La sessualità virtuale nel mondo femminile

La conoscenza professionale in sessuologia ci conferma che cominciare l’attività sessuale masturbatoria a undici anni è più destabilizzante che utile. Come può sorgere tale abitudine con una certa continuità? Usando la pornografia che si può ottenere tramite internet.

Non si può ignorare che la sessualità incominci a configurarsi partendo dal cervello e precisamente dalle immagini che l’emisfero destro assimila e rielabora, trasmettendo poi specifici messaggi al sistema endocrino.

Questi messaggi sollecitano l’eccitazione sessuale e in seguito, durante e alla fine dell’atto sessuale, portano a emissioni di liquidi biologici, sia nell’uomo sia, insieme alle contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e degli organi riproduttivi, nella donna.

Le immagini di scene erotiche visionate in video da molta gente, costituiscono una sempre più pressante alternativa alla vita sessuale di coppia.

Molte immagini virtuali che si colgono anche nelle varie pellicole cinematografiche suggeriscono che il sesso é aumentato, ma praticato più di un tempo in modo non duale, ma la sessualità si incrementa tramite masturbazione e virtualità visiva.

Non si parla da tempo più di fare l’amore, ma solo di far sesso.

I protagonisti della vita sessuale duale e concreta rappresentano dunque due diversi approcci alla sessualità.

Certi studi statici sull’argomento suggeriscono che spesso già a undici anni, ragazzi e ragazze inizierebbero a far uso della pornografia tramite internet.

In questi ragazzi la salute sessuale non ne guadagna, specialmente se sono ragazze o ragazze preadolescenti o adolescenti.

Perché?

Se parliamo di sessualità virtuale compiuta da preadolescenti ci accorgiamo che il modo masturbatorio soddisfa solo sotto forma d’appagamento immediato e fisiologico e poco o niente a livello psicologico e affettivo.

Si è sempre detto che sia il mistero, sia le trasgressioni sessuali contribuiscano nell’individuo all’eccitamento sessuale, e a fantasie intraprendenti, ma penso che non sempre codeste fantasie siano le uniche cause della motivazione sessuale.

Il sesso reale della coppia compiuto da due partner significa sperimentare un senso di conferma di se stessi, un sensi di approvazione del proprio corpo tramite l’atro, un senso di amore dell’altro e verso noi stessi.

Tutta la sensorialità del corpo viene sollecitata da parte del partner e ciò indica a noi quanto siamo desiderati e importanti.

Certo non è affatto una buona conferma definitiva, ma allude a una buona validazione di noi stessi, accompagnata e rinforzata dal piacere prodotto dalla circolazione di ossitocina e endorfine provenienti da lobo anteriore dell’ipofisi.

E’ pur vero che la masturbazione relativamente costante giova alla salute della donna, ma anche dell’uomo in molte circostanze e per molte diverse ragioni.

A partire dall’età adolescenziale e in generale lungo tutto l’arco della vita, la masturbazione giova all’organismo, (salvo eccezioni), ma è subordinata al più importante contatto empirico dei rapporti sessuali reali con un partner perché s’ottiene la sensazione psicologica e la conferma di essere accettati realmente.

La concretezza del rapporto sessuale duale vince perché convincente e la virtualità disseminata da internet e immagini porno non deve troppo affascinare.

Ragazzi in età precoce con l’ausilio delle immagini porno tratte da sequenze video di internet, iniziano spesso una intensa attività autoerotica e pur imparando a padroneggiare il proprio corpo, rischiano di perdere interesse per il partner futuro.

Il partner può trasformarsi in una immagine che rappresenta uno alieno, anziché rappresentare l’oggetto del desiderio e dell’amore che include una parte psichica fondamentale.

Abituarsi al sesso virtuale può aiutare a padroneggiare il proprio corpo nell’adolescenza, può proteggere dalle pericolose malattie veneree, ma può allontanare dalle esperienze concrete e a misurarsi con il reale.

Perché?

Nei giovani si osserva sempre più di un tempo che nel sesso tra due diventa sempre più protagonista l’ansia da confronto.

Tale ansia allontana i giovani e meno giovani perché le prestazioni sessuali rappresentano nella mente veri fantasmi persecutori.

Si teme l’insuccesso da parte dell’uomo rispetto alla propria erezione che potrebbe non avvenire o decadere durante il tentativo di penetrazione vaginale.

Per molti giovani e meno giovani l’evento sarebbe vissuto come una catastrofe psichica.

Inoltre si teme la eiaculatio precox, troppo precoce e la eiaculatio retardata che spesso significa che l’uomo non riesce a raggiungere l’orgasmo.

Anche le donne possono soffrire di paure psicologiche analoghe.

In genere alcune giovani e meno giovani donne temono di essere criticate per non essere esteticamente attraenti: altre temono di non essere all’altezza per problemi legati al vaginismo o a dispareunia, cioè a dolore e chiusura vaginale.

Un’altra paura può essere rappresentata da rivelare durante l’atto sessuale di mancanza di lubrificazione.

Le due ghiandole del Bartolino infiammate o non ben funzionanti a cause del carente intervento di alcuni muscoli vaginali durante l’eccitazione sessuale femminile, non produrrebbero quel liquido lubrificante utile al coito.

Si tratta di un liquido denso, vischioso e trasparente che insieme ad altre secrezione al di sopra della vagina creano quell’ambiente adatto alla penetrazione e al gioco coitale.

La funzione di queste ghiandole rimane ancora oggi in via di studio. Probabilmente non hanno alcuna funzione, sono solamente l’equivalente femminile ancestrale della prostata maschile.

Dopo la menopausa vanno incontro a atrofia.

Tutte queste ragioni forse hanno aumentato il numero delle donne che cercano su internet il PornHub: in Italia il 25% dell’utenza nazionale è composta utenti di sesso femminile che sembra usi lo smartphone per richiamare le immagini erotiche.

Un’altra motivazione dell’uso di internet del PornHub è motivato dal fatto che molti uomini e molte donne non conoscono la psicofisiologia nella sessualità del partner, cosicché imparano da internet  azioni e suggerimenti osservando scene sessuali costruite ad hoc nel video.

Insomma, non è incoraggiante che le paure maschili e femminili, dovute a certi fantasmi, ostacolino gli atti sessuali reali e tradizionali compiuti a proposito e in maniera sana, e che condizionino le abitudini sessuali concrete con una visione immaginifica spesso distorta.

Il mondo virtuale sta occupando già troppe aree della nostra vita umana e debbono essere ancora diffusi dal Giappone nel resto del mondo i robot con funzione di partner sessuale!

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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