Che vergogna, arrossisco continuamente!

Un forte disagio nasce con comparsa di rossore al viso agli incontri con nuova gente, oppure con i colleghi ai quali si immagina di aver potuto nascondere o negare la propria insicurezza e timidezza che invece con il rossore viene svelata.

Il rossore sembra tradire!

L’arrossamento del viso rappresenta lo specchio dell’anima!

I colloqui di lavoro o gli esami costituiscono per alcuni giovani una occasione a causa della quale alcune persone arrossiscono fortemente.

Alcune persone si sentono continuamente osservate e quindi giudicate, pertanto arrossiscono come se si sentissero scoperte da qualcosa che nascondono, la loro insicurezza.

Questa dipendenza dal giudizio degli altri, che il più delle volte, non esiste affatto, indica il bisogno di chi arrossisce di mantenere inconsciamente tale dipendenza virtuale da qualcuno e in genere nasce da una mancata autonomia dalla famiglia di origine.

Indica un antico bisogno di essere al centro dell’attenzione che però genera colpa e un po’ di vergogna.

Si è stati sgridati da piccoli perché si disturbava troppo quando c’erano ospiti, non si è dedicata da parte degli adulti l’attenzione giusta e desiderata.

Ci si è sentiti poco visibili, e poco importanti a sufficienza?

I farmaci ormai sono molto efficaci e potenti per la cura specifica di tale patologia da infiammazione.

La cura meno rapida nell’efficacia, ma più duratura e stabile dovrebbe rivolgersi alla conoscenza delle proprie emozioni ed elaborazione di conflitti che le sottendono.

Il nostro imbarazzo fa scattare le emozioni direttamente sul nostro volto.

Si potrebbe ipotizzare che arrossire sia un modo per veicolare un messaggio velocemente: si arrossisce anche per rabbia, dolore o mortificazione; o quando siamo interessati a o disgustati da una persona, ma vorremmo nasconderlo.

Si potrebbero evidenziare le emozioni infatti come rabbia, vergogna, colpa, invidia, gelosia, imbarazzo, inibizione si sprigionano.

Il rossore può anche essere una reazione a stimoli come agli sbalzi di caldo, freddo, forte vento e sforzi fisici, oppure a stress.

La migliore soluzione sarebbe d’accettare il rossore come un segnale di emanazione della sensibilità corporea. Ma questo accade quando ci si sente più autonomi e non richiedenti di quella attenzione che si mantiene sin da quando si era bambini.

Da un punto di vista fisiologico, arrossiamo quando l’adrenalina fa allargare i capillari che trasportano il sangue alla pelle per irrorarla.

In altre parole, l’arrossamento al viso riguarda una reazione dei vasi che si dilatano e che generano infiammazione provvisoria o a volte perenne.

Le spezie possono irritare e suscitare allergie specifiche della pelle.

Se assumiamo bevande calde o salse piccanti come il wasabi o a base di peperoncino rosso, di quello forte, oppure alcolici che vaso-dilatano insieme a altre medicine i piccolissimi capillari del corpo e del viso, che in tal caso è più sensibile.

Il rossore cronico, può essere dovuto a vere e proprie malattie della pelle, in primis, varie allergie e disturbi autoimmuni, la rosacea, malattia che va ben riconosciuta, poi trattata attraverso giusti metodi affinché migliori.

Come è noto le scottature solari e non solari, possono provocare eritemi e rossore.

L’ispessimento della pelle con rossore può aver a che fare con la psoriasi, malattia autoimmune che consiste in una riproduzione veloce delle cellule cutanee in loco.

Le teleangectasie corrispondono a infiammazioni croniche dovute a vampate momentanee che possono cronicizzarsi. Gli occhi possono essere colpiti da bruciore, da congiuntiviti.

Le componenti psicologiche sono comunque in primo piano nel rossore e alla base di molti rossori nel viso.

Le persone che arrossiscono sono molto simpatiche e affettive, sono da tutti gradite, eccetto che da chi arrossisce.

Se un fidanzato arrossisse davanti a gente, mentre è presente la fidanzata, lei potrebbe intenerirsi o però sentirsi non protetta da un ragazzo che a quel punto considera insicuro.

Per arrossire di meno bisogna considerare che il rossore indica che si é soltanto persone emotive e che questo per molti versi è positivo e sano.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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