Il bullo e il controllo del territorio

Una ragazza di dodici anni di Pordenone nel Friuli, figlia unica di buona famiglia con profitto scolastico buono ha tentato il suicidio lanciandosi dal secondo piano della abitazione di famiglia .

Lei faceva parte di una classe con altri diciannove compagni, sette dei quali stranieri.

Ora sarete contenti ! ha lasciato la ragazzina questo messaggio disperato di lasciare la vita con la rabbia ingenua di una dodicenne, perché rivela di non essere mai stata accettata dai coetanei.

L’idea di dover incontrare a scuola i bulli la fanno stare così male, è un’idea, un incontro insopportabile.

A scuola proprio non ci potevo tornare di farla finita, Sarebbe finita dal davanzale al selciato della strada se una persiana al primo piano, non avesse fermato il suo corpo.

Un elicottero da Udine ha accelerato le immediate cure. Ora, sembra fuori pericolo, anche se i medici dubitano su un pieno recupero di motilità.

I bulli sono ragazzotti, giovinastri, pieni di Sé, ipo-maniacali forse sotto effetto di stupefacenti come difesa allo scopo di reagire alla loro mancanza d’identità che è solo imitativa.

Vogliono essere in possesso del territorio, imitando i mafiosi e, come loro, emettono senza se e senza ma, il fuoco del potere che non hanno, terrorizzando preventivamente quelli che occupano l’area territoriale.

I giovinastri in tal caso, dominano la scuola, spaventano con eventuali ripercussioni gli insegnanti,

si sentono machi, ma sono solo maschilisti per imitazione culturale dei nonni.

I capi del gregge, voglio dire della banda, come nella foresta agiscono i gorilla, minacciano anche dimostrando e mostrando il coraggio di saper uccidere tutti quelli chi si mettono davanti per dare spettacolo, sia ai propri adepti con lo scopo di indicare chi è veramente il capo banda, sia alla gente del quartiere per intimorire e avere facile entrata nelle botteghe e nella, case qualora decidano un’eventuale rapina. E anche queste rapine con morti non mancano nella nostra società tanto da pensare alla legittima difesa.

Il problema sociale è sempre lo stesso, il vuoto, il nichilismo, la morte di dio, la morte di ogni religione, del valore di ogni sacralità e della mancanza di lavoro.

L’Isis ha anche facile gioco con la religione che promette perché è difficile distinguere e mettere a fuoco, religione e superstizione. La superstizione, la suggestione produce lupi solitari in tutto il pianeta.

Tutto ciò è assai pericoloso riguardo al dominio, per lo meno culturale del mondo civile.

Come poter educare in modo mirato e non solo alimentando l’uso del bastone e sempre meno la carota? E’ inutile riempire le carceri o costruirne delle nuove. Spendiamo i soldi investendo nella educazione mirata e specialistica. Questa Società ha bisogno di cure educative e psicologiche in collaborazione stretta con le famiglie e insegnanti.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Il bullo e il controllo del territorio

  1. Che chi si può dire bullo, senza giustificarlo per questo, abbia una assai scarsa capacità di mentalizzazione ed autoriflessione e che quindi “controlli” all’esterno ciò che internamente non padroneggia?

    Qualche anno fa ho avuto modo di assistere alle conseguenze di un episodio di bullismo proprio presso una scuola media, dove ad un ragazzino era stato completamente inzuppato d’acqua lo zaino pieno di libri irrecuperabili.

    Ho notato la rlevanza che sembrano allora assumere i ruoli sino quasi ad irrigidirsi: c’erano, infatti, la vittima, il carnefice e i testimoni nella stessa classe forse solo improvvisamente troppo stretta: che la ricerca di un ruolo sembri imporsi erroneamente rispetto alla scoperta di Sè ad alcune condizioni?

    Raffaella

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