Conoscere la nostra storia genetica può aiutare a gestire meglio la nostra identità?

La genetica che deriva dal greco, generare, studia la trasmissione dei caratteri ereditari e i meccanismi molecolari che sono alla base di quelli ereditari, considerando la diversità degli esseri viventi.

La genetica si fonda sulla cellula che rappresenta il mattone fondamentale della vita.

Le informazioni genetiche sono iscritte nei cromosomi, e precisamente nelle strutture chimiche delle molecole che fanno riferimento all’acido desossiribonucleico, o DNA.

Le proteine vengono codificate dai geni che influenzano il fenotipo dell’organismo, vale a dire che un gene contiene le istruzioni su come costruire una particolare proteina.

I geni non operano in totale isolamento dall’ambiente, ma sono influenzati dalla cultura e dal mondo chimico e biologico.

I geni potrebbero orientarci a ritrovare particolari ambienti, che poi accrescono il nostro rischio di sviluppare un certo disturbo.

Alcune forme di depressione sono associate a problemi di neurotrasmettitori a livello cerebrale.

La noradrenalina può provocare disturbi d’ansia e di stress.

Serotonina e dopamina possono ridurre la depressione, il Gaba potrebbe inibire la trasmissione degli impulsi nervosi nella maggior parte delle aree cerebrali.

Pensando alla configurazione della nostra identità, non posso anche se a livello inconscio, sentir dentro di me tutte le emozioni che mio padre e madre mi hanno trasmesso, per esempio riguardo all’autorità di mio padre o mia madre alla loro autorevolezza, alla loro tristezza, paura, rabbia, felicità, dolore e sofferenza, colpa insicurezza e sicurezza.

La mia inadeguatezza, le mie manchevolezze infantili sono inevitabilmente riconducibili al mio essere figlio dei miei genitori.

E’su di loro che appoggio le mie fondamenta somato-psichiche.

Attraverso le relazioni sociali di vario tipo sentirò vivere in me i pregi e difetti dei miei genitori perché sento che, in qualche modo, io ho anche assorbito geneticamente o ontogeneticamente, (un organismo passa dallo stato iniziale di ovocellula o di germe a quello di individuo. L’ ontogenesi si riferisce a elementi appresi tanto precocemente da considerarsi quasi genetici).

In alcuni casi mi sentirò forte e sicuro come mio padre in altre circostanze mi sentirò l’oppposto, anche se cercherò altre difese per gestire l’insicurezza che non assomiglino a quelle dei miei parenti al fine di indipendenza e di differire da loro.

La mia salute buona o cattiva non può fare riferimento ai precedenti dei quali i miei genitori hanno pure sofferto o goduto.

L’aspetto estetico è anche tra i miei primi paiano della mia identità.

Debbo ringraziare qualcuno e mettere tra parentesi quel che di me non mi piace perché lo debbo anche qui a loro familiari. La somiglianza, alla madre e al padre parla alla nostra identità da sé.

Dovrò considerare un inconscio un lavoro psicologico di elaborazione per ottenere la migliore integrazione della mi identità.

Il medico infatti mi domanda: suo padre o sua madre hanno mai sofferto di malattie circolatorie?

Non di meno la provenienza dei miei geni deriva da parenti indiretti, zii e nonni, fratelli e cugini e anche di loro, dovrò anche se inconsciamente tener conto.

Tratti delle loro malattie, dei loro comportamenti possono aiutarmi a leggere i miei!

E aiutarmi con il tempo a contribuire al riconoscimento della mia identità.

Succederà che tutto questo patrimonio ereditato lo distribuirò nelle azioni nei comportamenti e nella visone psichica che una persona ha ricavato dalla propria esperienza durante la mia vita sui figli di lui e di sua moglie.

Naturalmente, sappiamo che stiamo considerando specificatamente l’identità psichica alla luce delle sensazioni e conoscenza dei fattori, sia genetici, sia bio-fisiologici biologici, ma i fattori psicologico consentono un grado di libertà a favore della nostra identità e personalità enorme.

Degli elementi psicologici e sociali che influenzano la nostra personalità, non mi dilungherò affatto, considerando che di questi parlo quasi tutti i giorni e che costituiscono gli elementi di maggior interesse per chi è psicoanalista e psicoterapeuta.

Ho cercato di attirare l’attenzione sul fatto che la nostra identità e personalità risente fortemente della conoscenza della propria storia genetica e questa.

Anche se  anche se non siamo medici, nel senso di possedere una conoscenza specifica del corpo e della sua anatomia, tale sensazione di derivare dai nostri procreatori e di essere in parte immagine e somiglianza loro può aiutare a gestire meglio la propria vita perché i meta-messaggi del corpo ci giungono comunque  e condizionano altri aspetti secondari della nostra vita complessiva anche se essa gode di gradi di indipendenza e autonomia eccezionali.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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