Sulla suggestione

La suggestione sin dai tempi del medico Mesmer nel 700 e poi dallo psichiatra Charcot nell’800 che praticava l’ipnosi per gestire le patologie isteriche, era utilizzato come mezzo di cura.

Sigmund Freud, utilizzò dopo i fallimenti come neuropatologo e all’inizio della sua nuova ricerca sulle neuropatologie, insieme a Ioseph Beurer (dal 1985 al 1896), il metodo della suggestione, ma entrambi i medici si convinsero che era inutile e che la cura procurava dipendenza senza mai consentire la guarigione delle pazienti: anzi con il tempo si verificavano in esse, addirittura peggioramenti dei sintomi.

La suggestionabilità sarebbe stata utilizzata da Freud solo come propensione affettiva dei pazienti al fine d’attivare in loro vissuti rimossi e consentire ai pazienti di rivivere particolari situazioni psichiche all’interno della relazione con il medico. Il fine era di procurare ai pazienti l’autonomia in piena coscienza attraverso il metodo psicoanalitico.

La suggestione che è una tendenza normale a dipendere affettivamente: é insita negli esseri umani a livello non consapevole. Freud desiderava trasformare la dipendenza che sperimentavano i pazienti, in autonomia e liberarli della coazione a ripetere certi sintomi cronici che li imprigionavano.

In altre parole, i pazienti avrebbero dovuto raggiungere con il trattamento psicoanalitico l’obiettivo di essere liberi di compiere le proprie scelte in base alle loro convinzioni profonde e alle loro persuasioni e non più a suggestioni patologiche alle quali erano incatenati a causa di ciò che non era stato sufficientemente risolto.

In base alla mia esperienza di conoscenza psichica umana, la suggestione e la suggestionabilità influenza regolarmente inconsapevolmente gli individui in modo notevole per tutta la loro vita.

La suggestione appare influenzare molto più di quanto la gente immagini, le idee e il pensiero il corpo e la mente.

Ho osservato, e pertanto penso che la suggestione nasca nella prima infanzia e riveli una radice che consiste in un forte bisogno di affidarsi a qualcuno o a qualcosa.

Nel caso delle varie Religioni monoteistiche il bisogno di affidarsi sembra, per lo più, rivolto a una figura paterna onnipotente e se possibile anche un po’ magica.

Soltanto alcuni fattori socioculturali, in base agli studi svolti, al tipo d’intelligenza, all’appartenenza geografica, alla preparazione scientifica e culturale, all’attività professionale che una persona svolge, possono filtrare e limitare la predisposizione a essere suggestionati esageratamente dagli eventi passati. Spesso però tali filtri non sono sufficienti a mantenere quella coerenza nel pensiero e nel comportamento che le persone si aspettano. Certo che alcuni fattori che ho citato possono in compenso, alimentare fantasia e anche in alcuni casi creatività artistica.

Certe stranezze dell’essere umano sino a quella che il clinico considera psicopatologia lieve o grande appaiono funzionare in modo trasversale. Alcune situazioni psichiche del passato producono settori organizzativi della mente, alcuni dei quali sono assai sani che però possono intrecciarsi inaspettatamente con quelli soggetti meno sani.

Questo può spiegare come persone che sul piano professionale svolgono ottimamente la loro attività,

possono essere anche persone molto suggestionabili e seriamente incongruenti. Certe suggestioni nel pensiero e negli atti, coincidono con alcuni deliri, non sempre psicotici.

Perché la suggestionabilità occupa uno spazio mentale degli esseri umani così grande? Quali sono i possibili meccanismi di funzionamento che generano forti suggestioni, forti vissuti e possono influenzare così fortemente la vita delle persone, tanto da creare gravi comportamenti criminali, guerre e immane sadomasochistica crudeltà e perversioni, nonché patologie di tutti i tipi ?

Suggestionabilità e miracoli sono stati connessi nella gente e infine spiegati, mentre continuano a essere chiariti sempre più con il progredire della scienza. Nonostante ciò. le superstizioni continuano a camuffarsi e insediare uomini e donne.

Perché ciò accade?

Le esperienze emotive d’incontro con persone e situazioni, sin dall’epoca fetale sino all’età adulta e anche dopo, generano aggregati emotivi e psichici, assimilati e adattati tra loro: tali aggregati psichici lasciano nella nostra mente potenti impronte, imprinting.

Gli stessi aggregati mediatati dal sistema nervoso centrale, nell’area limbica, nella zona prefrontale del cervello, connessi con il sistema neuroendocrino, permettono di memorizzare nella nostra mente diversi grilli parlanti di colore emotivo assai variegato quante sono le nostre emozioni.

