La vita noiosa di una moglie che lavora alle Poste

Alcune donne sposate, dopo un po’ di anni di convivenza, sperimentano durante la vita quotidiana con il proprio compagno o marito un senso di grande noia e sofferenza.

Lei lavora alle Poste della sua città.

Alcuni sintomi di infelicità si rivelano attraverso una dermatite atopica, disturbi intestinali e cefalee ipotensive.

Il marito torna a casa dal lavoro e dopo un cenno di saluto alla compagna, si sistema in poltrona per seguire qualche partita di calcio, di pallacanestro o di motociclismo che sa come trovare o che ha registrato precedentemente, oppure scende al bar sotto  casa.

L’uomo mangia nel frattempo qualcosa da solo, tipo noccioline o patate fritte, e beve qualcosa di spumeggiante.

La donna chiede a lui se va tutto bene e lui imbronciato mugugna qualcosa da cui si ricava che, terminata la partita sportiva, rimane solo da lamentarsi su ciò che non va al lavoro e che riguarda il rapporto con alcuni capi che sembra che siano critici nei suoi confronti.

Dopo che si è sfogato, si rivolge ai bambini sgridandoli per qualcosa, per esempio riguardo a qualche negligenza sui compiti di scuola o alla scompostezza che assumono a casa o altrove.

Il padre alza la voce anche con la compagna la quale anche lei ha lavorato sino a non molto tempo prima, e che sta stirando nel frattempo, camice del marito.

Il marito chiede poi cosa ci sia da mangiare, ma la signora esclama di non saperlo, perché non ha potuto occuparsene ancora, specialmente perché la spesa quotidiana è stata saltata quel giorno per mancanza di tempo. Il marito mostra di essere seccato e cerca di provvedere da solo con gesti impulsivi e rumorosi, controllando ciò che è rimasto nel frigo.

Ogni membro della famiglia ha gusti culinari diversi per cui bisogna che ciascuno provveda per sé, ma manca sempre un ingrediente importante per cucinare quel che si vorrebbe.

La moglie avrebbe desiderio di distrarsi e uscire dalla routine, anche se mostra alla fine della giornata una certa stanchezza per la giornata ormai trascorsa, e così finisce per andare a letto presto, forse anche per non sentire il marito lamentarsi o avere altri problemi con i figli.

Il desiderio della donna sposata consisterebbe nell’uscire di casa con alcune amiche, specialmente una che non vede da molto tempo.

La donna dichiara che giorni festivi sono più densi di tensioni che di divertimento o distrazioni rilassanti.

Il weekend è spesso trascorso in casa, per altri lavori domestici, e il marito spesso si unisce in qualche bar o casa con alcuni amici per dividere con loro le emozioni delle varie partite di calcio.

L’uomo sembra chiedere alla moglie, come se fosse ovvio, di funzionare e di essere come una mamma servizievole, magari riferendosi alla sua madre reale la quale si prestava a servire la famiglia di origine, si manteneva al servizio di tutti in tutto e per tutto, oppure lui non ha avuto una madre appagante e, proprio per questo, l’uomo cerca nella moglie quel che non ha avuto nel passato.

Nella vita familiare spesso la donna cercherebbe un po’ di sicurezza, ma anche un po’ di passione e complicità.

Vorrebbe enfatizzare il suo senso di vivere per sentire di non essere sola nella nuova epoca sociale e matrimoniale.

Vorrebbe avere uno scambio di pensiero e d’idee, cioè sentirsi viva e di trovare un po’ di senso nelle cose che fa.

Il marito non vede cosa si potrebbe scambiare con la moglie nella quotidianità, se non accordi di amministrazione di casa e di controllo dei due figli, di sei e otto anni, i quali entrambi frequentano la  Scuola delle elementari.

La vita affettiva e sessuale si è enormemente ridotta in favore dell’organizzazione della casa.

Il marito non sembra avere tanta predisposizione a mettersi nei panni dell’altro, spesso è pigro e poco motivato nel seguire i cambiamenti della vita.

Dopo qualche anno di convivenza, forse bisognerebbe uscire dagli schemi di una condotta familiare abitudinaria e conformista, avere una visione di sé più globale e concedersi alcune libertà e basate sulla fiducia e unità della coppia.

Le donne in questi casi, dopo aver cercato di stimolare quel marito noioso, passivo poco introspettivo, che ha quasi abbandonato la sessualità perché la fantasia non gli suggerisce molto di diverso e si comporta meccanicamente, sono esauste.

Mi sembra che in questa famiglia la protagonista che predomini sia visibilmente la noia.

Entrambi i partner sperimentano noia: dovrebbero cercare frequentazioni alternative, ricavarsi degli spazi propri per non sentirsi soffocati.

Il rischio che incombe è la demotivazione, la mancanza di senso e di scopi: il rischio é quello di  vedersi abbruttire in fretta, di lasciarsi andare alle evenienze e di rattristarsi in modo irreversibile .

Perché ci si è sposati?

Sembra che entrambi siano consapevoli del fatto che il loro stile di vita familiare non va proprio bene.

Dove sta il desiderio? Per chi la donna e l’uomo stanno vivendo …

La famiglia che sto descrivendo assomiglia a tante altre nelle quali il copione che sottostà allo stile di vita è asservito al senso pigro del dovere.

La coppia vive per assolvere compiti tradizionali e nella loro vita non c’è posto per il piacere, per il desiderio.

Sembra che per il marito esista la funzione del bar che appare quella di nutrirlo di sport calcistico che egli divide con altri frequentatori. Forse lui s’accontenta di ciò?

Il matrimonio permette la crescita dei figli e il reciproco sostentamento dei due partner.

Cosa nutre la donna? Sente la maternità come assai gratificante? Sente di avere una famiglia e di starci bene dentro?

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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