Leticare può far bene alla coppia

Le discussioni molto accese richiedono che si possano svolgere in un contesto protettivo e che questo sia implicito nel litigio o in una discussione piuttosto rumorosa.

Occorre cioè che le persone siano consapevoli sul fatto che il discorso discordante si mantenga sotto controllo affinché non emerga troppa competitività, frustrazioni parallele alla discussione

accesa che non sono riconosciute, troppi disaccordi del pensiero, oppure esagerare sull’espressività di punti di vista che fanno osservare il mondo e la società in modo molto diverso da

rendere la discussione inconciliabile e quindi insostenibile.

Spesso le idee sono diverse nei due partner, ma non tanto diverse da non poter prendere atteggiamenti che soltanto dividano e producano rottura del discorso.

Queste idee differenti portano a amministrare la situazione di coppia in modo differente e spesso offensivo.

Perché non mi rispetti, perché non accogli le mie idee anche se non sono come le

tue?

Tu mi umili invece di farmi sentire importante, mi svalorizzi come me fossi uno scemo/a. Davanti a altre persone indichi spesso i miei difetti e mi fai sentire inerte e poco simpatico. …..

Anche se può sembrare strano, leticare potrebbe far bene bene alla coppia.

Leticare infatti può aiutare a fare un passo avanti e a chiarire come si funziona e vedere in atto il proprio comportamento in certe occasioni e circostanze emotive: può aiutare ad uscire da

luoghi comuni, da stereotipie che fanno comodo inconsciamente solo al fine di non cambiare.

Ciascuno potrebbe inconsapevolmente mantenersi chiuso nel proprio guscio protettivo, per esempio all’interno della propria famiglia come rifugio d’origine, rifugio perenne, nel senso che

senza accorgersene, quel ciascuno eviterebbe ogni cambiamento, ogni nuova epoca psicologica.

Leticare a certe condizioni suddette invece significa in fondo dialogare, mettendo in evidenza certi conflitti che creano differenze sui punti di vista e che potrebbero essere accettati o

respinti.

L’importante in queste accese conversazioni è comprendersi bene nel senso di essere sullo stesso piano di discussione.

Il rischio nei litigi consiste nel fraintendersi e aggiungere ai vari temi di litigio aspetti soggettivi che riguardano altri piani passati o addirittura antichi, cioè vissuti che rendono la conversazione

preconcetta generando confusioni e offese.

Le offese alimentano un circolo vizioso dove l’acutezza del litigio aumenta senza soluzione.

Intendersi nelle differenze senza confusione può aprire nuovi punti di vista che si arricchiscono.

I due partner possono ricreare nuovi equilibri che mantengono vivo il rapporto e magari anche passionale.

I litigi dovrebbero essere esenti da vendette, rivendicazioni, piagnistei, generalizzazioni ostili, ricatti e manipolazioni e da sfoghi esagerati che sono elementi ingombranti e indigesti ed

espulsivi.

Si dovrebbero attaccare le idee discordanti, non le persone in sé, a meno che il litigio sia un pretesto ambivalente per aggredire una persona per motivi psicologici assai diversi.

L’atteggiamento giudicante non solo non è utile, ma rovina la relazione, perché svalorizza la persona e la sua autostima: il litigio a questo punto può generare fratture nel rapporto, fratture

irreversibili, generando una nuova epoca negativa alla quale se ne potrebbero aggiungere altre.

Giudicare mette la relazione ina situazione sbilanciata e asimmetrica. Se poi una delle due persone soffre di basso-autostima, il giudizio diventa rovinoso.

Il concetto di epoca si allaccia al concetto di situazioni evolutive nel senso che si aprono periodi emotivi e psicologici che possono aver una valenza positiva o negativa.

In un certo senso, si ricomincia un discorso da un punto zero, naturalmente non cancellando il passato e le sue acquisizioni.

Nel caso di una coppia amorosa può significare: uno de due potrebbe dire si pot adesso ti vedo da un altro punto di vista che non mi piace, né mi rende felice!

Non conviene metter in mezzo alla discussione litigiosa persone che sono al di fuori e che non sono coinvolte soltanto per avere ragione sull’altro.

Inutile dire che durante i litigi i figli non vanno coinvolti in alcun modo.

Penso che se invece il litigio avviene in modo non perverso può stimolare la crescita in modo molto positivo.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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