Grazie poi al meccanismo psichico della proiezione e della identificazione introiettiva e proiettiva, tali grilli parlanti sono ovviamente equivalenti metaforici di voci interiori che generano una mente gruppale che costituisce il vissuto psichico complessivo.

Garry e Kirsch della Harvard Medical School e Plymouth University hanno entrambi studiato gli effetti della suggestione sulla conoscenza e sul comportamento approfondendo il rapporto tra suggestione, conoscenza e azioni. Nel corso di molti studi sperimentali gli autori hanno dimostrato che la suggestione intenzionale può influenzare la performance durante compiti di apprendimento e memoria comparandoli con l’effetto placebo.

Mi domando cosa possa spiegare l’effetto potente e pervasivo che la suggestione esercita nella nostra vita? La risposta sta nelle nostre aspettative e reazioni che spiegano come anticipiamo le nostre risposte in varie situazioni. Le nostre attese psicologiche, infatti, ci spingono verso risposte automatiche che influenzano il modo con il quale raggiungeremmo il risultato che ci aspettiamo.

Se ci aspettiamo, per esempio un certo risultato, i nostri pensieri e comportamenti che seguono saranno indirizzati a portare a compimento tale risultato.

Per esempio, se una persona insicura si aspetta di fare brutta figura a un colloquio di lavoro è facile che la situazione crei un test che risentirà di questa immaginazione.

Il rischio consiste anche nel fatto che tali insuccessi si ripetano e si cronicizzino nella persona.

Certi farmaci possono aiutare a incoraggiare la persona insicura per i futuri colloqui, ma è chiaro che le sue supposto aspettative continuino a piovere sull’individuo con effetto tanto ripetitivo quanto negativo.

L’effetto Hawthorne, consiste nel fatto che la sola presenza di osservatori può provocare momentanee variazioni di un fenomeno o di un comportamento.

Il gruppo di psicoterapia come lo psicodramma psicoanalitico può aiutare molto a far rivivere i propri grilli parlanti interiori attraverso la pluralità del setting di gruppo e aiutare a migliorare la propria situazione clinica: questa pluralità e gruppalità è anche la ragione per la quale le persone stesse quelle che vorrebbero essere candidate, esitano o evitano di essere osservati dai partecipanti, testimoni del gruppo di psicoterapia. Hanno terrore di essere giudicati, cosi come loro stessi si auto-giudicano.

Garry teme anche che la suggestione esagerata delle persone potrebbe far correre addirittura il rischio di dipendere per esempio dai farmaci e dagli stupefacenti che non sono ovviamente prescritti, rifiutando di comprendere fatto che siamo noi che possiamo reagire alla malattia della suggestione.

L’unico aspetto positivo consiste nell’osservare che la presenza del medico, esercita con la sua auterovolezza con un effetto rassicurante sul paziente: ciò può creare un beneficio e generare nel paziente fiducia, e qualche volta ristabilisce equilibrio e serenità.

Le endorfine che naturalmente circolano nel nostro corpo migliorano lo stato generale e possono attivarsi nell’organismo e anche le condizioni necessarie per la resistenza fisica al male.

L’effetto delle medicine viene in gran parte favorito dalla convinzione del paziente che gli porteranno giovamento.

 

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

2 thoughts on “Sulla suggestione

  1. Una collega era solita accogliere le coppie e le famiglie, (sistemica), mantenendo la porta del proprio studio socchiusa, sia perché, non essendoci una sala d’attesa, a suo dire, chi si trovava fuori non si sentisse escluso, viceversa ella sosteneva che ciò alimentasse una curiosità, sia per chi era all’interno sia per coloro che restavano in attesa, ricca di suggestione positiva.

    Al di là della sua giovane età (solo in questo caso forse inesperienza? ma non credo), ho sempre pensato che fosse in errore in maniera piuttosto pesante.

    Come espresso nel post, ritengo che la suggestione sia comunque presente ma con la necessità di essere elaborata verso l’autonomia: mi chiedo quale possibile destino di una situazione terapeutica, a mio parere, così confusiva e suggestiva quale quella che ho cercato di descrivere?

    Inoltre mi domando quanto la sublimazione artistica possa aiutare a rileggere la suggestione falsata nel linguaggio emotivo di alcuni interlocutori interni?

    Raffaella

  2. Ci sono persone più (come me) o meno suggestionabili (che l’opposto si possa dire cinico? non so e, forse si può approfondire?), ma il bello della suggestione è quando scopri di esserne un po’ uscito e capire come e grazie a chi e vederlo in modo anche ironico.

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