Compulsione igienica

Le compulsioni psicopatologiche sono tantissime,eccone alcune: piromania, cleptomania, bulimia, anoressia nervosa, smartphone, internet, work-aholism, itso, ortoressia, (cibo sano a base di erbe) e  bigo/vigo-ressia (palestra) e tante altre.

Ma anche alcune delle ossessioni e compulsioni che si ricavano da D.O.C (cioè il disturbo ossessivo e compulsivo) che include lavarsi continuamente le mani, ma anche il capo e il corpo.

Anche questo ultimo può diventare un disturbo serio, perché alcune persone si lavano mani decine di volte al giorno. Spesso succede che le docce a cui alcuni si affidano, anche in inverno, sono molte e ripetute quotidianamente.

Qualunque motivo diventa valido per lavarsi. Aver fatto un percorso in autobus e toccare denarosi giustifica immediatamente, ma tantissime altre azioni trovano meno ragioni di lavarsi con urgenza.

Pur essendo consapevoli che non c’è tale bisogno, questo disturbo consiste proprio nel non poterne fare a meno.

Si tratta di una coazione a ripetere e di un’organizzazione dell’ansia sulla base della estrema pulizia, igiene rigorosa. Spesso si trasforma in fobia, cioè un terroreirrazionale del contatto con oggetti, animali e persone che assumono a causa della fantasia stessa di una specificità di sporcizia infettiva di tipo persecutoria.

Anche le persone che frequentano questi ossessivi –compulsivi a volte rimangono imbrigliati in questi pensieri persecutori e si lasciano provvisoriamente convincere che il mondo vada continuamente lavato per salvarsi l’anima.

La patologia ha un carattere puntiforme e andrebbe trattata con psicoterapia e psicofarmacologia.

Alcune persone non soffrono tanto di ansia patologica incanalata nell’esagerata pratica igienica, ma sono ugualmente abituati a usare il sapone troppo frequentemente.

Studi medici dermatologici avvertono che lavarsi tanto spesso non fa bene alla salute.

I contati con il mondo reale può effettivamente contaminarci di germi, microbi e batteri, virus.

E’ bene lavarsi le mani, per non portare all’interno della propria abitazione malattie che a seconda degli ambienti, possono contaminare.

Viaggiando poi in Paesi dove certi germi e batteri sono endemici è obbligatori prendere alcune accorgimenti.

Dobbiamo, se possibile avere un po’di fiducia nel nostro sistema immunitario generale, ma anche di quello, (macrogagi) che alberga fortunatamente e localmente nei vari distretti della cute e nei vari tessuti molli.

I comportamenti rituali di pulizia limitano molto la libertà di scelta nella nostra quotidianità.

Se tutte le volte che soggiorniamo in Hotel dovessimo virtualmente lavare le lenzuola e le federe dei cuscini, i pavimenti, i servizi igienici ecc, potremmo dire addio ai nostri piccoli viaggi, ecc

Alla base della pulizia estrema e ossessiva c’è un interlocutore interiore, S. Freud citerebbe tra i tanti interlocutori, (Grillo Parlante, come voce interiore), l’istanza del Super-Ego, che sgrida l’Ego, il metaforico protagonista che dirige e decide le scelte e azioni e che lo fa sentire imperfetto.

In fondo il soggetto ossessionato e compulsivo se potesse analizzarsi, troverebbe in se stesso un piccolo bambino che è un po’ narcisista e che immagina di essere sempre al centrodell’attenzione e di fareuna cattiva figura e magari che le sue azioni che consistononel non lavarsi abbastanza siano assai riprovevoli.

Quel che non si conosce abbastanza consiste nel considerare che noi con-viviamo nel nostro corpo e nell’ambiente con miliardi di microrganismi, batteri buoni e alcuni anche cattivi, ma innocui, e il nostro sistema difensivo ci protegge sufficientemente e, anzi, spesso, si auto-rinforza nell’allenamento abbastanza costante e funziona meglio nel difenderci.

Se noi uccidiamo tutti i microrganismi e batteri spogliamo le difese del loro essere attive funzionanti.

Se ci laviamo troppo spesso neutralizziamo e sterilizziamo tutto, anche ciò che ci fa bene!

Persino verso l’uso degli antibiotici dovremmo essere molto attenti.

Sappiamo  che l’uso esagerato di antibiotici, se non strettamente necessario e iper-prescritto dal medico, sotto varia forma ha portato, oltre al danno fisico su certe persone che non avevano bisogno di distruggere alcun batterio, alla scarsa efficacia degli antibiotici stessi per l’eccesso dell’uso.

L’antibiotico, se mai ce ne fosse bisogno di ripeterlo, demolisce i batteri pericolosi per soggetti che temono complicazioni alla loro malattia con complicazioni batteriche, ma non serve e danneggia le difese immunitarie quando c’è una malattia virale, a meno che ci siano appunto serie e preoccupanti complicazioni.

Con tutto ciò non intendo comunicare che non sia gradita la giusta e sana igiene.

E’ opportuno lavare il proprio corpo con una certa regolarità ogni giorno per impedire la proliferazione di batteri e micosi o altre infezioni, specialmente certo organi intimi, le mani e altro, ma senza esagerare cioè infiammare la pelle con saponi e shampoo irritanti.

Molte persone al contrario si lavano poco e male. Ci sono aspetti psicologici alla base anche in questo caso che interessano persone che desiderano mantenere il loro odore corporeo, come se da esso si sentissero protetti. Il punto è che viviamo in una società e ci sono anche gli altri.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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