Senso di degrado nelle città e il cattivo umore

Il degrado di una città abbassa veramente il buon umore quando esiste nella gente. Spesso sembra che non ci si faccia caso, ma in realtà tutti assorbiamo il disagio il malessere che è come un maleficio che governa in modo eclatante e in modo latente il luogo pubblico dove tutti viviamo.

Significa abbandono, incuria del nostro, deterioramento dei luoghi che dovrebbero offrire sicurezza, familiarità , calore nei vari quartieri che consideriamo un po’ nostri con il passare del tempo, con il vivere in quel quartiere, cittadino, in quel contesto.

Si tratta di un decadimento morale, socioculturale, depressivo, dove chi governa non mostra tono.

A Bologna, uno dei tanti esempi, nel quartiere universitario i luoghi belli della città sono trasformati in un’estensione abominevole di chi frequenta l’Università. Un grande campus che però non viene ben mantenuto come nelle altre università europee o amaricane, ma degradato, dove esiste solo in quanto contenitore personalizzato di schifezze e di rifiuti.

I graffiti vandalici, eccetto rari casi artistici, testimoniano il segno di un’appartenenza dei luoghi cittadini agli studenti, confermano un furto di bellezza e di dignità morale.

Molti angoli della città universitaria emano cattivi odori di provenienza biologica, di rifiuti di tutti i tipi, come vuoti di bottiglie di birre, di vino, scatolame deteriorato, pizze non mangiate e sporche, cartacce.

Naturalmente, i netturbini, molto professionalmente, puliscono ogni giorno e più volte al giorno, ma il costume distruttivo di chi passa nei paraggi è diventato cronico.

Come ho già scritto varie volte, se una strada viene sporcata, manca l’illuminazione, i segni del degrado che gli scarabocchi sui muri anche di pregevoli di case storiche che i giovani che protestano per il disagio nel quale si trovano, si ripetono inesorabilmente nelle strade adiacenti. L’imitazione al degrado si estende e si rinnova sempre più.

Le biciclette guidate da giovani che corrono, oltre che nelle strade, sui marciapiedi, quasi sopra gli stessi cloachard che vivono sotto i portici con parecchi cani, (punk beast,), sbucano dai portici, immettendosi velocemente sulle strade a senso unico all’improvviso, e rientrano con altrettanta dimestichezza rischiando di scontrarsi con i passanti.

La tristezza di tali segni di abbandono, di degrado deprimono non poco le persone che hanno buon gusto, ma anche quelli e che hanno cattivo gusto.

Le piazze che dovrebbero rappresentare il cuore delle città sono demoralizzanti. Non parliamo dello spaccio di stupefacenti di vario tipo allo stesso alcool, generano un clima da carboneria dell’800 nei bar di alcuni quartieri dove si vende cibo di tutti i generi, non sempre ben curato.

Questo quadro non è solo tipico di alcuni quartieri di Bologna estesa alle periferie come Casalecchio, San Lazaro, Corticella a tante altre, ma anche in quasi tutte le città italiane inclusa la bellissima Capitale, orgoglio dell’Italia.

Non desidero incolpare i sindaci delle città perché il discorso è assai complesso, ma è bene sapere che tutti cittadini dovrebbero occuparsi maggiormente del problema e essere meno passivi.

Per esempio, se tutti gli amministratori dei vari condomini, sollecitanti dai condomini trovassero delle organizzazioni di imbianchini consociati e che questi spuntassero più velocemente al servizio dei vari quartieri cittadini con pochi soldi all’anno, circa cento, al massimo duecento euro le città sarebbe liberate dai graffiti vandalici sgorbi tanto inutili quanto devastanti.

Le scritte politiche dei centri sociali non faranno cambiare idea sulle varie ideologie della gente.

Le opere buone civili invece si che otterranno risultati positivi e premi per tutti.

Sappiamo che il vandalismo ci costa molto sia in spese dirette dei vari Comuni, sia al prestigio delle città. I visitatori anche stranieri sarebbero meno inorriditi e questo gioverebbero alleconomia italiana.

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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