Giocattoli e oggetti del passato

A chi non capita, rispolverando una vecchia borsa, un ripostiglio, un armadio, una cassapanca, una cantina, un garage sovraccarico di cose di tutti i generi, una soffitta, di essere sorpresa/o d’imbattersi in oggetti che non si aspettava di vedere.

Chi trova vecchie scarpe, stivali consumati, chi una piccola vecchia chitarra, vecchi dischi, camicette impolverate, bambole di stoffa, vecchie fotografie, pistole giocattolo, cappelli fuori moda, accendini che non si usano più perché si é smesso di fumare ecc.

Può essere una gradita sorpresa, ma anche scoperte che evocano ricordi tristi o delusioni!

Scene del passato si alternano nella mente e ne ricordano altre … spesso si apre un mondo dimenticato, abbandonato o rimosso dalla coscienza.

Si pensa a quanto tempo é passato e si sa, il tempo è relativo all’età che si è messa assieme.

Ricordo quando feci quella brutta figura … oppure il contrario come ero ingenua/o a quei tempi, ma quanto spensierata/o ero allora! Sognavo, ma ero felice, mi illudevo, ma forse sarebbe stato meglio non illudersi!

Ci sono vecchi amori tra i ricordi che tornano fuori, incantati e congelati nel tempo.

Le scene della mente si presentano come tanti filmati le cui pellicole e l’audio sono consumate, altre invece è come se fossero restaurate perfettamente e non sembra che il tempo sia trascorso.

Gli oggetti inanimati sono come dei registratori che contengono in sé tante informazioni, tante emozioni colorate! Potrebbe sembrare che ricordino quel che noi abbiamo dimenticato.

Aiutano a ricostruire storie passate e così le possiamo rivedere e narrare a noi stessi. Sono tracce della memoria e spesso hanno un gran valore come un museo di storia antica.

Ricordo da bambino di aver visto alla televisione una fiction avventurosa il cui episodio raccontava di una macchina (magnetofono).

Gli scienziati che avevano inventato questa speciale macchina avevano lo scopo di sperimentare se essa fosse stato possibile ripristinare in certi oggetti dati in essi impressi, come se avessero mantenuto e immagazzinato i rumori dell’epoca durante i quali erano esistiti.

Pensavano di poter far funzionare la macchina come se gli oggetti fossero nastri magnetici e la macchina fosse un lettore dei suoni e rumori impressi. Si dice spesso e comunemente: se le pareti di questa stanza d’albergo potessero parlare e dirci ciò che hanno visto … chissà cosa ci racconterebbero!

Nella mia fiction succedeva qualcosa del genere. L’esperimento riuscì e i sassi di colore scuro come fossero di carbone venivano inseriti in questo strano magnetofono.

Questi sassi emettevano rumori e riportavano al 24 Agosto del 79 DC, quando Pompei ed Ercolano furono invase dall’eruzione del Vesuvio, dai lapilli che soffocavano e seppellivano insieme al magma incandescente e le ceneri i disgraziati Pompeiani.

Si sentivano grida atroci e frasi in latino e il fuoco ardere in alcuni punti dove pezzi di case crollavano che la macchina riproduceva tutto quel sonoro.

Fu una visione assai drammatica per me, ma altrettanto interessante perché mi aprì la mente a molte fantasie affascinanti circa gli oggetti inanimati. Quanta storia, quanta potenziale memoria è in essi !

Perché tanto fascino risuonava in me?

L’inconscio desiderio di mantenere tutto vivo, la storia era vita, essa diventava immortale ?

Se fosse possibile far parlare le pietre e altri oggetti dell’antichità saremmo un po’ più eterni nel mondo. Nulla o quasi sarebbe del tutto cancellato, il recupero del passato sarebbe in parte salvato.

Non solo le video camere agli angoli delle strade, quelle private usate per diletto, i registratori i filmati di guerra : la storia potrebbe esser riscritta e noi sapremmo tutta la verità. I documenti a testimonianza dei fatti accaduti sarebbero infiniti. Vedremmo o sentiremmo forse i dinosauri, la nascita dell’universo, ecc

Sogno e realtà sarebbe insieme uniti in un unico viaggio ?

Quanti misteri scomparirebbero ? Quante conoscenze sarebbero alla portata di tutti? Quanta psicologia del comportamento umano sarebbe conosciuta? Avremmo una concezione della vita più ricca !

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

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