Il pensiero magico

Quando si è bambini il pensiero infantile è abbastanza magico. Il bambino sino a cinque anni non e oltre distingue con realismo i propri desideri, non riconosce le proprie emozioni da quelle adulte.

Si chiama animismo secondo il grande psicologo e psicoanalista J Piaget. Se un adulto batte un tavolo di legno con tanti piccoli pugni e chiede al bambino cosa sta succedendo egli risponde che il tavolo sente male come fosse una persona o un altro bambino.

Egli attribuisce al tavolo un’anima come se questo legno fosse in grado di sentire più o meno come

un essere umano, cioè sentimenti, volontà, possibilità di azione a tutti gli altri esseri del mondo, anche a quelli inanimati.

Lo sviluppo del pensiero razionale tipico degli adulti avverrà poco alla volta quando il contesto mentale cambierà totalmente. Si tratta dell’età scolare.

Il pensiero magico del bambino ha lo scopo di semplificare il mondo esterno e di vederlo integrato secondo una logica appunto magica dove tutto è possibile e inquadrabile empiricamente sulla base di ciò che si vede e si tocca. Il bambino attribuisce agli altri quello che lui pensa e prova.

La sua realtà e quella al di fuori di lui non è quindi differenziata. Le fiabe confermano il suo pensiero animistico. Gli animali parlano e anche gli oggetti inorganici sentono come i bambini.perché il principio di causalità rimane coerente.

Il bambino si serve di rituali che lo rassicurano di fronte all’estraneo e sul fatto che nulla può cambiare perché tutto è fedele al principio di causalità.

Le caratteristiche del pensiero magico sono state dominanti nel pensiero e nella vita degli uomini occidentali almeno fino al Rinascimento e persistono e si manifestano ogni volta che il pensiero logico non riesce a essere rassicurante di fronte a eventi paurosi o di fronte al desiderio di veder realizzato un desiderio.

La suggestione sin dai tempi del medico Mesmer nel 700 e poi dallo psichiatra Charcot nell’800 che praticava l’ipnosi per gestire le patologie isteriche, era utilizzato come mezzo di cura.

Sigmund Freud, utilizzò dopo i fallimenti come neuropatologo e all’inizio della sua nuova ricerca sulle neuropatologie, insieme a Ioseph Beurer (dal 1985 al 1896), il metodo della suggestione, poi della catarsi ma entrambi i medici si convinsero che era inutile e che la cura procurava solo maggior dipendenza dal medico senza mai consentire la guarigione delle pazienti: anzi con il tempo si verificavano in esse, addirittura peggioramenti dei sintomi.

La suggestionabilità sarebbe stata utilizzata da Freud solo come propensione affettiva dei pazienti al fine d’attivare in loro vissuti rimossi e consentire ai pazienti di rivivere particolari situazioni psichiche all’interno della relazione con il medico. Il fine era di procurare ai pazienti l’autonomia in piena coscienza attraverso il metodo psicoanalitico.

La suggestione che è una tendenza normale a dipendere affettivamente: é insita negli esseri umani a livello non consapevole. Freud desiderava trasformare la dipendenza che sperimentavano i pazienti, in autonomia e liberarli della coazione a ripetere certi sintomi cronici che li imprigionavano.

In altre parole, i pazienti avrebbero dovuto raggiungere con il trattamento psicoanalitico l’obiettivo di essere liberi di compiere le proprie scelte in base alle loro convinzioni profonde e alle loro persuasioni e non più a suggestioni patologiche alle quali erano incatenati a causa di ciò che non era stato sufficientemente risolto.

In base alla mia esperienza di conoscenza psichica umana, la suggestione e la suggestionabilità influenza regolarmente inconsapevolmente gli individui in modo notevole per tutta la loro vita.

La suggestione appare influenzare molto più di quanto la gente immagini, le idee e il pensiero il corpo e la mente.

Ho osservato, e pertanto penso che la suggestione nasca nella prima infanzia e riveli una radice che consiste in un forte bisogno di affidarsi a qualcuno o a qualcosa.

Nel caso delle varie Religioni monoteistiche il bisogno di affidarsi sembra, per lo più, rivolto a una figura paterna onnipotente e se possibile anche un po’ magica.

