Quando morirò, il cane deve morire con me !

Quando morirò, il cane deve morire con me !

Secondo i giornali francesi lo avrebbe dichiarato il noto attore Alain Delon.

E’ un pensiero che si può capire nel senso che l’attore, essendo molto affezionato al suo cane e completamente

corrisposto, entrambi coinvolti in una relazione fusionale d’affetto, avrà pensato che il suo cane ne avrebbe molto

sofferto .

Il cane giapponese Hachikō,  divenuto famoso per la sua enorme fedeltà nei confronti del suo padrone, un professore

universitario dopo la morte improvvisa del professore, suo grande amico, il cane si recò ogni giorno, per quasi

dieci anni, fino alla sua stessa morte ad attenderlo invano, alla stazione dei treni, dove l’uomo prendeva

abitualmente il treno per recarsi al lavoro.

Oggi c’è una statua del cane a ricordo del lungo evento affettivo e di fedeltà che tutti vorremo accadesse nel nostro

mondo.

Una storia degli anni trenta, tanto commuovente che tocca tutti noi per l’amore e la fedeltà di certi cani che però

appagano il nostro bisogno di essere considerati e amati con grande autenticità.

Naturalmente la critica all’attore su codesta affermazione riguarda il suo atteggiamento di tipo narcisismo.

Perché non pensare che il cane potrebbe effettivamente soffrire alla scomparsa del suo amico Alain, ma che potrebbe

trovare altri amici come quelli che magari già conosce e che lo adotterebbero e lo amerebbero e viceversa in

memoria dello stesso Delon?

Uccidere il cane deliberatamente?

Mi sembra un atto sadico!

Perché decretare la sua morte solo perché tu non ne puoi più godere e pensare che soffra senza di te?

Forse sei tu che narcisisticamente pensi di soffrire separandoti da lui e non vuoi immaginare che lui sia vivo senza di

te?

Anche l’amore per un animale richiede rispetto per la sua vita!

Come ho già scritto, amare gli animali non significa per me automaticamente, non mangiare carne, almeno

mammiferi.

Personalmente preferisco il pesce come cibo, ma anche loro pesci, sono animali viventi.

Rispetto molto chi ne fa a meno, oltre tutto la carne di bovino non è sempre un toccasana.

Quel che mi preme invece consiste nel fatto che sempre dobbiamo proteggere gli animali dalla sofferenza.

Gli allevamenti di polli e qualunque allevamento di animali tenuti in prigione, trasportati come cose con mezzi di

tortura andrebbero eliminati.

Penso lo stesso per gli esseri umani.

Non temo la morte, ma temo il morire, cioè la sofferenza che può accompagnare l’ultimo atto di vita.

Si dirà che mangiare carne implica comunque uccidere alcuni animali… purtroppo è vero.

Mi preoccupo assai dei mammiferi!

Aggiungo che si sopprima il meno possibile e che in particolare il metodo sia indolore.

Mi auguro che piano piano si arrivi a dire quel che diceva Leonardo: verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più

 uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto?

Un’altra sua frase di Leonardo conosciuta  è:

La passione dell’animo caccia via la lussuria.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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