La fragilità e la debolezza

La debolezza psichica richiama aspetti costituzionali della persona.

Metaforicamente immaginiamo che una donna di mezza età che vada a fare la spesa al supermercato con una lista preparata da casa. Lei compra tutto quanto aveva programmato, ma altri item la interessano le sembrano utili, cosicché compra altra roba che pesa nella sua sporta della spesa.

Tornando a casa, la donna si accorge di non farcela a trasportare tutto quel peso. Impreca:

accidenti a quella bottiglia di acqua minerale e quella di vino, dovevo pensarci prima e poi cade stravolta dal peso in una specie di svenimento che denuncia di non avere la forza per resistere al cammino per quanto breve esso sia.

Certo che la debolezza può non essere soltanto fisica.

E’ vero che si può parlare di debolezza del sistema immunitario perché ci si accorge di ammalarsi continuamente di virus influenzali, di herpes labiali, poi per via di varie infezioni e infiammazioni, di cadere spesso e di fratturarsi troppo frequentemente qualche ossicino, ma esiste una debolezza psichica.

Quella psicologica riguarda una sensazione di sente di non farcela ad affrontare la vita nel suo complesso.

Le spalle sono strette e non sono coperte da nessuno.

Eppure esiste ancora la mamma e il babbo e il fratello maggiore che si occupano di lei o di lui: guai se non esistessero!

Ma non bastano a sedare quel vissuto di Sé!

La vita appare troppo lunga, nel senso che la persona che si sente e che è debole si domanda, come farò ad avere tanto tempo davanti a me ed io come potrò riuscire a resistere e a viverlo.

Quando non ci saranno più i miei genitori come farò?

Non potrò chiedere a tutti aiuto e poi chi me lo darebbe?  Posso trovare una fidanzata, (o fidanzato) che sia brava/o e che essendo noi in due, mi aiuti ad affrontare la vita come fa la mia mamma …e anche il mio babbo ….

Insomma la persona debole psicologicamente si sente dentro ad un oceano senza punti cardinali in una barchetta che deve condurre a remi.

L’assenza di risorse domina la propria vita della persona che vive la debolezza, ma anche lo è perché presto si crea in lei un circolo vizioso: infatti alcuni insuccessi portano a strutturare un’immagine di Sè inadeguata e incapace.

Con il passar del tempo tale immagine diventa una difesa insormontabile in quanto l’insuccesso dovuto alla ipotesi di debolezza, si trasforma anche in un capro espiatorio di impotenza cronica in tutte le situazioni.

Una vita familiare non incoraggiante anche traumatica di eventi, di famigliari pessimisti e incapaci a loro volta di affrontare alcune difficoltà di vivere oppure amicizie svalorizzanti il mondo oppure filosofie di vita di colore nero, possono rendere debole una persona.

La persona fragile invece nasce e vive normalmente con tutte le risorse necessarie.

Non ha paura di vivere, si sente sufficientemente attraente e la maggior parte degli eventi che si presentano alla persona, tipo la scuola, l’università procedono bene e normalmente.
Ad un certo punto, alcuni sintomi risvegliano la coscienza perché indicano che nella propria vita tutto quanto non sta procedendo al meglio.

Soffrono di cefalee ad ogni evento che preoccupa, dormono male o soffrono d’insonnia severa, si sentono frequentemente stanchi e privi di energia, si sentono apatici, non motivati, non appassionati verso qualcosa.

Sorgono pensieri tristi e sentimentalmente le cose non vanno bene.

Non si sentono visti, amati e compresi e rimangono spesso delusi dai comportamenti umani come se si fossero illusi e poi si ritrovassero molto seriamente disillusi.

Infatti è la continua delusione che si nasconde nella vita di persone fragili, perché esse hanno conquistato solo in apparenza la sicurezza che ha loro permesso di farsi strada verso una indipendenza complessiva.

Non sono maturati per elaborazione dell’esperienza, ma sono stati forse iper-protetti e hanno quindi coltivato più l’ingenuità che assomiglia ad un velo bianco che simbolicamente rappresenta il magico velo di Maja, un velo che nasconde ciò che non ci piace e non vogliamo vedere.

La fragilità non è una vera patologia, se non quando certi sintomi sono eccessivi per cui la risposta psicofisica appare inadeguata e quindi fragile.

Debolezza e fragilità si possono curare molto bene con la psicoterapia e la psicofarmacologia, ma è necessaria una certa motivazione e pazienza per migliorare comunque la qualità della vita..

 

 

 

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
__________________________________________

E tu come la pensi? Scrivimi un commento o una domanda sull'articolo...

Rispondi