Un vantaggio in più quando si pratica uno sport

Ci sono molte persone che sono state iniziate allo sport sin da bambini e in seguito si appassionano ad una attività sportiva che implica un coinvolgimento fisico che include molti vantaggi.

In Italia naturalmente si sa che gli sport più comuni e gettonati sono offerti dal calcio, dalla palla canestro, palla a volo, nuoto, palla nuoto, tennis, jogging, bicicletta e tutto quel che riguarda l’atletica leggera.

Gli sport meno comuni e un po’meno coinvolgenti sul piano fisico sembrano essere: l’equitazione, il golf, il tiro all’arco, tiro a segno, i vari tipi di scherma con il fioretto, con la sciabola, gli sport orientali.

Altri sport che implicano mezzi motorizzati, pur coinvolgendo un certo impegno fisico, ma non li considereremo in questo post.

Ogni attività fisica che implichi disciplina e allenamento offre vantaggi al corpo, alla psiche, perché certi neurormoni come le endorfine, l’ossitocina, vengono secreti e attivati portando un certo senso di piacere fisico in generale. Si consumano calorie, si abbassano i valori del colesterolo, si migliora l’apparato vascolare.

Importante è evitare l’abuso nella ripetitività di molti esercizi fisici che possono stressare e aumentare le catecolamine e il cortisolo e producendo più intossicazione, per esempio, acido lattico, piuttosto che depurazione dell’organismo.

In alcune persone che fanno sport e ginnastica l’esagerazione fa di loro dei compulsivi come alcuni body builder che diventano vigosristi.

I vigoristi sono dipendenti dalla ginnastica che gonfia i muscoli e sono disposti ad ogni costo a non rinunciare a molte ore di allenamento faticosissimo, il cui atteggiamento di dipendenza stravolge il fine del benessere reale del corpo, rischiando invece di danneggiarlo.

Il troppo stroppia, dice il proverbio!

C’è però un vantaggio nel praticare sport che, di solito non viene citato che riguarda il senso psicologico di Sé.

Non solo lo sport può aumentare l’autostima e la fiducia di base, ma in particolare, permette  di tenere sotto controllo il proprio invecchiamento fisico, nel senso che permette di avere sempre una piena consapevolezza relativa del cambiamento.

Giovani donne o uomini quando sono sani e praticano sport, si accorgono che a venti anni possono compiere certi sforzi misurabili nel tempo e nel peso degli sforzi che si possono sopportare: si può godere e usufruire di molto di una resistenza fisica allo stress che è appunto soggettiva. Ma a trent’anni la stessa persona s’accorge che tali risorse sono diminuite o aumentate, per poi accorgersi che a trentadue anni c’è stata una riduzione delle potenzialità corporea e così via.

La persona che in buona salute, non pratica alcun sport, può invece non accorgersi di alcuni mutamenti e invecchiamento del proprio corpo, perché non si misura mai attraverso alcuna attività fisica.

Per questa ultima persona, può accadere che per  molti anni esegua le stesse performance e le stesse attività di un tempo perché le attività non sono mai pesanti al massimo, come invece uno sportivo tenderebbe a eseguire per migliorarsi.

In altre parole, lo sport ci offre molti parametri per comprendere a che livello funzioniamo a livello fisico e psichico.

E’ esso stesso un misuratore del nostro funzionamento complessivo, purché, si intende, come dicev,o predomini una certa saggezza e non esagerare.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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