Il perfezionismo estetico non equivale a disturbo narcisistico

Il Narcisista patologico manifesta fantasie di ottenere grande successo, di raggiungere il potere, avere grande effetto sugli altri, cerca amore idealizzato. Ha bisogno di essere unico/a, e di poter essere iper-condiviso/a dalle persone che frequenta, anzi le frequenta per essere celebrato. Non è interessato alla vicinanza affettiva, ma in particolare essere ammirato.

Richiede conferme molto gratificanti rispetto al normale ed è continuamente alla ricerca di esaltare il valore di Sé.

Ha un forte sentimento dei propri diritti e, ha bisogno che gli altri individui/situazioni gli riconoscano un posto sociale importante.

Allo scopo di raggiungere i propri obiettivi può essere assai manipolativo/a e non prova rimorso se strumentalizza gli altri; di solito il disturbo psicopatologico porta a scarsa empatia da parte degli altri: non attribuisce valore alle emozioni degli amici o colleghi. Egli é scarsamente dotato d’introspezione.

Egli vive quasi sempre che gli altri lo critichino perché lo invidino per la sua grandezza, ma solitamente avviene il contrario. Il narcisista si mostra egotista senza accorgersene, ma è molto convinto di esser grande nel mondo.

Chi invece cerca di essere esteticamente attraente, donna o uomo che sia, da un lato può mostrare un sano interesse per se stesso di piacere agli altri di essere in buona salute e per questo cerca più o meno ossessivamente di seguire ogni regola salutistica, sia nell’alimentazione, sia nel praticare uno sport, ginnastica, movimento, dove la corporeità è in primo piano, ecc .

In alcuni casi con l’avanzare dell’età è possibile che qualcuno cerchi di mantenersi in forma ricorrendo a interventi estetici e anche chirurgici. Tale atteggiamento artificiale non equivale automaticamente all’essere narcisisti, ma caso mai, appaiono vanesi, cioè insicuri.

L’esagerazione, come in tutti gli interventi, può indicare un’eccessiva insicurezza di Sé, anche se il disturbo narcisistico nasce in parte dal non sentire o sentire di non esistere e quindi dal nichilismo. In questi casi però, l’interesse per se stessi invece indica che le persone sentono di esistere e per questo desiderano migliorarsi.

E’ importante che le persone socialmente riescano a mantenere un minimo di reciprocità, di scambio, di dialogo, di umanità, di affettuosa generosità, sappiano mettersi un minimo nei panni dell’altro e quindi conoscano l’altruismo e la civile educazione. Se queste caratteristiche umane che esprimono in parte le emozioni umane, sono in qualche modo presenti verso l’altro, i problemi narcisistici sono esclusi nella personalità.

Sono evitati così l’eccesso di presunzione e la mancanza di rispetto verso gli altri.

L’attenzione per se stessi, anche se un po’ di vanità è presente, non porta al pericoloso disturbo narcisistico della personalità.

Il chirurgo estetico professionalmente sconsiglia interventi chirurgici inappropriati che riflettono solo un’eccessiva insicurezza, un’insistente tendenza a ottenere ciò che la natura fisica non può regalare.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Il perfezionismo estetico non equivale a disturbo narcisistico

  1. Più volte ho frequentato centri estetici, ma non alla ricerca di perfezionismo, piuttosto una cura di Sè più personalizzata ed ho maturato l’idea che ognuno è espressione anche di una eredità espressa nei tratti, accanto ad una soggettività nel vivere se stessi, forse intrecciare questi aspetti porta ad accettarsi e valorizzarsi.

    Inoltre l’estetica ha proposto modelli di bellezza diversi anche storicamente, quindi forse dando prova nei suoi mutamenti dell’importanza di interpretare se stessi: il perfezionismo mi sembra, invece, come anestetizzarsi rispetto ai cambiamenti, perciò mi verrebbe da domandare quanto “piaccia” la propria vicenda personale.

    Sentire di non esistere parla, forse, poi, di una storia sentita come nulla, dove non si trova una risposta, perchè non si riesce ad empatizzare con nussuno, mi chiedo se ci sia un elemento comune tra le due esperienze, se pur a livelli diversi?

    Raffaella

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