Soltanto alcuni fattori socioculturali, in base agli studi svolti, al tipo d’intelligenza, all’appartenenza geografica, alla preparazione scientifica e culturale, all’attività professionale che una persona svolge, possono filtrare e limitare la predisposizione a essere suggestionati esageratamente dagli eventi passati. Spesso però tali filtri non sono sufficienti a mantenere quella coerenza nel pensiero e nel comportamento che le persone si aspettano. Certo che alcuni fattori che ho citato possono in compenso, alimentare fantasia e anche in alcuni casi creatività artistica.

Certe stranezze dell’essere umano sino a quella che il clinico considera psicopatologia lieve o grande appaiono funzionare in modo trasversale. Alcune situazioni psichiche del passato producono settori organizzativi della mente, alcuni dei quali sono assai sani che però possono intrecciarsi inaspettatamente con quelli soggetti meno sani. 

Questo può spiegare come persone che sul piano professionale svolgono ottimamente la loro attività,

possono essere anche persone molto suggestionabili e seriamente incongruenti.

Certe suggestioni nel pensiero e negli atti, coincidono con alcuni deliri, non sempre psicotici.

Perché la suggestionabilità occupa uno spazio mentale degli esseri umani così grande? Quali sono i possibili meccanismi di funzionamento che generano forti suggestioni, forti vissuti e possono influenzare così fortemente la vita delle persone, tanto da creare gravi comportamenti criminali, guerre e immane sadomasochistica crudeltà e perversioni, nonché patologie di tutti i tipi ?

Suggestionabilità e miracoli sono stati connessi nella gente e infine spiegati, mentre continuano a essere chiariti sempre più con il progredire della scienza. Nonostante ciò. le superstizioni continuano a camuffarsi e insediare uomini e donne.

Perché ciò accade?

Le esperienze emotive d’incontro con persone e situazioni, sin dall’epoca fetale sino all’età adulta e anche dopo, generano aggregati emotivi e psichici, assimilati e adattati tra loro: tali aggregati psichici lasciano nella nostra mente potenti impronte, imprinting.

Gli stessi aggregati mediatati dal sistema nervoso centralenell’area limbica, nella zona prefrontale del cervello, connessi con il sistema neuroendocrino, permettono di memorizzare nella nostra mente diversi grilli parlanti di colore emotivo assai variegato quante sono le nostre emozioni. 

Grazie poi al meccanismo psichico della proiezione e della identificazione introiettiva e proiettiva, tali grilli parlanti sono ovviamente equivalenti metaforici di voci interiori che generano una mente gruppale che costituisce il vissuto psichico complessivo.

Garry e Kirsch della Harvard Medical School e Plymouth University hanno entrambi studiato gli effetti della suggestione sulla conoscenza e sul comportamento approfondendo il rapporto tra suggestione, conoscenza e azioni.

Mi domando cosa possa spiegare l’effetto potente e pervasivo che la suggestione esercita nella nostra vita? La risposta sta nelle nostre aspettative e reazioni che spiegano come anticipiamo le nostre risposte in varie situazioni. Le nostre attese psicologiche, infatti, ci spingono verso risposte automatiche che influenzano il modo con il quale raggiungeremmo il risultato che ci aspettiamo.

Per esempio perché tanta gente consultano l’oroscopo ogni mattina sin di tempi degli antichi greci e forse molto prima ? E’ possibile che credano che gli astri allineati tra loro in una certa posizione del cielo possano influenzare la nostra giornata, il nostro futuro nel bene e nel male.

A tutti piace ricevere un complimento, un buon auspicio buone notizie e quindi non cattive, ma non sino a tale punto da comportarsi in base alla posizione delle stelle e delle carte da profezia e altro ancora?

La mia ipotesi consiste nel fatto che in alcune persone prevalga una superstizione che derivi dall’insicurezza di alcuni settori che riguardano la vita passata. Queste persone potrebbero essere di successo nella vita, di grande potere: pensiamo ad alcuni politici del passato.

