L’agnellino di Pasqua

A Pasqua mangerò l’agnello, è una tradizione famigliare. Se uno è vegetariano o vegano merita rispetto, ma non bisognerebbe strumentalizzare una scelta personale. Io non farò mai una campagna su questo. In politica ci sono già tanti animali, non mettiamoci anche quelli veri. Comunque sono di Firenze e se mi toccano la bistecca fiorentina mi arrabbio….

Cosi rispondeva Matteo Renzi in una trasmissione televisiva della Rai, mentre Silvio Berlusconi promuove un video dove si vede l’allattamento di un agnellino da latte tra altri che ha adottato.

A Pasqua scegli la vita, scegli veg, è lo slogan promosso da Berlusconi insieme alla deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente. Il video sta circolando e ottenendo un discreto successo.

Molti ristoranti aderiscono all’idea di dimostrarsi animalisti e rifiuteranno di servire agnello il giorno di Pasqua. Secondo altre fonti imprecisate, la Brambilla replicherebbe: Renzi divora gli agnellini?

E la caccia ai cinghiali che sembra sempre più necessaria perché pericolosi e devastatori?.

La politica non distingue tra centro sinistra e destra rispetto al mangiare carne o esser vegani.

Personalmente penso che le scelte personali di tutti dovrebbero essere rispettate, ma come ho già scritto in altre occasione (Lutto per un cane), Leonardo da Vinci si pronunciava: verrà un giorno in cui uomini come me guarderanno all’uccisione degli animali allo stesso modo in cui oggi si guarda all’uccisione degli uomini !

Certo che questa citazione significa qualcosa, non so se anticipi i tempi. I vegetariani sono in aumento forse per ragioni di salute personale oltre che culturale e civile. E’ un segno di civiltà ?

Non accetto le battaglie politiche svoltesi su base di accuse che minano le scelte personali ancora considerate umanamente lecite.

Esistono molte sensibilità nella gente che non dovrebbero essere offese, tanto meno utilizzate per ragioni politiche. Certo la salute non suggerisce di nutrirsi con tanta carne … Umberto Veronesi noto scienziato oncologo e clinico medico, sempre rispettoso delle scelte personali, ne sconsigliava l’abuso.

Penso che spesso gli animali possano indurre in noi molta tenerezza come cani, gatti, delfini, mucche, cavalli e pecore poi conigli, daini, cervi, scimmie e tanti animaletti come furetti, puzzole, faine, uccellini ecc, ma altri animali come il cinghiale, il coiote, la iena e altri animali selvatici che sono assai brutti e molto meno simpatici, si possono uccidere? Che facciamo, diventiamo razzisti verso gli animali?

Siamo sicuri di risparmiare la vita al coniglio perché siamo animalisti e non perché inspira la nostra protezione. Le galline sono stupide, i pesci non hanno anima, come le lucertole o le lumache oppure gli insetti e così meritano la morte?

Distinguerei l’atteggiamento salutistico personale, dal proponimento etico del quale fa cenno la sensibilità di Leonardo da Vinci, da quello politico ormai eventualmente irrilevante, dal gusto culinario personale e poi dalle tradizioni regionali, dalla tendenza dovuto alla moda dell’epoca e anch alla bella e cattiva figura sociale e infine dalla simpatia e tenerezza che certi animali suscitano in noi anche come bisogno d’affetto che noi stessi sentiamo.

Il problema dei carnivori e dei vegetariani sembra complesso ?

 

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “L’agnellino di Pasqua

  1. Non sono né vegetariana, né vegana, cerco di assumere una alimentazione che accolga il gusto personale e l’equilibrio per quanto possibile, ma trovo abbastanza difensive ad un livello psicologico profondo prese di posizione rigide in merito da qualunque parte provengano.

    In qualche modo penso che questa sia una modalità per non confrontarsi con alcuni aspetti: in particolare, la simpatia o l’antipatia per alcuni animali ritengo sia uno specchio riflettente, vale a dire un’ altra maniera per dire quanto richieda ancora ricerca e riflessione modificare alcuni aspetti alimentari strabordanti, limare conseguentemente alcuni elementi di civiltà, di consapevolezza e crescita emotiva individuale e collettiva.

    Certo è meglio non chiidere entrambi gli occhi dinanzi ad un interrogativo del genere mascherato da uovo di Pasqua, ma forse neanche aprirli dinanzi ad uno scotoma?

    Raffaella

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