Il Presidente Trump

C’è chi difende The President Trump in virtù del suo atteggiamento disinvolto in campagna elettorale, chi apprezza i suoi programmi e chi lo considera una vera disgrazia per gli Stati Uniti: c’è chi ritiene che egli sia un anticonformista in favore della libertà mondiale, c’è chi è terrorizzato che la storia retroceda di vent’anni.

Non mi esprimerò sulla personalità politica, come è ovvio che sia, ma prendere in esame l’argomento donne, un tema che egli ha citato di sovente.

Grab by the pussy è un’espressione che riassume un suo pensiero tipico. Del resto è sempre circondato da donne bellissime a cominciare da Melania, sua moglie.

Il presidente Donald Trump, in campagna elettorale, senza tanti veli sulla lingua, si è espresso liberamente, costatando che l’uomo ricco e potente è braccato dalle donne, riferendosi anche alla loro disponibilità sessuale che non resiste al fascino del potere.

Ciò che mi colpisce riguarda il contrasto tra l’atteggiamento di molte donne occidentali, ma anche orientate, che in modo deciso condannano la retrocessione culturale dovuta a certe affermazioni di Trump sul genere femminile.

Sono naturalmente donne impostate verso il progresso democratico della categoria femminile le quali assumono un pensiero, nemmeno tanto femminista, ma certamente in favore della dignità e parità di diritti della donna in una società civile. Vedono in Trump un pericolo pubblico.

Queste contestatrici sono in conflitto con altrettante donne che vedono in Trump un presidente eroe che porterà il Paese alla realizzazione del tradizionale sogno americano, alla prosperità e al benessere economico.

Mi sono domandato il perché di tanto contrasto .

Il primo gruppo, costituito dalle progressiste, quelle che hanno votato per Hillary Clinton, è costituito da donne la cui coscienza è diffusa in molte parti del mondo quindi. Anche in Italia le donne denunciano spesso che nella vita quotidiana, l’uomo sta scomparendo nella società, nel senso che sembra essere psicologicamente o violento, oppure volatile, evanescente, femmineo, poco virile e poco responsabile e affidabile..

Questo enorme gruppo sembra stranamente non intendersi con il secondo gruppo, quello che ha votato per Trump. C’è un equivoco!?

Se anche appare un maschilista, come oggi chiamiamo un certo tipo di uomo, un macho, e tale accusa gli è stata rivolta dal primo gruppo di donne progressiste, nonostante la sua non più giovanissima età, il secondo gruppo a favore di Trump, sostiene che il presidente sarà l’uomo forte che salverà l’America e influenzerà positivamente il resto del mondo.

Mi sembra che si faccia confusione.

E’ vero che la società va verso un mondo senza padri e che gli uomini appaiano meno decisi, sicuri, forti di un tempo, ma il maschilismo è qualcosa d’altro. Manca dunque un vero leader!

Pensiamo però che il maschilismo estremizzato porta alla violenza, alla prigionia … alla manipolazione, al sopruso, alla prepotenza ?

Nessuno vorrebbe che fossimo governati da un dittatore o da una dittatrice, sebbene tutti vorremmo un uomo o una donna autorevoli e intelligenti, un uomo o donna che sappia governare con le idee chiare. Altrettanto noi vorremmo avvenisse all’interno della nostra vita privata e quotidiana.

In altre parole c’è una grande differenza tra maschilismo e uomo forte!

Speriamo che Trump sappia quel che farà, sia un uomo forte e brillante, ma non un maschilista , un macho.

Le dichiarazioni del Presidente sulle donne sino a qui, non sono state lusinghiere per loro, a meno che egli non abbia tentato di scuotere gli animi in modo strategico rivolgendosi proprio a quelle donne deboli appartenenti al secondo gruppo , quelle che scambiano l’uomo forte e deciso per l’uomo maschilista e macho.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

2 thoughts on “Il Presidente Trump

  1. Mi viene da pensare che il “sogno” americano possa rappresentare un’illusione dove forse per alcune sembra più facile rintracciare ruoli cui appartenere: se l’uomo può attualmente essere visto come maschilista violento vesus femmineo c’è una fatica che anche la donna sente probabilmente nel proprio cambiamento sociale.

    In altre parole, cambiare non è un percorso lineare: essere protagoniste della propria esperienza vuol dire a volte anche nel quotidiano andare, per così dire, contro corrente, dove la solitudine delle proprie scelte ha un costo, soprattutto visibile nella provicia.

    In particolare, alle volte, sono proprio alcune donne a faticare nell’accogliere il binomio donna professionista completa ed allo stesso tempo capace di una brillante vita sociale, che può comprendere una felicità di coppia: mi chiedo se la fatica nell’elaborare le proprie illusioni possa avere un posto nel ridisegnare i tratti del Presidente Trump?

    Raffaella

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