La preziosa eredità della Roma antica

Si è sempre detto che sarebbe stato difficile costruire la metro a Roma, perché ad ogni passo, si scopre nel sottosuolo un reperto dell’antica città: infatti recentemente durante gli scavi in occasione della costruzione della linea C della metropolitana, ci si è trovati di fronte ad una antica caserma dell’epoca di Adriano imperatore.

Ambienti affrescati e pavimenti in mosaico….

Roma è dunque un prezioso museo a cielo aperto, ma anche nel sottosuolo risiedono gioielli di inestimabile valore, cioè in lungo e in largo cittadino.

Si tratta di una enorme estensione di territorio museale! Non esiste al mondo qualcosa di simile!

Si scopre già da tempo che il sottosuolo nasconde molto reperti che dovrebbero essere valorizzati.

Insomma possediamo una ricchezza incommensurabile che, da un punto economico, che se potesse essere commercializzato a dovere, ci permetterebbe di coprire il nostro, pur enorme debito pubblico, soltanto con l’utilizzo di una infinitesima parte dello stesso patrimonio archeologico romano.

Il problema potrebbe essere etico  consiste nel fatto che non si può, forse non si desidera farlo o forse i compratori sono difficili e altre complicazioni delle quali non ho la competenza per parlarne.

Per fortuna, ma anche purtroppo negli anni si è anche scoperto che il patrimonio archeologico del sottosuolo è ricco anche di tante gallerie.

Bello da un lato e per organizzare visite turistiche sotterranee, ma attenzione!

Gli antichi romani estraevano molto tufo per le costruzioni di edifici e acquedotti e tanto altro.

I romani dell’epoca utilizzavano come catacombe per i morti i vuoti lasciati dalla sottrazione di materiale.

Sembra, per esempio, che oltre al normale decesso della popolazione per ragioni del alternarsi della vita-morte, all’epoca di Adriano, ci fosse stata una grande morìa di popolo a causa della peste o morte nera.

Si parla insomma da parte degli esperti che siano stati calcolato in almeno trentadue km quadrati di gallerie che potrebbero causare sprofondamento del terreno in voragini a causa di perdite idriche, e a causa anche del più  recente abusivismo edilizio in molti quartieri della città eterna.

Una delle più importanti cavità, è stata individuata nei sotterranei del Tempio di Claudio al Celio dove si trovano antichi luoghi di culto.

Il Dipartimento della Protezione Civile, parla di potenziali frane, smottamenti, voragini durante o dopo le alluvioni che sono sempre più frequenti, essendo complice il clima in continua trasformazione.

Inoltre i terremoti, gli incendi la mancata ripulitura degli edifici crollati e bruciati .

Il centro storico romano è a rischio con circa una media di cento voragini all’anno che potrebbero colpire aree urbane come Monteverde Vecchio, S. Giovanni, Palatino, Esquilino e altre ancora.

Si possono scoprire nella ricerca nel sottosuolo case patrizie, fontane, strade, cunicoli vari.

Un grande fascino, se pensiamo alla Domus Aurea, la enorme villa fatta costruire dall’imperatore Nerone in seguito al grande incendio che bruciò Roma nel 64 d.C. e che in seguito l’imperatore Traiano utilizzò come base per costruire le sue Terme.

Una villa che conserva splendide pitture decorazioni stupende, ma che ha contribuito nei secoli a possibile smottamenti, già da allora.

Gli esperti si mettono un po’ le mani nei capelli.

Quanto denaro occorrerebbe per consolidare i punti deboli della grande città?

Quanti effettivamente sono pericolosi nell’immediato?

Come si sente la popolazione sapendo vive in un edificio che poggia su un’area a rischio di crollo?

Anche la gente per la strada o in moto o in auto corre rischi?

Come il terremoto, la strada che cede sotto i piedi non migliorerebbe la sicurezza psicologica della popolazione.

Però si può convivere bene anche dopo i terremoti i quali di per sé sono imprevedibili.

Penso che ovviamente qualche intelligente iniziatica, (spesa-resa) di protezione su larga scala vada presa al più presto, anche se non crediamo ai miracoli!

Il Paese sta soffrendo di insicurezza sociale già abbastanza evidente per la economia e politica da non desiderare vedere peggiorata la propria qualità di vita anche per il cedimento della strada e del territorio!

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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