E’ ingenuo credere che persone intelligenti, professionisti d’eccellenza non contengano in sé parti deboli non risolte. Queste possono manifestarsi in tanti modi sino a commettere inaspettati omicidi che sconvolgono la gente tanto sono inaspettati.

Alcune persone cadono improvvisamente in preda a fobie, agorafobia, claustrofobia, sociofobia, parlare in pubblico e altre paure e angosce, temono di volare in aereo, temono le farfalle, e gli insetti si spaventano se vedono un ragno nemmeno tanto grande.

Tutto il nostro corpo e mente è suggestionabile lo sanno bene i medici di base!

Sono suggestioni che non si possono in quel momento vincere. Il pensiero magico è ancora dominante in loro pur essendo maturi e capaci di emergere positivamente nella loro vita.

Penso che alla base non si sia radicata quella fiducia di base che viene ignorata e disconosciuta per molto tempo e che ha origini familiari. La superstizione, il pensiero magico indica che queste persone cercano un’alternativa per ottenere qualcosa di cui temono l’insuccesso nel risultato finale.

Per scaramanzia si umiliano di fronte a una divinità superstiziosa per ingraziarsene i favori. Se fossimo al tempo dei greci e romani antichi sacrificherebbero un vitello o un agnello per ottenere i favori desiderati. La metà della vita degli antichi era basata sulla credenza nel pensiero magico e nella superstizione.

Certo che allora aveva più senso la maggior parte dei fenomeni naturali come la pioggia la siccità non erano spiegabili scientificamente la magia era un buon deterrente.

Ci sono poi le sette: avevo con S. Sagliaschi scritto un libro nel 2011 con Clueb, Bologna Sette e Superstizione al fine di spiegare i tante tentativi di corrompere la realtà esterna difficile da fronteggire in alcuni casi. Se ci aspettiamo, per esempio un certo risultato, i nostri pensieri e comportamenti che seguono saranno indirizzati a portare a compimento tale risultato.

Inoltre, se una persona insicura si aspetta di fare brutta figura a un colloquio di lavoro è facile che la situazione crei un test che risentirà di questa immaginazione.

Il rischio consiste anche nel fatto che tali insuccessi si ripetano e si cronicizzino nella persona. 

Certi farmaci possono aiutare a incoraggiare la persona insicura per i futuri colloqui, ma è chiaro che le sue supposto aspettative continuino a piovere sull’individuo con effetto tanto ripetitivo quanto negativo.

L’effetto Hawthorne, consiste nel fatto che la sola presenza di osservatori può provocare momentanee variazioni di un fenomeno o di un comportamento.

Il gruppo di psicoterapia come lo psicodramma psicoanalitico può aiutare molto a far rivivere i propri grilli parlanti interiori attraverso la pluralità del setting di gruppo e aiutare a migliorare la propria situazione clinica: questa pluralità e gruppalità è anche la ragione per la quale le persone stesse quelle che vorrebbero essere candidate, esitano o evitano di essere osservati dai partecipanti, testimoni del gruppo di psicoterapia. Hanno terrore di essere giudicati, cosi come loro stessi si auto-giudicano.

Gli scienziati temono che anche la suggestione esagerata delle persone possa far correre addirittura il rischio di dipendere, per esempio dai farmaci e dagli stupefacenti che non sono ovviamente prescritti, rifiutando di comprendere il fatto che siamo noi che possiamo veramente reagire alla malattia della suggestione.

L’unico aspetto positivo consiste nell’osservare che la presenza del medico, esercita con la sua auterovolezza con un effetto rassicurante sul paziente: ciò può creare un beneficio e generare nel paziente fiducia, e qualche volta ristabilisce equilibrio e serenità.

Le endorfine che naturalmente circolano nel nostro corpo migliorano lo stato generale e possono attivarsi nell’organismo e anche le condizioni necessarie per la resistenza fisica al male.

L’effetto delle medicine viene in gran parte favorito dalla convinzione del paziente che gli porteranno giovamento.

Non saremmo umano se non fossimo un poco suggestionabili, ma l’esagerazione può portare a gravissimi risultati, sino a guerre di religioni, a terrorismo mediovale, tanto inutile quanto drammatico!

 

 

 

 

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

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