Cosa comunicano psicologicamente i tic nervosi ?

I tic sono movimenti involontari, dovuti a contrazioni di gruppi di muscoli, sono spasmi, ripetitivi, stereotipati. Si manifestano automaticamente senza apparenti scopi.

Possono essere emessi dalle corde vocali, da muscoli motori.

I più semplicisi esprimono nel volto, come battere le palpebre, sollevare le spalle,torcere il collo, deformare la faccia.

 I tic complessi: riguardano balbettare,  mangiarsi le unghie, (onicofagia) o strapparsi i capelli (tricotillomania); schiarirsi la gola, tossire, fischiettare sibilando.

Ci sono persone che ripetono parole o emettono suoni (ecolalia), parole oscene (coprolalia).

Spesso i tic scompaiono con il procedere degli anni, ma qualche volta, se ne aggiungono altri in modo molto visibile e preoccupante.

Sono soprattutto i bambini maschi attorno ai dieci anni che sono vittime di tali manifestazioni

corporee.

bambini affetti da tic cronici possono presentare come si diceva,  balbuzie, deficit di attenzione, disturbi nell’apprendimento, difficoltà di concentrazione.

I sintomi più comuni sono in particolare l’ammiccamento oppure tirar su con il naso, tosse

nervosa.

Possono accentuarsi nei momenti di stress e gradatamente scomparire.

Se la durata è maggiore di un anno occorre intervenire a livello medico-psicologico.

La sindrome di Tourette è un disordine neurologico, caratterizzato da tic motori multipli di vario tipo che si ripetono quotidianamente molte volte.

I pensieri ossessivi e compulsivi (doc) riproducono coazioni a ripetere all’infinito e creano gravi disagi anche alle persone che stanno vicino a chi ne è colpito.

L’esocinesi consiste nell’imitare movimenti della gente senza saper resistere nell’evitamento del gesto e questo é un tic importante.

L’infezione da streptococco può causare problemi neurologici.

Da un punto di vista psicologico, l’insicurezza, ma in particolare la rabbia repressa può dar luogo atti incontrollabili che con il loro rituale tengono ferma le emozioni aggressive.

Certi adulti hanno subito frustrazioni nel corso della prima infanzia frustrazioni e umiliazioni, oppure svezzamento e il controllo sfinterico prematuro.

Certi traumi fisici, incidenti interventi chirurgici possono essere stati percepiti come aggressioni punitive sviluppando reazioni esorcizzanti attraverso rituali che si sono cronicizzati.

Alcuni bambini timidi e impacciati, raramente si esprimono con la rabbia non reagiscono a coetanei bulli, entrano in cupo silenzio e cocciutamente ci rimangono.

Diventano perfezionisti e non danno voce ai sentimenti e alle emozioni.

Ci sono bambini che diventano adulti che si trasformano in masochisti nel senso che cercano spunti auto lesivi: ancora si rosicchiano le unghie donne che si strappano i capelli sino a creare un’alopecia areata.

C’è chi sferra pugni contro il muro auto-producendosi lesioni nei momenti di frustrazione.

Insomma il tic è un comportamento stereotipato e comunica rituali quasi esorcistici per lenire la sofferenza anche inconscia, mettendo in atto la ripetizione comportamentale dei tic.

Alcune difficoltà di socializzazione, depressione soprattutto in fase adolescenziale, possono generare un circolo vizioso, perché costituiscono un attacco all’identità del ragazzo e dell’uomo che balbetta ancora vergognandosi del suo stato infantile.

Molti temono di comparire in pubblico perché temono di essere sorpresi da attacchi di tic incontrollabili.

Alcuni farmaci possono essere di aiuto, ma in particolare nei casi gravi.

L’aiuto psicologico, quando si crea con fiducia con il professionista e non come fonte aggiunta di ulteriore giudizio che si somma a quello interiorizzato, può essere di grande aiuto anche alla famiglia.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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