Lutto per animali domestici

Spesso qualcuno, di fronte al dolore di chi ha perduto un animale domestico come un cane, gatto ecc, pensa in se stesso: beh … pazienza si tratta pur sempre di animale … l’amico si rassegnerà in fretta !

Non voglio metter in discussione l’immane e comprensibile dolore dal quale qualcuno è invaso a causa della perdita di persone care che, spesso non coincidono con la morte quasi annunciata di genitori, parenti, ma anche di care persone amiche.

Tra le più dolorose si potrebbe supporre di collocare la scomparsa improvvisa e prematura di figli, ma è impossibile considerare tutte le varianti tanto soggettive quanto strazianti che s’immettono nell’infinito e inaccettabile tormento cronico delle persone che scompaiono dal mondo terreno.

Tali dolori non si possono sempre comparare alla scomparsa di animali domestici, ma vi sono casi che ammettono il paragone.

E’ il caso di un bel golden retriver, cane femmina di due anni, che non mi apparteneva, seppur fosse parte della mia famiglia acquisita e che amavo molto, forse meno di quanto lei avesse amato me stesso.

Un tumore al cervello ha costretto alla soppressione di questo sensibile, giocoso, affettuoso, discreto e rispettoso animale e alla sua rinuncia vitale.

Non solo io mi sono commosso alla notizia, ma tutti abbiamo dovuto accettare il reale.

Mi sono quindi domandato, considerando la strabiliante commozione per la sua perdita, il perché alcuni animali domestici riempiano tanto la nostra vita d’affetto, più di quanto ci aspettassimo.

Da un lato non bisognerebbe meravigliarsi, visto che, non solo i cani, ma molti mammiferi fanno parte di quella schiera d’animali che aiutano le persone malate a stare meglio. Questi animali contribuiscono alla cosiddetta pet-therapy. Aiutano cioè con la loro affidabilità, fedeltà, ingenuità, a offrire un senso di fiducia negli affetti. Cane, delfino, gatto, cavallo e persino l’elefante e la tartaruga aiutano a tale benefico scopo.

Le campagne e le masserie popolate di animali, galline, oche, uccelli, anatre, maiali, mucche, creano un senso di allegria e di romanticismo specie a chi vive, normalmente in grandi città, tanto nevrotizzate quanto stressanti.

A mia madre, un cane da me regalato da me, le riportò la pressione arteriosa scompensata alla normalità.

In altre parole, suppongo che, mentre l’interazione con le persone, per quanto siano amate, vincolate da legami, oltre che parentali, anche accompagnati d lunga amicizia e affetto e sia ben ricambiato, contengano rapporti ambivalenti.

Cosa significa ciò?

Che l’affetto umano tra umani, non esiste allo stato puro, ma che le relazioni positive quando sono complessivamente prevalenti, non annullino nel fondo alcuni stati di conflitto, magari dei quali non si è coscienti e che continuano a mantenersi latenti o addirittura taciuti.

Tali stati di ambivalenza affettiva possono creare una relazione mista e spesso sopportata in nome di ciò che unisce positivamente. Invidia, gelosia, possessività, competizione insoddisfatta, possono essere presenti,

Esistono relazioni umane, dove l’affetto è chiaramente di segno negativo e conflittuale, tuttavia, nonostante la complessità del rapporto, non decadono.

La diffidenza però accompagna tali relazioni che fa da sfondo.

La scomparsa di tali persone è più impressionante che dolorosa, forse il dolore per la scomparsa è meno sentito. Qualche volta è formale e di facciata. Molti funerali sono partecipati per diplomazia verso le persone della famiglia alla quale apparteneva il defunto.

Si può capire che certi animali che sono tanto affettuosi quanto ingenui, laddove non esistono complessi sentimenti, ma sentiamo che prevale in queste bestie solo la generosità, la fedeltà verso di noi. Questi sentimenti sono quelli che molti di noi vorremmo provare verso tutti e tutti, verso di noi, ma le disillusioni ci avvicinano ad altra realtà, meno romantica.

Niente di male!

Quel che scrivo, è per contribuire al rispetto degli animali domestici che, pur non diffusori di malattie o infezioni, spesso sono abbandonati per le strade, prima delle vacanze, sono uccisi con palline di carne avvelenate, quando per esempio, il cane di un vicino abbaia troppo, dando noia, o torturati e uccisi per la vivisezione o puro gioco sadico.

Scriveva Leonardo da Vinci qualche frase che recitava: verrà un giorno in cui uomini come me guarderanno all’uccisione degli animali nello stesso modo in cui oggi si guarda all’uccisione degli uomini !

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Lutto per animali domestici

  1. In realtà il lutto per animali domestici, per me, ha riguardato tartarughe d’acqua e pesci, per i quali, nonostante un affetto, forse, non si sviluppa lo stesso legame che può riguardare un cane o un gatto: forse un lutto di passaggio, perchè positivo, è stato rimettere in libertà, dopo averlo curato a lungo, un lucherino che era caduto dal nido.

    Però riflettevo sulla fedeltà e sull’ingenuità nel dare affetto degli animali e mi tornava in mente come, alle volte, questi sentimenti possano anche essere un rimpianto che riguarda noi stessi: ad esempio, quando ho ritrovato un rapporto con i cani, ero molto emozionata, perchè, al di là di fantasmi emotivi, riascoltavo una parte significativa di me e sentivo il dolore di averla allontanata e la sorpresa di riconoscerla.

    Allo stesso modo ho nostalgia leggendo ora, forse, scambiare esperienze ed emozioni rende anche il dolore di un lutto comunicativo?

    Raffaella

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