L’effetto psicologico delle mutazioni del clima e l’illusione delusa

Abbiamo sopportato l’estate del 2017, ma anche tante altre con grande fatica perché il calore dovuto al riscaldamento terrestre ha tormentato sin da Giugno tutta Europa.

Alle bolle di caldo che si debbono all’anticiclone africano che spesso invade i nostri territori del mediterraneo, si alternano incendi boschivi, uragani, bombe d’acque, siccità desertica, malattie dovute ad insetti sconosciuti, a germi tropicali.

Gli enormi sbalzi di temperature che dimostrano che la coerenza delle quattro stagioni mediterranee sono rotte nel loro avvicendarsi creando un ritmo che negli anni è si è dimostrato quasi sempre regolare, generano irrequietezza e un certo sgomento nella gente.

Le persone più deboli e anziane, e l’Italia non si classifica fortunatamente come l’ultimo Paese a ospitarle, risentono fortemente degli sbalzi enormi a causa delle variazioni climatiche, sia a livello del tono dell’umore sia di possibili malattie cardiorespiratorie e infezioni e infiammazioni.

Il cibo scarseggia e la qualità peggiora.  L’acqua è mancante, molti pesci nei laghi e fiumi inquinati muoiono, altre tipi di animaletti scompaiono, mentre compaiono alghe velenose, fastidiosa mucillagine che sporca i nostri mari sempre più caldi, sciogliendo ghiacciai, ma anche altri tipi di pesci, e creature che vivono in acqua, mai visti prima che inquietano, solo a vederli.

Ricordo che non molti anni or sono, osservavo al ritorno dalle vacanze a fine Agosto, come il clima stesse cambiando. Smottamenti in seguito alle fitte piogge generavano piccole catastrofi in modo sempre più regolare: facevano venire in mente il clima tropicale. Ne parlavo commentando in giro con amici, conoscenti e giovani studenti che, data la loro giovane età, non potevano rappresentarsi come il clima fosse prima di quel periodo.

Personalmente, avevo in memoria degli ammassi di neve, come muraglioni, che fiancheggiavamo le strade della città di Bologna nei periodi invernali quando la neve scendeva copiosa imbiancando e spesso bloccando la circolazione dei mezzi nella città di Bologna.

Ricordo che quando andavo al liceo, spesso sceglievo di spalare la neve, per esempio sbrogliando tanto materiale nevoso la Piazza Maggiore per diecimila lire a notte.

La neve cadeva almeno tre volte l’anno e in grande quantità.

Oggi giorno a Bologna non nevica quasi più durante tutto l’anno, ma poca gente ci fa caso, forse perché si tratta spesso di giovani e in tal caso, il passato è corto nella loro mente.

Le primavere ed estati erano, circa venti anni fa, rovinate da pioggia, oppure da uno sconcertante caldo umido afoso e autunni pieni di temporali molesti.

Quasi nessuno faceva caso a quanto dicevo, tutto sembrava come fosse sempre stato. Si facevano programmi esattamente come se le quattro stagioni fossero sempre ben differenziate e coerenti come un obbligo. Si trattava già quindici e forse venti anni fa di un’illusione.

Gli esperti annunciavano già da allora quel che sarebbe avvenuto nel clima.

Inoltre la pollution, l’inquinamento, era già avvertito come un grave danno per la salute della popolazione e per il cosidetto effetto serra che chiude l’atmosfera nella sopracitata scatola soffocante sin da allora. Oggi siamo purtroppo alle strette!

Perché quando commentavo il clima che stava cambiando, negli interlocutori l’interesse cadeva subito su questo argomento?

La gente negava quasi l‘evidenza ben sottolineata dagli esperti.

Lillusione onnipotente secondo la quale si immaginava che il nostro pianeta assorbisse tutto il nostro pattume per leternità è stata breve.

Circa cento anni di industrialismo ci ha già messo knocked out.

Perché il clima é vissuto dalla gente come una base della vita e lo si vorrebbe considerare come una mamma buona sempre conciliante e protettivo che mai tradisce.

L’idea che sia vero quanto gli esperti prevedono oggi, come i terremoti devastanti ai quali abbiamo assistito, oppure l’eruzione del Vesuvio o di altro grande vulcano attivo, come ai tempi della distruzione di Pompei e Ercolano, son tanto sconcertanti e genererebbero un’inaccettabile instabilità psichica.

Una natura limitata, un pianeta fragile, non magico, né onnipotente che non assorbe più i nostri peccati giovanili generazionali, quelli che hanno causato inquinamento, materiali radioattivi dispersi che non possono essere distrutti per secoli, è troppo angosciante e così si preferisce girare le spalle al mondo reale.

Come la scienza crede di sapere, questo clima insano deriva dalla presenza di alcuni gas che inquinano l’atmosfera. Questi assorbono la radiazione infrarossa irradiata dal sole e opprimono la superficie terrestre rimandandola verso il basso chiudendoci come in un immaginario scatolone dal quale non possiamo più uscire.

L’anidride carbonica insieme a altri gas presenti in quantità minori nell’atmosfera come metanoossido di azoto, ozono e diversi clorofluorocarburi, come un misto tra cloro, fluoro, carbonio e idrogeno che generano l’ormai noto buco dell’ozono.

Tutto ciò è piuttosto opprimente e desolante.

I pensieri sognanti, le fantasie romantiche inconsce di un tempo che sono cresciute all’interno della nostra mente quasi in tutti noi, quelle che vedevano la terra e la natura come un madre generosa e relativamente affidabile, anche se a volte minacciava qualche pericolo nei mari in tempesta, nelle catastrofi come i terremoti, nelle eruzioni vulcaniche, nei venti impetuosi, sembrano deluse!

E’ ora di non mettere questa realtà dietro alle spalle!

E’ innegabile come comprensibile che molta gente fatichi in se stessa e nei comportamenti ad accettare la realtà che viene appunto continuamente negata.

Penso che sia doveroso imporre dei limiti alla crescita energetica irresponsabile ed è indispensabile attuare rapidamente il passaggio da fonti energetiche fossili, non rinnovabili e produttrici di rifiuti pericolosi, a fonti energetiche rinnovabili e pulite (energia solare, idrica, eolica, geotermica, delle maree e delle biomasse) e dovrebbe essere introdotta inoltre una seria e severa legislazione antinquinamento, scoraggiando con ticket l’entrata di auto laddove l’inquinamento è già alto.

Immagino che le fonti energetiche fossili andranno ridotte o eliminate .

E’ urgente adottare provvedimenti particolarmente mirati per tutelare i boschi e le foreste.

L’albero è una delle possibili parziali soluzioni con le quali la natura può proteggerci dal riscaldamento del pianeta, come suggeriscono meteorologisti e climatologi.

E’ noto che la deforestazione aumenta il tasso dell’anidride carbonica presente nell’aria, così ogni nuovo albero piantato la può assorbire.

L’energia di illuminazione va sostituita con lampade led e i mezzi di circolazione dovrebbero essere elettrici producendo l’energia con tutte le forze che le leggi della meccanica possono escogitare in modo che pulman, auto, barche, moto, ecc, siano autosufficienti nel circolare senza utilizzo di diesel, benzina, né di altri gas. Anche gli aerei consumano troppo carburante inquinante e si può migliorar la situazione con la termodinamica.

 

 

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

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