Le mamme

Penso che si possa osservare la mamma da quattro punti di vista:

il primo è ovviamente in riferimento alla mamma biologica: la donna fecondata entra nella fase della gestazione per circa nove mesi. La donna in gravidanza porta avanti la gestazione per circa 280 giorni che si possono calcolare contando il giorno d’inizio dell’ultima mestruazione.

Durante quindi i nove mesi di gravidanza il corpo della donna percepisce notevoli trasformazioni che difficilmente si osservano nel primo trimestre di gravidanza.Si tratta di un periodo importante per la donna che con il trascorrere delle settimane entra maggiormente un contatto con il feto in costruzione in modo sempre più simbiotico e indifferenziato.

Le endorfine che dopo circa quarto mese, entrano gradatamente più in circolo nell’organismo della donna le offrono una sensazione di benessere quasi per generare uno stato psichico di beatitudine che le permetterebbe di entrare in un contatto speciale con chi che nascerà.

Contemporaneamente il feto diventa un interlocutore interiore perché entra in contatto con la biochimica del cibo di cui la madre si nutre, del timbro della voce materna, dei suoi movimenti fisici, ecc.

L’allattamento è un momento altrettanto magico e fortemente empatico, la madre offre la vita, perché la relazione bimbo-seno e poi madre-intera genera un’esperienza reciproca fondamentale per la formazione del carattere del senso di bontà o frustrazione nel neonato.

Inoltre il latte materno trasmette un’infinità di nano-molecole che forniranno al piccolo bimbo elementi preziosi per l’arricchimento del suo sistema immunitario. Occorre aggiungere che da un punto di vista psicologico la madre biologica è spesso o quasi sempre vissuta come un oggetto arcaico anche giudicante e un po’ persecutorio.

Questo accade in particolare quando la donna che è divenuta madre, è ansiosa stressata e quindi diventa ossessiva, intrusiva iperprotettiva, anticipando la saturazione dei bisogni con troppo fretta e troppo controllore può essere asfissiante. Il bambino non ha bisogno di un eccessivo.

Si tratta dell’immagine del coccodrillo che J Lacan descrive metaforicamente come madre protettiva, ma forse divoratrice che tiene in bocca il piccolo e forse lo divora. Per tutta la vita noi viviamo nella mente con tale ombra sempre presentificante, anche se inconscia e quindi non visibile.

Il secondo punto di vista riguarda la mamma istituzionale e sacrale, la madre-famiglia: è quella iconoclastica che noi sogniamo e che sollecita la nostra fiducia di base.

Questa imago viene immaginata come estremamente accogliente, contenitiva e diventa un luogo mentale sempre presente e assistente. Sembra a noi come un angelo che mai tradisce, sempre aiuta, altruista, generosa, che sempre comprende, non intrusiva, né possessiva interviene solo nei casi nei quali si ha bisogno di aiuto e di lei.

Può essere associata alla Grande Madre, alla Terra, al Mare. Al Cielo, alla Natura. Si tratta di una madre ideale, nutritiva salvatrice e simbolica.

Il terzo punto di vista riguarda la madre adottiva. Si tratta della madre che adottando i figli non più forse neonati, non partoriti da lei riesce a non essere simbolica anche meno passionale della madre biologica che offre la vita. La madre adottiva sa stare alla giusta distanza dal bambino, non lontanto da lei/lui, non troppo vicino.

Non è egoista, non possessiva, meno ansiosa, meno responsabile, meno intrusiva più in grado di comprendere liberamente quel di cui i bambini hanno bisogno. La madre adottiva potrebbe essere più rispettosa e guardare i figli nella loro prospettiva futura.Naturalmente la madre adottiva potrebbe anche essere rappresentata nella sua funzione di accadimento verso i bimbi, anche dagli omosessuali donna o uomo che siano.

Le coppie omosex possono funzionare bene con i figli adottati, sia al femminile, sia al maschile e da questo punto di vista non c’è da meravigliarsi che la famiglia anche non tradizionale possa costituirsi in modo sano.

Il quarto punto di vista riguarda le situazioni di coppia e anche di gruppo: alcune persone sono molto materne vengono vissute a tratti, come se una certa persona donna o uomo nella realtà funzionasse come una madre. In una coppia tradizionale eterosessuale è possibile che la donna funzioni qualche volta come una madre accuditiva e in tal modo sia vissuta dal marito: ma anche viceversa, ci sono mariti che sono accuditivi in senso materno, maggiormente di come si sono comportate e abbiano funzionato le madri delle loro mogli. Ciò accade riguarda il vissuto dell’altro e si presenta in tutti i contesti dove si può trovare chi sperimenta l’altro con caratteristiche materne

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

One thought on “Le mamme

  1. Pensavo come le quattro immagini cerchino nell’esperienza di ciascuno di integrarsi senza eludere aspetti personali.

    Per quanto mi riguarda, per esempio, il primo quadro descritto mi riporta al rapporto coi profumi, che da mia madre a mia nonna mi richiamavano, sin da piccolissima, alle emozioni di sorpresa, di presenza e di gioco.

    La seconda illustrazione mi richiama il tema del viaggio, poiché, a livello personale, lo avverto come risorsa, dove la solitudine diventa incontro e quindi anche una possibilità.

    L’immagine della madre adottiva mi piace molto perché mi sembra aver elaborato utilmente per Sé ed altri il proprio vissuto e la propria individualità e forse sarebbe un’aspirazione!

    L’ultimo quadro mi rimanda ad un episodio capitatomi ieri sera: ho, infatti, incontrato un futuro padre alle soglie dell’arrivo del nascituro: una bimba, in “fibrillazione” per Sé e per la moglie, il termine è arrivato e mi chiedeva di aiutarlo a “contenere” l’entusiasmo e i timori di entrambi: sono rimasta in ascolto, forse di un senso?

    Raffaella

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