Gli insetti come cibo

Si sono diffusi molti ristoranti nelle grandi città italiane e molti di più nelle altre grandi città europee ristoranti che insieme a cibi tradizionali propongono ai clienti, magari gratuitamente di

assaggiare insetti coltivati con cura e igiene proprio per il fine di essere mangiati.

Questi insetti sono pertanto safe, ma la maggior parte della gente non può che aborrire di fronte all’idea di introdurli in bocca e poi nello stomaco.

Agli insetti, come vermi, grilli, formiche, coleotteri, scarafaggi, scorpioni, cimici e cavallette sono associate situazioni emotive di grande disgusto e pericolosità igienica per tanti e tanti

anni che solo una forte curiosità può indurre qualcuno a provare a degustare questo cibo speciale dopo tanti incoraggiamenti a procedere.

Quale potrebbe essere il problema italiano con gli insetti che sembra che possano essere il cibo del futuro se continuiamo a coltivarli e importarli con varie garanzie?

Il cibo-insetti sembra una garanzia di nutrimento alimentare, quasi un toccasana.

E’ fatto di proteine senza quasi grassi con caratteristiche a volte particolarmente salutari (omega tre, ecc)

Il punto è che sono convinto che sia per il basso costo, sia perché è abbastanza salutare, sia per la novità potrebbe avere una certa penetrazione nel mercato.

Certamente ci vorrà molto tempo, ma le generazioni dei giovani con la loro curiosità ci faranno l’abitudine ….

Chi ci rimette?

Il cibo italiano e internazionale rimarrà di certo, anzi potrebbe essere diffuso e valorizzato anche di maggiormente, ma i produttori potrebbero ufficialmente sostituire il grano, i ceci con

farina di insetti? Forse è più gustoso?

Personalmente negli USA a Washinghton DC all’Insect  Club, provai anni or sono ad assaggiare le formichefritte,  i grilli alla griglia e i vermi con il sugo di pomodioro, tutto cibo coltivato a

posta per essere mangiato.

Confesso, per essere soggettivo, non era del tutto male! La spesa fu minima!

La psicologia del nuovo attrare!

Molti si schiferanno, ma gli altri ?

E ci rimetterebbe l’industria, gli agricoltori, il commercio cibario ?

Cosa ne pensate?

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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