L’abito non fa il monaco

Si tratta di un proverbio che, come tutti sanno, vuol significare che la sostanze di come è fatta una persona nella sua stessa identità, non può rivelarsi solo attraverso l’abito che indossa.

Personalmente non sono però del tutto d’accordo. Tale osservazione è vera se una persona si traveste, come faceva Totò in alcuni film: si vestiva da monaco, da carabiniere , ecc, ma era sempre il personaggio che interpretava.

In tedesco, lo stesso proverbio è interpretato al contrario
Kleider machen Leute, significa, letteralmente, I vestiti fanno le persone

L’abito, il modo di vestire, trasmette molto della personalità della gente.

Ci sono persone ricche e povere e l’abbigliamento può dipendere molto dal costo di certi vestiti e dalla linea che i ricchi e i poveri adottano stabilmente.

Se volessimo studiare attentamente il modo di vestire di una persona potremmo ricavare molte informazioni sulla sua personalità.

Bisogna distinguere chi si veste pensando attentamente a ciò che indossa con lo scopo di apparire in un certo modo e di comunicare agli altri, cosa lui pensa e come considera se stesso. Ci sono invece persone che non si occupano di cosa indossare , se non il minimo necessario e indossano il solito vestito, gli uomini con la stessa cravatta e scarpe. Sembra che ben altro sia più importante per loro che la propria immagine destinata ad altri.

C’è chi invece ha bisogno di apparire in un certo modo e si veste in modo vistoso, aggressivo provocatorio, che attira l’attenzione di molti sguardi.
Ci sono i tatuati in tutto il corpo, total boy che si sono costruiti un vestito che indosseranno sempre che rappresenta la loro divisa universale. Coprono solo le parti intime , ma per il resto corpo, pelle e bellezza vestito contraddistinguono la loro unicità di se stessi.

Che dire ?
Nei luoghi destinati a ciò, esiste anche il nudismo dove i vestiti coincidono con la pelle nuda!
Bisognerebbe distinguere coloro i quali amano vestirsi con uno stile di personalità che segue la moda e vogliono quindi comunicare di essere sempre INN.
Ci sono coloro i quali amano vestirsi con grande interesse, ma sono indifferenti alla moda e inventano vestiti che li contraddistinguono per originalità e unicità.

Ci sono le divise che proteggono e costringono a un ruolo sociale, pensiamo ai carabinieri, polizia che si differenzia anche in molti settori, la magistratura , il corpo sanitario, medici e paramedici, l’esercito, nelle sue varie componenti di terra e di mare, ecc
Le divise proteggono i ruoli che di per sé comunicano ciò che la divisa emette e nasconde però la persona che viene nascosta da ciò che indossa. Spesso alcune persone che fanno parte di un corpo istituzionalizzato sentono che la loro immagine è soprafatta dalla divisa stessa e vorrebbero trovare se stessi al di fuori da essa . In altri casi sono affezionati alla loro divisa e la loro identità si fonde con questa.

In somma, la gente con l’indossare l’abbigliamento, tende a meta-comunicare tanto di Sé che sia vero o che sia non vero, gli individui ne fanno uso per promuovere il proprio erotismo, la propria castità, la propria aggressività potenziale, sottolinea lo stato sociale elevato o basso, accennano al proprio disinteresse per ciò che considerano futile e tanto altro.

ll corpo diventa teatro delle comunicazioni che i vestiti suggeriscono socialmente agli altri.
Penso che sia più vero che il vestito faccia il monaco, piuttosto che il contrario!

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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