La TV: l’oppio dei popoli

Sui pericoli di attaccarsi alla TV come calamite si è parlato da parecchi anni.

Le famiglie americane sin dagli anni cinquanta avevano le abitudini di mantenere calmi e occupati i propri bambini ancora piccoli ai programmi televisivi fatti per loro allo scopo di trovare un impegno duraturo e di ottenere come genitori tempo libero per loro stessi e loro faccende personali.

Tale atteggiamento abitudinario veniva metaforicamente denominato: plug into the socket, intendendo il bambino come un fili elettrico da attaccare alla presa di corrente (plug) come un elettrodomestico che veniva conficcato alla presa di corrente (socket). Il pomeriggio speso, era trascorso dai bambini in tal modo. Le madri uscivano facevano la spesa e tornavano e i bambini rimanevano buoni.

Le proteste degli osservatori e degli educatori ridimensionarono l’atteggiamento eccessivo delle madri quando lasciavano soli i figli.

Oggi i giovani si mettono raramente davanti al televisore, forse solo durante le partite di calcio e certi programmi tipo grande fratello, l’isola dei famosi, facto, Maria ecc.

Preferiscono informarsi tramite internet, il telefono phone-smarth o computer oppure tablet.

Molti altri rimangono inattivi davanti al TV e non leggono, nemmeno un libro all’anno, né escono per andare al teatro cinema o altre attività culturali.

L’invenzione della TV però continua a rappresentare per la popolazione un mezzo tanto utile quanto divertente specialmente per chi è costretto a casa, perché pensionato o con scarse opportunità di movimento.

Purtroppo gli osservatori sostengono che lo spirito critico dei giovani stia diminuendo sempre più.

La televisione pare che continui a passivizzare le varie intelligenze e lo spirito d’iniziativa. La televisione per alcuni sembra un dogma, una dottrina che contiene la verità assoluta.

I personaggi che appaiono e diventano miti, mentre c’è bisogno di mitizzare il meno possibile in questa povera nostra Italia subissata da imbrogli, cattiva amministrazione, violenze, femminicidi, uccisioni perverse, terrorismo, dissesti del territorio, variazioni climatiche, invasioni mal gestite di migranti, tutto per aumentare il debito pubblico.

La verità è complessa e essa dipende dalla posizione psicologica dalla quale osserviamo il reale che è assai soggettivo.

Abbiamo bisogno che tutta la gente diventi più consapevole e attiva. Non si addormenti né si lasci cullare.

La televisione è preziosa per le informazioni dei telegiornali che sono indispensabili per gli aggiornamenti sociali, per la trasmissione di programmi interessantissimi sul pianeta terra, sulla medicina e suoi progressi sulle avvertenze sulla salute, sulle emergenze complessive della globalizzazione, sui talk-show frequentati da illustri personaggi e infine su film di qualità storica e attuale.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “La TV: l’oppio dei popoli

  1. Per la verità non sono una fruitrice assidua della tv, se non per programmi di informazione e confronto: dai telegiornali ai documentari oppure interviste, poi film che ho perso o rivedo con piacere, qualche programma musicale quando ero più giovane, concerti, ma non quei format quali “Grande Fratello” o “Isola dei Famosi”, ect, perchè li trovo molto noiosi, poco interessanti e molto finti.

    In merito alla possibilità di essere più passivi a causa del video, poi, mi viene in mente come il pomeriggio, da bambina, ero abituata il più delle volte, dopo qualche cartone animato, a dedicarmi a costruire piccoli oggetti, assemblando ciò che era in casa, ovviamente aiutata dalla baby- sitter, oppure uscivo o ascoltavo programmi radiofonici di dediche e richieste: la tv non restava mai aperta a caso: forse perchè essere critici, presenti e pensare per me è stata sempre una risorsa preziosa?

    Raffaella

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