Coppia convivente senza figli

Introdurre il discorso dei figli conversando con una coppia che non ne ha, non mi sembra sia una buona idea.

Non sappiamo se sia stata una scelta deliberata da entrambi, oppure se sia dovuta a cause medico-andro-gino-causali o ad altre ragioni che non conosciamo.

All’inizio, la coppia potrebbe apparire come se la ragione dell’assenza di figli sia dovuta ad una sorta d’infertilità, perché tradizionalmente l’idea di avere figli è un’idea sacrale.

L’infertilità rende la coppia triste: la donna ne risente maggiormente, anche se potrebbe accadere esattamente il contrario.

Molte coppie si costituiscono a posteriori in seguito ad un matrimonio fallito e in tal caso, tocca alll’uomo assai frequentemente, abbandonato dalla ex moglie o comunque infelice con lei, accettare le sincere richieste delle donne.

La nuova compagna spesso più giovane dell’uomo, desidererebbe costruire la sua prima importante coppia stabile nell avere figli con il nuovo compagno.

Lui solitamente, rifiuta questa idea perché sente la presenza dei suoi figli già nati dalla precedente coppia come in primo piano.

Lui sente di tradirli, di farli ingelosire, di allontanarsi da loro per nuovi potenziali affetti.

Il suo amore non è cieco come lo era stato un tempo per accettare una completa nuova situazione tanto da ricominciare d’accapo!

 Le condizioni economiche della coppia svolgono comunque un ruolo importante e condizionante.

Nel caso gli amici della coppia siano giù genitori convinti, é meglio non chiedere informazioni alla coppia sena figli, non iniziare a toccare l’argomento e non mostrare, senza accorgersi di vantarsi con il proprio atteggiamento.

Si potrebbero attivare sentimenti d’invidia, gelosia e competitività!

Le ragioni potrebbero essere tali da scatenare nei senza figli un dolore un’antipatia, un senso di fallimento.

Sarebbe meglio che la famiglia con figli trasmetta empaticamente il messaggio secondo il quale non facendo caso all’argomento sacro dei figli, nella vita ci sono altri valori.

I figli non sono l’unico motivo di realizzazione, ma non è sempre facile trasmettere tale messaggio, tacendo o sorvolando l’argomento.

Molte donne hanno conflitti con le madri alle quali inconsciamente debbono dimostrare che sono donne che possono dare alla luce e saper crescere figli come le loro madri hanno saputo fare, forse accompagnando il pensiero con molte critiche, invidie e altro.

Una specie di competizione non cosciente.

Ci sono invece coppie che hanno scelto di non avere figli o per lo meno sono persuasi di avere fatto la scelta giusta.

In effetti molte donne non se la sentono di diventare madri.

Le ragioni causali naturalmente potrebbero essere tante: ne cito una.

Le loro madri sono state vissute dalle figlie protagoniste come troppo impegnative, magari perché sono state iperprotettive e aver guidato troppo la vita delle figlie.

Una volta conquistata la libertà con il compagno non se la sentono di creare figli che riecchegerebbero l’antica situazione d’angoscia di essere stretti da un senso del dovere e non trovare la capacità di sentire liberamente l’idea della maternità.

Un altro esempio potrebbe essere di sentire l’impegno dal quale non si può tornare indietro, osia la irreversibilità generativa. Per tutta la vita avrò un figlio che mi chiederà sempre qualcosa!

Un altro potrebbe essere: il mio corpo deve rimanere integro e un figlio potrebbe mettere a repentaglio la mia vita e comunque deformando il mio bel fisico!

Per avere un figlio occorrerebbe un’inconscio superamento della separazione psicologica dai genitori ,nel senso di una elaborazione-digestione secondo la quale al di là della parentela, si può accettare che sono persone umane e reali con i loro pregi e difetti.

Avere figli significa essere entrati in una nuova epoca/ra soltanto psicologica, cioè sentire, o meglio aver elaborato quando non c’é esaltazione, né esame da superare, ma che la donna e magari i futuro padre sono naturalmente assai propensi, con ottimismo a tollerare eventuali imprevisti nella crescita  del nuovo nato .

Si può invidiare la libertà della coppia, ma non risulti sincera, per alcuni ma rimane un forzo bisogno di fare figli.

Alcune donne sentono di aver sbagliato nel rinunciare non ricorrendo alle tecniche pù sofisticati. Molte donne rifiutano figli per aver ascoltato come i bambini siano sempre al centro dei discorsi delle altre donne che sembrano essersi trasformate in macchine di produzioni biologiche e dove la loro personalità sia invisibile, se non perché loro sono considerate come materne!

Considerare i propri figli incoraggia i pregiudizi, ma non se monopolizza la conversazione e se le conversazioni non lasciano margine per interagi

Meglio sarebbe di parlare dell’adozione, se vorranno in generale potranno aspettare che siano gli amici ad affrontare il discorso.

Nel caso non fosse una scelta profonda alternativa nel rifiutare la maternità esiste l’alternativa dell’adozione che non è sempre male, anzi !

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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