Stati psicologici dopo i danni provocati dalla natura

L’American Psychological Association ha studiato in passato e naturalmente anche recentemente gli effetti psicologici dei mutamenti del clima nelle popolazioni colpite con danni o anche solo impressionate da modifiche del ritmo della stagioni alle quali si è normalmente abituati.

Un esempio negli USA è clamorosamente e drammaticamente offerto dal fenomeno di Katrina, che nel 2005 ha devastato la costa orientale degli Usa, in particolare New Orleans.

Si è saputo che nelle zone colpite i suicidi sono raddoppiati, mentre sono stati diagnosticati molti disturbo post-traumatico da stress. Quasi tutta la popolazione ha sviluppato ansia o depressione considerevole.

Il clima sta cambiando nel globo, l’effetto serra pare esser una della più importanti cause: i raggi del sole rimangano imprigionati nella bassa atmosfera e la temperatura degli oceani si alza continuamente, i ghiacciai si sciolgono e il livello delle acque del mare si alza.

L’acqua marina che si condensa nelle nubi circola nel globo in modo anonimo in base al caore che si sprigiona e lascia territori all’asciutto per lungo tempo, poi si deposita sotto forma di bombe d’acqua improvvisamente in base alle stesse circolazioni irregolari e a venti caldi e freddi, provocando devastazioni nella terra. Il deserto del Sara rastrellato da venti di scirocco invade l’Europa e porta da un lato aridità e dall’altro diluvi con grandine.

Le stagioni sono sempre più irregolari le conseguenze sull’agricoltura sono desolanti.

Gli uragani e le trombe d’aria imperversano senza fermarsi distruggendo ciò che trovano.

In Italia e non solo, aumentano gli incendi a causa delle perversioni mafiose e malavitose che approfittano dei piromani e degli incendiari di professione. Gli adrenalinici operativi del fuoco e si riversano sulla vegetazione mettendola in fiamme come la preziosa macchia mediterranea.

L’Italia recentemente ha subito diversi devastanti terremoti più che nel passato, e i disastri sono noti a tutti.

Mi sembra tutto ciò sia sconcertante !

Il clima comunque è cambiato e cosa sperimenta in se stessa la gente? Un tradimento della natura.

A parte il dramma dei senza casa, dei parenti dei morti, dei feriti, la gente è spaventata e non sa con chi prendersela.

Vivo in un Paese così fragile?

Molte sono le reazioni di disturbi post-traumatico da stress. I cambiamenti climatici mutano le condizioni di vita, l’agricoltura, le abitudini di vita: lascio l’auto parcheggiata e dopo poche ore, la ritrovo distrutta dalla grandine: il clima sub-tropicale ormai stabile nel nostro Paese ha effetti sulle infrastrutture. Sempre più spesso – dicono gli esperti- mancherà l’acqua, e si teme per la geografia del Paese nei prossimi anni a causa della crescita delle acque marine .

La percezione di molta gente, in particolare di giovani e di persone di mezza età, è di insicurezza crescente che si somma a quella generata dalla politica e dalla economia.

Sanno di dover vivere in una situazione globale che richiede l’adattamento a nuovi punti di riferimento e che i rimedi non sono possibili contro la natura anarchica. Molti si sentono in colpa per averne approfittato di essa in eccesso, senza una misura, altri accusano i governi per non aver rinforzato le infrastrutture a suo tempo, ma i più sono presi da desolazione, da incertezza, da disillusione.

Si cerca anche giustamente di non pensare a questi grandi fenomeni perché sono tanto giganteschi quanto legati alla reazione della natura che ci farebbero sentire soltanto iper-impotenti senza poter difendersi per riportare tutto a diversi anni fa’!

La natura malata o imprevedibile lascia tuttavia nella gente non solo sconforto ma inconsci sintomi di malessere di sfiducia, disillusione dei quali il corpo risente.

Cefalee, disturbi gastroenterici, fibromialgie sorgono complessivamente insieme a un già umore abbattuto per altri personali ragioni, proprio perché l’organismo comunica che c’è qualcosa che non è normale, qualcosa che non va.

Il punto è che tutti sono costretti a cambiare sempre, anche non potendo contare su una base sicura che è stata quasi sempre rappresentata dalla costanza della natura.

Terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, esondazioni, hanno sempre sconvolto l’umanità.

Oggigiorno abituati al controllo attraverso l’elettronica di un mondo progredito sino a poter contar sui robot, i disastri imprevedibili provocati dalla natura rompono le uova nel paniere con maggior sconvolgimento psichico.

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

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