Psicoterapia Psicoanalitica, per telefono o internet

I cambiamenti sociali della nostra epoca hanno fatto conoscere allo psicoanalista forme di disagio psichico che hanno sollecitato la tecnica a produrre modificazioni e profonde revisioni della cura, sia nella teoria, sia nella tecnica psicoanalitica.

Freud, stesso aveva previsto che in futuro ci sarebbe stata confusione tra l’oro della tecnica psicoanalitica e gli interventi pseudo-analitici selvaggi che hanno causato il sorgere di tanti suoi detrattori nella nostra società.

Ciò nonostante la psicoanalisi è molto evoluta scientificamente grazie anche all’apporto di alcune scienze affini, come psicologia sperimentale, la neurologia, la fisiologia e l’endocrinologia.

Il mondo reale é sempre in movimento come è ovvio che sia e il disagio psichico va con questo.

Il rinnovamento e l’adeguamento della psicoterapia psicoanalitica alla realtà sociale ed epocale è inevitabile.

La specificità della psicoterapia psicoanalitica compenetrata nel mondo storico sociale delle nuove epoche dai tempi di Freud, rimane efficace e viva nella relazione centrata sulla partecipazione affettivo-emotiva dello psicoanalista all’interno di una sorta di psicodramma.

La situazione psicodrammatica permette il gioco relazionale e la trasformazione del simbolico, cioè di un mondo interiore che si esprime in contenuti mentali, in vissuti che attraversano le varie epoche, non solo storiche, ma in particolare, psichiche.

Il setting psicoterapeutico è un contenitore stabile, ma non rigido che facilità il come se…. quelle rappresentazioni che che si svolgono al suo interno come in una finzione che però risulta più autentica di una storia vera.

Ciò accade perché si possono cogliere tante facce della persona.

Queste facce sono gli interlocutori interni che ci parlano dentro, come il grillo parlante di Pinocchio, che all’inizio costituiscono una Torre di Babele tanto confusa quanto intrecciata in tante voci interiori che parlano lingue diverse.

Poi con il procedere dell’analisi  l’ordine psichico si profila e gradatamente si organizza irrobustendo il Self.

In altre parole, l’ascolto avviene dentro il setting, ma non può essere indifferente all’esterno della cornice.

La società ha accolto la psicologia pratica e spicciola con l’uso dei cosidetti consulenti psicologici la cui formazione è spesso misteriosa e con la creazione di altrettanti coach, cioè addestratori professionali.

Sia gli addestratori, i personal trainer, i consulenti offrono un’infinità di consigli tecnici, spesso molto buoni, ma la gente fa confusione con la cura vera e propria che la psicoanalisi offre.

A mio parere, la conservazione del metodo psicoanalitico rimane una garanzia di validità e di vitalità, grazie alla quale è stata concepita dall’appassionato ricercatore  S. Freud e da varie generazioni di psicoanalisti dopo di lui..

Gli psicoanalisti, che sono in contatto con il mondo attuale non dovrebbero cedere ad un metodo differente, ma reinterpretare per quanto possibile, attraverso atteggiamenti che non snaturino gli scopi di autonomia e libertà che si  desidera raggiungere con il proprio paziente.

Tuttavia, seppur il setting non dovrebbe modificarsi rispetto alle sue origini, e anche l’atmosfera di fiducia che si dovrebbe creare in virtù anche della alta frequenza e costanza delle sedute, si possono ammettere modificazioni che riflettano i tempi attuali.

E’ indubbio che il trattamento basato sulla catarsi e poi realmente psicoanalitico sia sempre stato costoso sin dal 1885/1900 quando era già in uso, ma oggi è assai difficile da sostenere, se non si è in una situazione economica privilegiata.

Freud lavorava tutti i giorni includendo il Sabato, ma era un ebreo non ortodosso.

Dopo la sua morte si continuò a lavorare mantenendo alta frequenza delle sedute da sei a cinque, quattro.

La ragione dell’alta frequenza non era data dalla gravità della patologia del paziente: al contrario serviva a ottenere un alto contenimento del setting per permettere all’acqua del fiume, (materiale psichico) di scorrere da un punto di vista psicodinamico, sia bene, sia più velocemente.

Il tempo e la diffusione alle classi medio-borghesi della psicoanalisi ha proposto una frequenza di quattro sedute, per poi ridursi con il passare degli anni, mediamente a tre volte alla settimana.

Oggigiorno tale frequenza non è tanto facile dai giovani da mantenersi per varie ragioni.

Attualmente, il costo delle sedute è poco sopportabile per molti giovani e inoltre non permette  la loro indipendenza.

