Corporeità in trasformazione negli adolescenti

Corporeità in trasformazione negli adolescenti

Catastrofe in greco può essere tradotto disastroso, catastrofe ma in particolare cambiamento appunto, concetto che, se applicato al corpo umano, lascia pensare al periodo della preadolescenza, fanciullezza e adolescenza e infine della vecchiaia. Certo ciò non perché il nostro corpo non cambi continuamente e non si trasformi nel suo movimento cellulare, ma perché per eccellenza questi cambiamenti sono più evidenti in queste fasi della vita rispetto alle fasi dell’adulto per velocità e tipo di trasformazione.

La corporeità non s’identifica con la fisicità che può richiamare l’anatomia del corpo fisico, né con l’estetica dell’aspetto del corpo.

Racchiude un concetto di forma del corpo che s’integra con l’anima degli affetti, emozioni, sentimenti e psiche.

L’immagine che la bimba/o ha di Sé comincia a aprire un senso di coscienza e quindi di parvenza di identità a circa diciotto-ventiquattro mesi, quando si autoriconsce allo specchio, seppur costruendo una parva immagine di se stessa/o, ancora sfuocata.

Il cambiamento del corpo infantile in quello adolescenziale ha in sé qualcosa di drammatico: nel senso che essendo veloce, non lascia il tempo di familiarizzare con la propria immagine. Assomiglia a una mutazione che coinvolge le potenzialità genetiche e quelle ormonali. Le fasce muscolari, la concentrazione dell’adipe, forma e grandezza dri seni nel caso femminile e il sopraggiungere delle mestruazioni, il tipo di capello, l’altezza, le forme strutturali del viso e delle gambe ecc .

La psiche di una ragazza o ragazzo verso i dieci anni sente di abitare un corpo di quasi uno sconosciuto, perché non so mai esattamente quel che diverrà tra un mese o un anno.

L’irruenza delle fantasie sognanti che sono piene di fantasmi e di angeli buoni intrecciati con i cambiamenti pulsionali-ormonici possono portare ad agire frettolosamente per ottenere appagamento dei bisogni urgenti. Il preadolescente e l’adolescente spesso è soverchiato dai propri impulsi sessuali che non egli sa ben riconoscere e controllare, da forti bisogni di essere amati, di fondersi con l’oggetto d’amore che, da quello materno-paterno passa a quello di un coetaneo. L’adolescente può struggersi per un abbandono di un fidanzato/a e toccare le stelle per l’eccitazione dopaminica, noradrenalinica ecc, quando ha trovato l’amore e sentirsi amato/a.

I cosiddetti actingout sono fughe in avanti che il corpo elige piuttosto che riflettere, elaborare e prendere la decisione migliore. Alcuni adolescenti non trovano in Sé lo spazio psichico per questo: potrebbero cercare il tutto e subito, amore o morte. Lo si vede dai rischi che qualcuno corre con l’uso massiccio delle droghe, dalla guida spericolate dei mezzi e altre incredibili imprese.

Un giorno l’adolescente si guarda allo specchio del proprio bagno e scopre qualcosa di nuovo nel suo volto. La pelle che cambia, un po’ butterata, l’acne che si manifesta, la peluria di un’annunciata barba che spunta, comedoni che non si vedevano, brufolini fastidiosi. Qualche volta nel maschio si vede dolorosamente che pettinandosi, che i capelli si assottigliano e ne rimangono troppi nel pettine. Alcuni sono ricci, mentre un mese prima, erano lisci. Non stanno più a posto, che disperazione! Come diventerò brutta o brutto! Mi odio, mi detesto faccio schifo! Non voglio vedere più nessuno. Buono-bello spesso si equivalgono nell’adolescente che non è in grado di distinguere le varie virtù che hanno ereditato e che posseggono.

Il corpo quasi irriconoscibile viene allora bistrattato, si allontana dall’anima dolce e tenera, piena di speranze, anche di illusione.

Per dismorfofobia s’intende la sensazione corporea di una deformazione del proprio volto, del proprio ventre, delle braccia e gambe che appaiono o troppo corte o troppo lunghe. Niente va ben con la propria immagine. Alcune ragazze , ma anche ragazzi cercano di aggiustarsi mangiano poco o nulla e diventano fonte di preoccupazione per gli altri che sono affettuosamente coinvolti.

L’anoressia nervosa, diventa un modo di ritrarsi dal mondo corrotto, grasso e materialista per entrare e far prevalere quello angelicato. Lo specchio dice che siamo troppo grassi pesanti schifosi

La distorsione dell’immagine di Sé si avvolge anche con la bulimia che risponde più a un impulso di assalto binge heating che spesso è seguito da rigetto del cibo ingerito in grande quantità.

Si tratta di impulsi aggressivi, divoratrici come per inglobare ciò che non va e il piacer consiste non nel mangiare , ma nell’atto di divorare in se stesso. Quando ritorna la coscienza la o il bulimico, cercano di liberarsi di ciò che non si vuole tenere dentro lo stomaco di se stessa/o.

Altri adolescenti sono compiaciuti di non apparire male. Si piacciono nella loro struttura corporea, sono alti belli, dai colori e lineamenti raffinati, insomma si sentono baciati dalla fortuna e sono lieti e compiaciuti di aver ottenuto tutte le fortune rispetto alla propria corporeità e aspetto estetico.

Altri che si piacciono meno e che non sanno quale sarà il risultato finale del loro corpo, si tagliano i capelli in modo originale, se li lasciano crescere in altrettanto strano modo, ricorrono ai vari tipi di tatuaggi, total body o solo alcune parti intime o imprevedibili, forse per rafforzare la loro identità individualizzata.

La TV e mass media sollecitano modelli di perfezione quelli che vanno di moda in quel momento quasi tutti gli stessi per tutti che attraggano chi non si sente abbastanza bene con se stesso.

La commercializzazione dei prodotti finali composti da corpi ideali e vestiti originali, spinge l’acceleratore sui giovanissimi che a volte alcuni si scompensano perché non riescono a raggiunger il mito e così si biasimano e si percepiscono come inadeguati e sgradevoli.

Alcuni adolescenti, provenienti da famiglie ricche, complici i genitori e i chirurghi estetici, ricorrono al bisturi.

Spesso sono scontenti di alcuni risultati, perché non sanno sempre cosa esattamente desiderano prima dei vari interventi. Per fortuna i chirurghi sanno che non è professionale approfittare delle debolezze degli ragazzi poco più che adolescenti.

L’adolescente ha spesso l’impressione di essere tradito dal proprio corpo. Perché non lo conosce , non sa cosa avverrà nelle sue trasformazione e lo considera a volte un nemico.

Sappiamo che non esiste il corpo perfetto. L’originalità di un Sé individualizzato non è preso in considerazione e spesso poco si investe su quanto si può fare. Si da importanza a ciò che non ne avrebbe e poca a quello che l’adolescente può fare.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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