Perché tanta resistenza ai vaccini?

Come tutti sanno le vaccinazioni rappresentano una prevenzione medica fondamentale.

Sono oltre venti le malattie infettive quelle più importanti e che ci interessano e che possono essere prevenute con i vaccini.

Personalmente non mi sento di entrare del dibattito anche troppo acceso sulla politica del vaccino obbligatorio o sulla sua scelta da parte dei genitori di decidere liberamente.

Il mio intervento nel blog riguarda soltanto le mie strette competenzecioè quelle di eventuali dinamiche psicologicheche possono interferire sull’argomento piuttosto caldo.

Francamente penso che la priorità del sentire la responsabilità di vaccinare, in regime di obbligo o non obbligo, debba era subordinata al vantaggio che ne traggono sia i vaccinati, sia coloro che indirettamente ne godranno evitando malattie leggere come una stagionale influenza virale sino a gravi malattie invalidanti o letali.

I vaccini prevengono infezioni sia virali sia batteriche quelle che possono presentarsi in varie forme che potrebbero estendersi all’intera comunità.

Le banali influenze qualche volta possono accendere complicazioni fisiche, sia negli anziani, sia nei bambini, il sistema immunitario dei quali potrebbe essere o addormentato o non ancora sveglio per reagire adeguatamente alle infezioni e guarire.

Il vaccino come sappiamo è un preparato, costituito da proteine estranee all’organismo, proteine che possono conferire immunità attiva alla gente alla quale sono somministrate. Si stimolano in tal caso anticorpi nell’organismo che sono in grado di combattere e neutralizzare specifici microrganismi in certi casi devastanti che potrebbero essere pericolosissimi per la persona e per gli altri.

Grazie al vaccino come è avvenuto in passato, si sono sconfitte quasi definitivamente le malattie che sembrava non si replicassero più nel territorio e nelle persone se alcuni vaccini non fossero stati sospesi.

Già Louis Pasteur, dopo gli studi di E. Jenner, lo studioso che aveva usato il virus del vaiolo benigno sulle vacche, aveva appuntato la vaccinazione per sconfiggere il vaiolo nell’uomo.

Tra diversi metodi vaccinali prevale la tecnica dei vaccini costituiti da microorganismi vivi che vengono oculatamente attenuati per renderli meno virulenti ed efficaci: in definitiva tutto serve lo scopo di immunizzare l’organismo al quale il vaccino è destinato e prevenire la temuta malattia.

In passato una serie di resistenze da parte di alcune persone che si sono evidenziate rispetto al vaccino sicuro riguarda alcune malattie rare, cosidette autoimmuni e sistemiche, per esempio come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso, sindrome di Sjogren, miosite, tiroidite, sindrome di Crohon, fibrosi polmonare, sindrome di Guillon Barré, e tantissime altre malattie rare, a causa delle quali si è sospettato che vaccini non sicuri potessero interferire sulla salute.

Per queste e altre ragioni anche i nuovi vaccini sono stati messi in discussione per il timore di diffidenza verso le case farmaceutiche e somministrati scombinare le nostre difese del sistema immunitario e causando aggravamenti alla salute.

In altre parole, si è temuto e si teme che la stimolazione del sistema immunitario a causa dei vaccini, potesse e possa innescare o riattivare malattie, causate proprio da una anomala attività del sistema immunologico.

In verità i vaccini sono prodotti farmaceutici delicati e come tali sono sottoposti a tutte le procedure autorizzate che sono obbligatorie e sono assai rigorose.

Un saggio proverbio dice: fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

Consideriamo in verità che le attuali generazioni non hanno conosciuto le malattie infettive del passato che provocarono molti decessi o disabilità, consideriamo la meningite b, c e fulminante, la difterite e la poliomielite e tante altre. Gli anziani sanno bene da quante malattie si sono salvati a quei tempi!

Pensiamo ai futuri vaccini contro alcune delle malattie alle quali non si è ancora trovata una soluzione definitiva come la neutralizzazione dell’HIV.

Penso che dovremmo proteggere sia noi stessi, sia chi vive attorno a noi per quanto riguarda il nostro/loro futuro. Personalmente penso che i vaccini rinforzino il sistema immunitario e che non lo indeboliscono!  Tuttavia comprendo e rispetto entrambe le posizioni e non desidero assumere alcuna netta posizione, anche si comprende che penso a ciò che conviene per la salute pubblica in generale.

Se non funzionasse?

Per quanto leggo, la scienza medica continua a studiare senza tregua l’efficacia dei vaccini in tutti le sue possibili sfumature, anche alla luce delle attuali conoscenze genetiche per guarire altre malattie!

Non può la medicina non essere assai prudente e rigorosa e penso che non si vaccinerebbero mai pazienti, se i conti non tornassero per qualche minima ragione, mai, sapendo che è in corso nel paziente una malattia, specie se si trattasse tra quelle autoimmuni.

Mi sembra che molta gente, proprio per la comprensibile diffidenza a causa di alcuni gravi incidenti accaduti in medicina come la somministrazione di sangue infetto, debba mettere sul piatto della bilancia le convenienze a medio-lungo tempo.

Rinunciare ad alcuni vaccini potrebbe costituire un rischio molto grave e una responsabilità assai pesante per questa rinuncia.

La mia domanda: potrebbe essere pensato che l’obbligatorietà del vaccino nelle Scuole sia diventato un capro espiatorio che funziona psicologicamente come una battaglia tra lo Stato e i cittadini diffidenti,per molti versi a ragione. Alcuni genitori proclamano la loro libertà e diritti, magari senza una cognizione di causa a proposito della salute di se stessi e dei loro figli?

La storia d’Italia, specie negli ultimi anni, ha rivelato molte delusioni riguardo a tutti i campi della vita pubblica. Non vorremmo che però nel caso della somministrazione dei vaccini, ci rimettesse la salute sociale confondendo una protesta che è legittima in tanti settori della vita pubblica, ma che questa volta non toccasse la salute mettendola in serio rischio!

 

 

 

I

 

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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