Le donne che non guidano l’auto

Già da molti anni le donne, non soltanto guidano con disinvoltura e perizia l’auto, ma anche mostrano di divertirsi conducendo auto sportive con molti cavalli di potenza. Amano l’accelerazione, la ripresa, la tenuta di strada, la capacità di frenata del mezzo che guidano. Sono abbastanza disciplinate, tengono molto alla carrozzeria dell’auto affinché sia perfetta, pulita e infine, molte di loro sono preparate anche tecnicamente.

Personalmente faccio un po’ fatica a sostituire una gomma bucata nella mia auto. Recentemente una mia amica mi ha aiutato a farlo con discreta abilità.

Ci sono anche donne che, pur avendo la patente e rinnovandola sempre, non amano guidare l’auto: alcune di loro potrebbero mettersi al volante in caso di emergenza, ma se non è necessario, evitano con piacere di usare l’automobile.

Alcune donne rifiutano di prendere la patente di guida, come anche alcuni uomini.

Alcune di loro dichiarano di sperimentare un impegno e una fatica che si collega a un senso di responsabilità che preferiscono evitare.

Alcune donne ammettono di sentirsi un po’ passive e che non avendo imparato da adolescenti a guidare non sono molto brave nel farlo e rischierebbero incidenti.

Altre donne ammettono di preferire di essere guidate, almeno in auto e aggiungono che sono alla ricerca di essere un po’ coccolate da un uomo che conduca bene lui stesso, sia l’auto sia altre situazioni.

Nel lontano passato si criticavano le donne che non sapevano guidare, estendendo questa incapacità ad altre aree nelle quali sembrava che il femminile non si addicesse. Un po’ come i soldati andavano in guerra e invece il gentil sesso era risparmiato perché la missione era considerata troppo ardua e pericolosa. Le donne hanno la testa tra le nuvole – aggiungeva qualcuno, come se le donne venissero considerate eterne bambine. Le donne non sono imprenditrici di se stesse!

Niente di più sbagliato! Le donne sono da anni imprenditrici di aziende di successo, guidano moto potenti e camion, oltre che le auto; Ingegneria Meccanica è un corso di laurea bersagliato da giovani donne. Molte donne appartengono al corpo di polizia, dell’arma carabinieri, militari dell’esercito, guidano aerei, elicotteri, navi, ma più raramente, navi spaziali, per ora.

In altre parole, ciascuno di noi decide di concedersi un po’ di relax esistenziale e di non dover sempre controllare ogni cosa: non siamo eroi o possiamo esserlo se molto convinti solo per un po’ di tempo.

Come scrivono giornalisti di esperienza e buoni osservatori, Aldo Cazzullo in: Le donne erediteranno la terra e anche Stefano Vespa in: C’eravamo tanto amati, libro nel quale due capitoli sono dedicati all’incredibile evoluzione femminile che sta cambiando il mondo in meglio.

Ciascuno di noi sceglie aree nelle quali non competere e non se ne vergogna giustamente!

Queste apparenti atteggiamenti passivi valgono per il genere femminile, ma anche per quello maschile!

Quanti uomini illustri professionisti nei vari settori non sono muniti di patente di guida e trovano mille mezzi in alternativa allo spostamento in auto, ma sono attivi e offrono un contributo sociale di grande valore!?.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Le donne che non guidano l’auto

  1. Io sono tra coloro che non guidano, direi, con dolore, non per indolenza o passività: infatti quando, non tanti anni fa, mi sono patentata, avevo occasioni in cui riuscivo veramente bene ed altre in cui non riuscivo neanche a tenere dritto il volante, questo era il problema, perchè finivo quasi in centro alla strada.

    Non era una problematica connessa con la vista o la mobilità, ma con un’emotività “altalenante”, che, nonostante le molte guide, continuava a rendere pericoloso il mio viaggio e quello di altri.

    Col tempo ho appreso a contenere il disagio, affiancandomi, anzichè alla mezzadria, un poco più al ciglio della strada al massimo, ma ciò non è bastato a rendere costante la mia guida: di questa situazione ne ho sofferto e ne soffro, anche se mi attivo prendendo mezzi pubblici, andando a piedi, vorrei poter ritentare, ma forse essere protagonisti di Sè significa anche elaborare i propri insuccessi a favore di altri aspetti significativi?

    Raffaella

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