Le persone che si lavano poco

Lo scrittore italiano Mauro Corona ha dichiarato di lavarsi una volta ogni venti giorni o al mese e pare che Julia Roberts, Russel Crowe, Colin Farrell, Brad Pitt e Johnny Depp, si tengano assai lontano dall’acqua.

Fuoco Pratesi ex presidente del Wwf sostiene che consumiamo troppa acqua pro capite, circa duecento quarantacinque litri al giorno: per una doccia occorrono cinquanta litri d’acqua. Così sembra che per rispettare l’ambiente non consumando troppa acqua sia nata la moda di unwashed.

Mi è stato domandato perché questo accada per molte persone e cioè che si lavino assai poco con qualche inconveniente riguardo all’odore che socialmente porta la gente a respingere coloro che si lavano poco, in particolare certi rapporti intimi.

Il bambino durante i primi anni di vita è un po’ feticista: ama i propri odori e si compiace di odorarsi. Solo quando diventa più grande, si accorge, grazie ai rapporti sociali e agli stimoli educativi che il suo corpo non è oggetto del suo solo compiacimento narcisistico, ma anche oggetto di relazioni con altri. Il suo odore è sentito, apprezzato o meno, anche da parte degli altri.

Capisco che il Wwf e non solo, ma anche altre Istituzioni altruistiche e provvidenziali per l’ambiente e la salute del genere umano, siano preoccupati per la riduzione dell’acqua nel pianeta e del rischio vedere un impoverimento drammatico dell’acqua potabile in alcuni Paesi meno provvisti.

Non sprecare l’acqua, mi sembra giusto e assai opportuno! Aprire il rubinetto dell’acqua del lavandino per insaponarsi le mani e poi chiudere e riaprirlo per il risciacquo mi sembra una buona idea! Lo stesso dovrebbe valere per abitudine con la doccia e altro ecc.

Un conto è il risparmio dell’acqua, un conto è la moda attuale, un conto è non lavarsi a causa della pigrizia, un conto potrebbe essere offerto dal compiacimento feticistico di non lavarsi, un conto potrebbe essere conseguenza dalla protezione della salute della pelle, un conto potrebbe essere dato dal tentativo di seduzione sessuale.

Cerchiamo di chiarire alcuni aspetti motivazionali che riguardano la scarso uso dell’aqua.

Il risparmio non impedisce di lavarsi ugualmente perché esistono molti accorgimenti per lavarsi spesso le mani e ogni giorno almeno le parti delicate, in primis i genitali, i tessuti molli, e dove vi sono ghiandole sudorifere.

I batteri che si moltiplicano in queste parti del corpo giustificano infatti, un attenta igiene quotidiana. Trascuro di rivolgermi alla moda attuale e alla seduzione sessuale, perché mi sembra che entrambe le motivazioni per non lavarsi siano controproducenti.

L’odore del corpo può affascinare il partner, ma questo odore dovrebbe essere gradevole, seppur specifico e soggettivo, e non giova non lavarsi: l’evitamento dell’acqua serve soltanto ad aumentare i batteri. Inoltre, spesso, l’odore che ne deriva genera disgusto, anche se c’è molta intimità e coinvolgimento corporeo nella coppia amorosa.

E’ vero che lavarsi troppo può essere un atteggiamento tanto esagerato, quanto spesso psicopatologico.

La pelle ha una sua riproduzione derivante dal sistema endocrino che ha il fine di proteggere la cute sviluppando difese immunologiche locali. Le difese locali non andrebbero troppo strofinate via.

L’ossessione di lavarsi troppo frequentemente, salvo che per motivi come l’iperidrosi non giova alla salute corpo. Molte persone si lavano troppo perché hanno bisogno di portare via qualcosa da se stessi che li perseguita e che ha quindi un’origine psichica.

Direi in finale: bene risparmiare acqua, male lavarsi troppo, bene lavarsi quotidianamente almeno nelle parti più intime, inclusa la bocca che richiede igiene più volte al giorno !

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Le persone che si lavano poco

  1. Abitualmente durante le docce giornaliere piuttosto che nell’utilizzo di lavandini e sanitari uso richiudere il getto d’acqua, quando resterebbe sgorgante in attesa e quindi con consumi idrici superflui.

    Inoltre mi sono più volte accorta, frequentando centri estetici e palestre, di come per “ottimizzare” i tempi a disposizione, purtroppo a volte ricchi di impegni, ci si sensibilizzi nel far coincidere il più possibile la cura per la propria igiene personale ed il proprio benessere: tra questi due aspetti si colloca l’attenzione per un consumo idrico e di solventi più responsabile.

    Nello svolgere attività lavorativa presso un punto di ascolto, poi, ho potuto notare come la tendenza a lavarsi poco non sia così tanto in relazione con la difficoltà a trovare luoghi dove lavarsi anche per coloro che sono molto indigenti, in realtà sembra, invece, spesso raccontare un profondo disagio emotivo: al di là delle parole, lo stesso forse delle “celebrità” citate nel post?

    Raffaella

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