Amore possessivo

Gentile dottore, mi chiamo Sara: ho trentacinque anni e vivo e lavoro in banca a Orvieto.

Ho conosciuto dopo molte personali delusioni amorose, Fabio, un uomo di quaranta quattro anni, persona d’affari, brillante, attraente, colto e divertente. Fabio è separato dalla moglie, anzi divorziato.

La moglie ex indossatrice ha ottenuto dal giudice che ha presieduto il divorzio, di mantenere la casa nella quale lei e il marito vivevano con il loro figlio.

La storia tra Fabio e me è appena cominciata, da un paio di mesi, e io ne sarei molto contenta.

Lui si racconta molto a me, io invece sono molto parca di notizie che mi riguardano, forse per prudenza. Lui mi parla del suo passato, di suo figlio piccolo e di quanto gli piacciano i bambini, della storia con moglie durata diversi anni. Pare che Fabio la tradisse, per cui il loro rapporto sarebbe per questo e altro andato in crisi. Fabio oggi aborre il matrimonio, anche perché – egli dice – le separazioni che sono sempre in agguato, costano economicamente troppo.

Il mensile che lui deve alla moglie pare che sia consistente e di questo Fabio si lamenta spesso. Per me si tratta di un uomo meraviglioso, un buon padre tanto che mi ha fatto cambiare idea sul fatto che non desideravo aver figli. Oggi forse potrei avere figli con Fabio, considerando che a lui piacciono tanto i bambini!

Improvvisamente, nei giorni scorsi, mentre Fabio mi raccontava, ancora una volta, parlando di problemi economici causati dal suo divorzio e mentre mi stava aggiornando di ulteriori spese aggiuntive che sarebbero andate a pesare sul suo bilancio personale, mi è venuto in mente quanto segue. Quando lui ed io siamo fuori a cena, io offro al ristorante, alternandomi però anche con lui che spesso non si tira indietro al momento di pagare il conto.

Ho pensato con dolore e rabbia che Fabio, certamente perché costretto dalla legge, spenda molto denaro per la ex-moglie, mentre a me offre molto meno. Io non ho difficoltà economiche, ma ugualmente sono stata presa da un acuto senso di gelosia e di rivalità verso questa giovane bella signora che aveva lavorato, oggi non più, come indossatrice. Non riesco a superare tale disperata gelosia da alcuni giorni durante i quali tali sentimenti anche d’invidia mi tormentano senza tregua. Perché mi succede di soffrire così tanto, quando sino a pochi giorni prima ero così felice? Non è né giusto, né razionale ?! Dottore, mi aiuti, sono disperata !

 

Gentile Sara, rispetto a quanto ci racconti in effetti c’è poco di razionale o di logico.

Bisogna ipotizzare che, da quando tu hai incontrato Fabio, seppur in modo apparentemente controllato, ti sia gradatamente impossessata interiormente del personaggio Fabio, considerandolo nella tua mente come se lui ti appartenesse completamente da sempre, come se tu lo avessi sempre conosciuto.

Sembra che tu ponga inconsciamente l’ex moglie di Fabio sullo stesso piano di valutazione nel quale hai situato te stessa. Valgo più io o lei ?

La conseguenza a-temporale di questa operazione mentale ti conduce inconsciamente a sospettare che Fabio si trovi di fronte a due donne, la sua ex, e te stessa. In tal caso, tu fantastichi che Fabio scelga la sua ex moglie come più importante di te, alla quale quindi egli offrirebbe molta più disponibilità e attenzione di quanto Fabio non offra a te.

Scatterebbe in te stessa, secondo la mia ipotesi, una forte gelosia come conseguenza del possesso di Fabio che si è insinuato in te e del quale tu, non ti saresti accorta.

In questa possessività del personaggio Fabio, magari si potrebbe intravvedere il recupero compensatorio di alcune tue delusioni amorose delle quali hai accennato all’inizio di questa lettera.

Occorre riconsiderare l’incontro come in realtà è avvenuto.

Fabio era due mesi fa ed è ora un uomo divorziato, forse con dolore, che è padre, mi pare, di un bambino. Lui è costretto a assumersi le sue responsabilità dovute alle conseguenze di un divorzio, forse voluto o da lui non auspicato.

In realtà, non esisterebbe un paragone tra te e l’altra donna. Forse lui desidera solo avere una storia con te per quello che tu sei, in base a come ti vede indipendentemente dall’ex.

Forse invece egli desidera aver un bel futuro con te senza confronti che intralcino il cammino.

Quando tu lo hai conosciuto conoscevi la realtà dentro cui lui stava vivendo. Non sarebbe oggi cambiato niente, se non il fatto che lui parla di Sé e racconta le sue difficoltà, non promuove un confronto tra te e lei.

Sarebbe bene considerare che uomini e donne non hanno alcun diritto di possedersi, ma come adulte e persone sufficientemente libere e autonome, si scelgono per effetto del desiderio e non per bisogno. Certo spesso, se ci sono buone ragioni, un po’ di gelosia è comprensibile e accettabile, ma il possesso dell’altro porta a grossi inconvenienti e sofferenze, perché si basa sull’illusione.

Pensiamo al femminicidio!

Sarebbe opportuno che due persone, già abbastanza indipendenti e già in grado di vivere single, scelgano di vivere una storia con l’altro, in parità o in equivalenza reciproca e all’incirca simmetrica.

Altrimenti, come si può essere convinti di aver scelto per amore o desiderio e non perché si cerca il bisogno o la dipendenza dall’altro?

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

2 thoughts on “Amore possessivo

  1. Mi viene in mente come, incontrandosi a certo punto della vita, ciascuno dei due partners porti con sè vissuti di situazioni affettive precedenti ( si spera abbastanza elaborati emotivamente) e da questo ciò che viene descritto come un confronto è invece, a mio parere, da intendersi nella migliore delle ipotesi una scelta.

    La mia impressione è che proprio scegliere parli della consapevolezza di sè e di una reciprocità e complicità di coppia lontane dall’idealizzazione ed aperte ad una crescita: forse però è meglio riconoscere la rilevanza delle proprie aspettative in rapporto forse a passati dolorosi?

    Raffaella

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