Lo Stato non si occupa di tale investimento. In molti Paesi occidentali questo trattamento è supportato da buone assicurazioni.

Per alcuni giovani è spesso difficile persino permettersi la frequenza di due sedute alla settimana poiché pesano troppo sul loro bilancio, specie se sono solo studenti.

Due sedute sono già costose anche per per molta gente in generale, salvo che non provengano da famiglia piuttosto benestanti e disposte a coprire il costo di un investimento su questo percorso.  

Un seduta alla settimana, (once a week) è diventata praticabile, ma allora non si tratta più di psicoterapia classica, seppur un bravo psicoanalista riesce ad aiutare specialmente coloro che sono dotati di una capacità introspettiva e buona motivazione a metabolizzare le esperienze mirando al governo di Sé.

Nel frattempo,  la globalizzazione e le crisi economiche di molti Paesi, in particolare l’Italia, fanalino di coda del Sud Europa, ha indotto molti giovani a sperimentare muovendosi in regioni italiane dove il lavoro sarebbe stato possibile, oppure oltre Alpi.

La costanza della frequenza regolare di una psicoterapia psicoanalitica, una volta cominciata é assai importante per la sua natura processuale, e mentre è in corso, non dovrebbe essere penalizzata con una discontinuità, specie quando la frequenza é già notevolmente ridotta.

Ecco che l’idea di procedere via telefono e poi anche skype, è stata rubata dagli Stati Uniti dove tale metodo è in atto da molti anni.

Negli Stati Uniti però le professioni Psi sono molto diffuse, ma non tanto la psicoanalisi.

La psicoanalisi ha una matrice decisamente europea, sebbene molti europei siano diventati Nord e Sud americani e si siano dedicati alla ricerca psicoanalitica più che in Europa e pratichino la psicoanalisi con passione.

Nel Nord America la larga diffusione delle psicoterapie è maggiormente di tipo comportamentistico e cognitivo.

Ciò non ha impedito che anche la psicoterapia psicoanalitica si pratichi anche usando il telefono e internet e che tale stratagemma si sia diffuso in Europa e quindi in Italia.

Penso che tale sistema di comunicazione vada osservato con scrupolo.

Sicuramente i tempi sono cambiati e non possiamo ignorare che il metodo attraverso il quale si desideri raggiungere certi obiettivi debba adeguarsi.

Le proposte già da diversi anni, degli autori psicoanalisti americani che sono abituati a veder i loro pazienti per motivi di lavoro  a cambiare Stato molto frequentemente prevedono regole se si usa il telefono:

il paziente deve aver iniziato con il suo psicoanalista una psicoterapia da un po’ di tempo ed é accertato che non desideri cambiarlo.

Le ragioni del trasferimento debbono essere inevitabili per ragioni di realtà lavorativa o di altro di importante.

Almeno due volte al mese si richiede che il paziente ritorni di persona per avere contatto visivo con il suo psicoterapeuta e svolgere le due sedute regolarmente.

Meglio naturalmente se i rapporti potessero essere mantenuti di persona con più frequenza.

Gli orari delle sedute tendono a mantenersi sulla scorta di quelli precedenti, nonostante possa esserci una differenza di fuso orario.

Il paziente si corica su un divano o letto e lavora come se fosse fisicamente nello studio dello psicoanalista per la stessa durata della seduta.

Personalmente penso sia meglio usare il telefono piuttosto che vedersi reciprocamente usando internet. Il mezzo telefonico permette di far assomigliare maggiormente la seduta al setting originale, a meno che le sedute non siano cominciate e svolte precedentemente vis a vis.

Cosa dire ?  Non è la stessa cosa dell’esperienza diretta!

Il contato fisico è ricco di messaggi anche inconsci e non espressi volutamente e tanto di prezioso  si può osservare nel paziente.

Sarebbe meglio che non ci fosse la necessità di trasferirsi lontano e che le sedute siano svolte tradizionalmente!

Da quanto so, molti pazienti accettano la novità e cambiamento di setting senza difficoltà e ringraziano dell’opportunità offerta.

L’alternativa sarebbe rinunciare, interrompere il trattamento, oppure ricominciare una nuova analisi o smettere per sempre, facendo cadere la motivazione cioè costringersi ad elaborare un lutto non desiderato.

Mi sembra importante una considerazione: ciò che viene comunicato non deve essere scambiato come un racconto di eventi, come un diario giornalistico di ciò che è accaduto nei giorni, ma dovrebbe rimanere una comunicazione emotiva, dove il silenzio non venga interpretato come se fosse caduta la linea telefonica o internet e chiedere continuamente: mi sente ancora?

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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