Il cervello femminile corre più velocemente di quello dell’uomo

Studiando il cervello femminile e quello maschile, si è scoperto che entrambi sono diversi l’uno dall’altro nella loro funzionalità.

Quello femminile possiede una certa flessibilità rispetto al contatto sociale, grazie ad una veloce connettività interemisferica, mentre quello maschile risulta più lento.

Questo accade perché gli scienziati hanno trovato, usando strumenti come la tomografia assiale computerizzata, la risonanza magnetica e la tomografia ad emissioni di positroni, che il cervello maschile possiede connessioni che corrono da avanti a dietro lungo lo stesso emisfer.

Quello femminile permette  anche che le sue connessioni si muovano anche trasversalmente, dall’emisfero destro (legato alle emozioni e all’intuizione) a quello sinistro (legato al pensiero razionale e logico).

La Pet infatti permette di rilevare infatti l’accumulo di glucosio radio-marcato, e di verificare quindi i percorsi neuronici per così dire, in diretta.

Il cervello femminile pur avendo meno neuroni rispetto al cervello dell’uomo, possiede una modalità di funzionamento per cogliere il globale della situazione, ed è più idoneo alla comprensione intuitiva dei problemi anche complessi rispetto alla procedura razionale e sequenziale, più tipica del cervello maschile. 

Sembra che l’uomo possieda un cervello che segue schemi basati più sulla razionalità, mentre nella donna il funzionamento cerebrale è maggiormente di tipo intuitivo, che nell’uomo il funzionamento dei circuiti nervosi è più rigido mentre è più plastico nella donna.

Diranno i lettori e lettrici che tutto questo si era già immaginato.

Simone de Beauvoir sosteneva che si diventa uomini e donne nell’esercitare azioni e non in virtù della costituzione cromosomica.

Oggi la donna rispetto a cento anni fa’ risulta più intelligente dell’uomo anche misurando il quoziente intellettivo.

Questo è accaduto per certe funzioni dei compiti della donna che l’hanno resa più attiva attraverso i multitasking ai quali si è abituata, tra i lavori di casa, quelli amministrativi e i lavori di ufficio compiuti all’esterno della casa.

La visione stessa della realtà è quindi diversa tra donna e uomo.

L’uomo più razionale, ma chiuso all’interno di tanti schemi rigidi. La donna più emotiva e ideologica, ma con una visione del mondo spesso più pratica e globale.

Si pensa che queste differenze neurobiologiche abbiano richiesto molti secoli di storia e di compiti differenti che sono stati attribuiti all’uomo e alla donna compiti che coinvolgono ormoni, azioni e non solo la genetica.

Negli ultimi cento anni le donne sono evolute anche grazie a lavori che hanno implicato una migliore istruzione e conoscenza della realtà con l’apertura dei costumi anche sessuali e la dimestichezza con il proprio corpo, non solo per via della gravidanza gestazione e parto, educazione concreta dei figli dove la presenza nei dettagli e spesso maggiormente richiesta.

I cervelli hanno presso a poco lo stesso peso, circa 1350 grammi, considerando che la corporatura della donna è in genere più piccola rispetto a quella dell’uomo i due cervelli si possono considerare equivalenti come peso.

E questo non certo perché i loro geni o le dimensioni del cervello sono cambiati, ma perché sono diventate più istruite e hanno raggiunto maggiori possibilità di espressività a contatto del reale e sociale rispetto ai secoli scorsi.
In generale, nei maschi l’encefalo che conta più neuroni, non ha, come per le donne, le stesse veloci e numerose connessioni.

Le donne sono più brave nel fare più azioni contemporaneamente, sono più intuitive, esprimono maggiore empatia, abilità sociali.

I maschi, invece, eccellono nelle attività motorie, dove si impiegano i muscoli, e sono più capaci ad analizzare lo spazio, a orientarsi, a capire le mappe.

Le donne hanno maggiore facilità a comunicare le emozioni e mantenere i sentimenti perché l’ippocampo del loro cervello, tramite l’amigdala, principale centro di controllo delle emozioni (paura, rabbia e aggressività) e di formazione dei ricordi, produce un insieme di circuiti utili.

Questi permettono maggior identificazione psicologica e perciò la comprensione delle emozioni dell’altro funziona molto velocemente.

L’amigdala femminile viene attivata più facilmente dalle situazioni emotive.

Più veloce è infatti la risposta dell’amigdala, maggiori particolari l’ippocampo registrerà al fine di immagazzinare e richiamare quella certa esperienza nella sua memoria.

Le donne hanno un ippocampo relativamente più grande e riescono a ricordare i minimi dettagli delle esperienze emotive.

Nell’uomo, invece, l’amigdala, che è situata nel sistema limbico come nella donna, cioé nella neocortaccia, l’area più prefrontale, più primitiva del cervello, mantiene soprattutto le sue antiche funzioni difensive, quelle che scatenano l’aggressività. Di conseguenza è più facile che un uomo si lasci prendere dall’impulsività.

La risposta nell’uomo è prevalente motoria e orientata all’azione fisica.

Forse un tempo la donna di fronte a un pericolo tendeva a proteggerei figli, cercava di placare i conflitti, mentre l’uomo era sempre pronto a proteggere e ad allontanare l’aggressore con lo stesso metodo.

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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