Revenge porn, il porno a portata di mano

Ricordiamo che una certa  ragazza recentemente si suicidò, poiché un video che la ritraeva nuda era stato immesso nel giro della rete, condiviso e inviato sui social migliaia di volte.

Il revenge porn consiste nel pubblicare foto e video di atti sessuali per vendetta da parte di ex partner, contro il consenso ovviamente delle vittime.

Alcuni ex fidanzati che si sono divertiti a fotografare le ex ragazze nude o ripreso video in momenti intimi, si eccitano e si vendicano per essere stati lasciati nella relazione con il  pubblicare materiale pornografico ricavato dalla esperienza al fine di creare in loro, sia un danno, sia una potente umiliazione della dignità e identità della ragazza.

Al tempo del Medioevo tale atto simile e ignobile dei nostri giorni,  si configurava e si chiamava mettere alla berlina, cioè torturare un condannato penale, legandolo con un collare di ferro e una catena e poi ad un palo nella piazza  maggiore della città, oppure collocare il suo corpo all’interno di in ceppo di legno che bloccava il corpo lasciando fuoriuscire solo la testa e le mani. Il condannato era lasciato a repentaglio del pubblico ludibrio per giorni e giorni!

A mio parere le conseguenze della punizione dell’ex fidanzato equivalgono ad un danno paragonabile al femminicidio, specie se riferito a ragazze fragili e ingenue che per compiacere il presento amore avevano aderito alle sue richieste perverse.

Il suicidio spesso è un’indicazione psicologica di doversi sotterrare per la vergogna di fronte ai genitori idealizzati in primo luogo, amiche e amici intimi e potenziali ai quali si voleva offrire una certa immagine di se stessi e proporre un’immagine di Sé un futuro stravolto nella identità in costruzione.

In Italia, a differenza di altri paesi, come Israele, Germania, Regno Unito, 34 stati degli Stati Uniti e Australia, non esiste una legge specifica sul revenge porn che tuteli le vittime.

Nel settembre del 2016 è stata presentata una proposta di legge per l’introduzione dell’articolo 612-ter del codice penale, concernente il reato di diffusione di immagini e video sessualmente espliciti.

La proposta in questione prevede di punire con la reclusione da uno a tre anni per chiunque diffonde immagini private, e la pena è aumentata della metà se il fatto è connesso dal partner.

La vendetta porno è l’esempio che conferma quanto ho già scritto in altri blog e cioè che alcuni uomini non riescono a perdere il vizio criminale di esercitare il loro bisogno onnipotente di possesso sulle donne, che si accompagna al senso di assoluto dominio, disprezzo e infine trionfo dalla dipendenza infantile e capricciosamente drammatica.

Il senso del vuoto, del nikilismo di alcuni giovani, che non sono si sono evoluti o realizzati in modo accettabile nella loro vita, oppure soggetti affetti di bisogni di perversione che dagli stupefacenti sono passati alla ricerca di novità per emozionarsi spinge a escogitare tale grave danno.

L’uso della tecnologia aumenta il senso di onnipotenza magica di questi atti megalomanici.

Pensate come uno degli esempi possibili e forse consueti, come una giovanissima e bella ragazza che s’innamora di un giovinastro presuntuoso: lei gli offre tutto quello che ha, magari con piacere e devozione per accontentarlo e accontentare di conseguenza anche se se stessa desiderosa di essere amata. Quando lei si accorge del tipo di soggetto pericoloso e se ne vuole liberare,  Si vede ripagare con lo sputtanamento totale, cioè con la porno vendetta,

Molti esempi sbocciano negli US: Uno dei più recenti riguarda J. W. e T. K., 21, due ragazzi dell’Università della Georgia dopo la rottura del fidanzamento, J. ha pensato bene di entrare nella pagina di facebook dell’ex ragazza allo scopo di vendicarsi e ha messo in rilevo la scene più perverse del loro rapporto sessuale compiute durante la loro amabile relazione.

Purtroppo poi non si tratta in alcuni casi solo di unica revenge!

Potrebbe anche verificarsi entrambe sia la vendetta, sia un guadagno economico.

Certe immagini porno e film possono cinicamente essere ricavati dal cosi detto fidanzato che possiede anche abilità indiscusse di regia e che come finto innamorato e anche attore e regista conduce magistralmente scene pornografiche, sia coinvolgendosi sessualmente , sia dirigendo le scene.

Le scene sono tra le immagini più stuzzicanti e perverse, per poi venderle a caro prezzo a chi commercia in pornografia.

Sembra che convenga anche a certi registi di porno.

In alcuni casi o sempre più spesso c’è un grande business!!!

Che ne dite?

 

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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