Il matricidio sbalordisce tutti

I matricidi sono d’avvero sempre inaspettati, ma tuttavia ne sono stati commessi tanti nella storia con motivazioni differenti. Per esempio, Nerone fece uccidere la madre incestuosa Agrippina che si opponeva alla moglie Poppea, forse per sentirsi libero di avere onnipotere su tutto. Chi lo sa veramente?

Sembra incredibile che una madre che ha generato i propri figli possa togliere loro la vita!

Una donna disturbata mentalmente può non accettare figli che sono portatori di banali inestetismi, che tuttavia deludono la madre in alcuni dei suoi momenti deliranti le sue aspettative. La donna può essere dissociata cioè avere un apparato mentale scomposto, come se all’interno del suo mondo interno ci fossero varie metaforiche stanze o almeno due. All’interno di una stanza tutto funziona bene, ma nell’altra predominano fantasie incontrollate come se la madre vivesse contemporaneamente due mondi psichici collocati in diversi piani della mente.

Nella storia ci sono stati complessi motivi politici, di ricchezze pecuniarie, di bramate eredità sulle quali la madre aspira averle in proprio possesso anticipatamente.

Spesso però alcuni matricidi non hanno una radice così perverse e contro natura, cioè risultati di un egocentrismo così deviato.

L’esempio può essere offerto da una donna depressa il cui umore, afflitta da pensieri insopportabili per se stessa e per altri, di cattivo carattere, madre possessiva, iperprotettiva verso i figli, venga sottostimata nella sua depressione patologica dai parenti e dalla gente in genere. Certo non è facile comprendere la gravità di una depressione maggiore o di un depressione bipolare…

Un giorno nero la madre decide di suicidarsi. Però sappiamo che la donna è possessiva e non permetterebbe che altri, magari il marito stesso si sostituisca a lei e che, di questa assoluta paternità, ne potrebbe godere senza avere alcun ostacolo, perché la madre sarebbe scomparsa.

Immaginiamo che la donna sia oltre tutto vendicativa, oltre che possessiva e gelosa e quindi quasi convinta di compiere un atto generoso, potrebbe decidere di uccidere i propri piccoli bambini, innocenti e bisognosi di lei.

Poi dovrebbe succedere che la donna tenti il suicidio, come previsto. Un conto però è uccidere qualcuno, per esempio con il veleno, i bambini fiduciosi in lei stessa, un conto è metter mano direttamente sul proprio corpo, consapevole, a quel punto di tale atto, che la porterebbe tra atroci dolori alla non esistenza, cioè a non controllare più la situazione perché non più un testimone vivente .

Un conto è pensare di sparire per non soffrire più, ma anche per vendicarsi con la sua stessa fantasia di morte contro coloro che non la comprendono e le vogliono male, un conto è agire un suicidio.

Lei tenta di uccidersi, ma è più difficile di quanto pensasse, come è facile da comprendere, perché più che la morte lei forse desiderava inconsciamente scomparire dalla scena per un po’ di tempo, più per far male a chi le vuole male e mai offrire soddisfazione, grazie alla sua stessa morte. La donna con la sua soppressione infatti potrebbe offrire una liberazione da lei stessa procurata per qualcuno che è cattivo, cioè un vantaggio, un bene!

Nel frattempo, i bambini sono morti per mano sua e la donna da depressa, si è trasformata in una matricida.

Chi vorrebbe essere nella sua situazione ?

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Il matricidio sbalordisce tutti

  1. Potrei riferirmi ad esempi cinematografici recenti, dove ad ogni modo viene sottolineata una sofferenza emotiva che non consente di “vedere” l’egoismo del gesto, quanto invece una dimensione di assurda protezione delle persone su cui una madre infierisce.

    Invece, senza arrivare al matricidio, ripenso alla sofferenza che mia madre ha sperimentato nei primi anni della mia infanzia, dove le lunghe ospedalizzazioni di mia sorella l’hanno probabilmente portata lentamente ad appesantire un bagaglio emotivo personale già troppo pesante.

    Forse troppo spesso la maternità è un desiderio dato per scontato o forse a volte è spento ed afflevolito da vissuti familiari pregressi pieni di luoghi comuni e di sofferenza emotiva inelaborata?

    Raffaella

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