianità con ritmi più rilassati.

    Ciò non significa che non possano esserci bilanci personali, ma con uno sguardo al confronto: è come avere una visione d’insieme dove il dettaglio valorizza il resto, sarà che sono abbastanza felice.

    Il punto è forse armonizzare alcune abitudini vacanziere con il resto della vita quotidiana?

    Raffaella

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