Donne in amore

Questa osservazione sui sentimenti d’amore mi sembra riguardino più il genere femminile rispetto a quello maschile, ma non potrei affermarlo con precisione.

La storia della evoluzione femminile mostra come molte donne in questa epoca siano complessivamente più complete da molti punti di vista rispetto a molti uomini che, eccetto alcuni privilegiati, hanno comprensibilmente mantenuto riferimenti psicologici più storici e refrattari al cambiamento.

Le donne hanno a mio parere avuto molti motivi per attivarsi, per non subire nei costumi e nei comportamenti la posizione di subalterne. In molti casi, alcune di esse sono diventate anche vendicative e alcune sono forse le prime a rompere alcuni matrimoni, una volta che hanno conquistato una buon cultura, importanti titoli di studio, ottimo o discreto lavoro professionale e libertà sessuale: in altre parole, godono d’indipendenza sociale, apertura mentale e anche maturità, consapevolezza, quindi autonomia psicologica.

Per quanto riguarda i sentimenti di coppia s’accorgono molto rapidamente che qualcosa non funziona nella coppia, se l’uomo con cui coabitano è troppo paterno impositivo, oppure è fondamentalmente un uomo-bambino capriccioso al quale obbedire per quieto vivere.

In tal caso non indugiano a cambiare partner. Non sempre appare che questa sia la soluzione migliore, ma forse alcune di loro rivelano la voglia di trovare alternative per non essere infelici per sempre.

Gli interessi che spesso alcuni uomini mostrano verso le donne riguardano tendenzialmente  l’aspetto estetico e si limitano a questo così tendono a trascurare altre nobili virtù femminile, (vedi il fenomeno del Gosting del quale ho già scritto in questa sede).

Alcune donne pensando al loro invecchiamento temono di essere svalorizzate definitivamente in futuro.

C’è un’osservazione che mi colpisce rispetto alla psicologia femminile rispetto al comportamento dell’amore.

Per educazione storica e motivi psico-biologici, molte donne desiderano fortunatamente avere figli e, quando sono nati, spesso questo desiderio permette che una famiglia resista per concedere ai figli il padre e altri motivi connessi a questa figura. Ma purtroppo, per alcune donne, non c’è più amore da parte loro, se quel padre non è anche l’uomo che è sufficientemente cresciuto in modo coerente e adeguato.

In altre parole, quel tipo di donna non teme di essere abbandonata nel suo unico ruolo di madre, perché desidera vivere anche la propria vita in modo più appassionante, seppur tranquillo, ma complice a pieno titolo di quella coppia arricchita da figli.

Non desidera gestire tanti bambini includendo il partner.

Quelle donne desiderano amare e essere amate all’insegna della spontaneità del proprio sentire che ha conquistato una propria autonomia.

Non tutte le donne sono perfettamente illuminate: alcune di loro risentono della storia millenaria e così intendono l’amore come un dovere. Il sesso come un dovere; non sanno distinguere quando, al di là di ogni idealizzazione dell’uomo, amano quella persona per quello che rappresenta unicamente per loro.

Seguono un binario millenario, e non fanno che sottomettersi a una sorta di autorità da parte dell’uomo padre autorità in cui è vissuta ed esiste solo nella loro mente. Si sentono in difetto, giudicate, e quindi si inibiscono e si auto-colpevolizzano se il rapporto funziona male, anche sessualmente.

Insomma non hanno conquistato la sufficiente autonomia e vivono sopra un binario penalizzante la qualità della loro vita.

Si sentono in difetto cronico, spesso si deprimono e si passivizzano. Si sentono poco importanti e si arrendono quando commettono comportamenti ingenui, si accorgono di seguire una pista tradizionale, ma non più adeguata ai tempi, sentono forte il giudizio critico da parte dell’uomo, anche se non è poi tanto critico.

Queste donne invidiano le amiche che sanno farsi stimare, quelle che sono più autonome che magari, comandano in casa e il compagno sembra gratificarle in tutto ciò che desiderano.

Queste donne demoralizzate, cominciano a sentirsi brutte, invecchiate, incapaci a essere buone mamme e ed eventualmente buone compagne. Il sesso diventa faticoso e loro sono inesperte ma non debbono deludere il partner.

Spesso si arrabbiano con i propri genitori perché hanno a loro insegnato comportamenti e idee sbagliate e invecchiate dai tempi. Hanno cominciato la vita sessuale troppo tardi e non hanno capito un gran che! Non riescono a riemergere dal circolo vizioso. Non comprendono come le altre donne più ardite e padroneggianti la situazione di coppia, siano così brave!

In altre parole, hanno perduto il contatto con se stesse!

Bisogna riconquistare l’autostima, non necessariamente con la meditazione buddista, con lo Yoga, con tecniche di spiritualiste delle quali la società mercato è piena. Il rischio corre su una nuova dipendenza. La dipendenza ipotizzo che si vinca con il coraggio di darsi fiducia anche in quel momento durante il quale non si vede e non si trova.

Forse leggere può aiutare, teatro, cinema, conversazioni che sembra di non poter sostenere che alimentano la spontaneità. Se si sbaglia, pazienza è solo un errore, ma si impara a vivere con meno perfezionismo narcisistico. Si ascoltano gli altri e s’impara a comprendere i meccanismi psicologici delle imperfezioni. Cosa ci può essere di perduto e di non recuperabile anche se certe esperienze sono state ritardate?

Se si arriva alla visione di un film in ritardo, non significa che non si possa ricostruire ciò che non si visto, cioè la trama, il soggetto e ci si possa divertire e apprezzare ugualmente il film!

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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