Siamo tutti ragazzi a qualunque età

Quanti anni dimostri agli altri? Quanti anni ti senti addosso?

Ormai è noto che l’età anagrafica non sempre corrisponde all’età biologica.

Questa differenza dipende dalla genetica, ma anche da come sperimentiamo noi stessi attraverso le varie epoche interiori, cioè dai nostri vissuti.

Ci sono persone che esteticamente portano molto bene gli anni anagrafici, ma osservandoli attentamente, si riconosce la realtà, sia anagrafica sia biologica.

Ci sono invece persone che mostrano di avere veramente in tutto e per tutto dieci anni e forse più in meno da quegli anni che pesano anagraficamente.

Da cosa dipende?

Escludendo la chirurgia estetica, certo può dipendere dalla igienica manutenzione della propria pelle che appare non rugosa: dalla flessibilità e tonicità del corpo e da quanto le persone appaiono snelle.

Il  colore, spessore e quantità dei capelli, conta, ma anche l’apertura delle palpebre degli occhi che non cadono, dalle labbra floride, dal collo tonico e privo di anelli, dal mento non duplicato.

Insomma il volto allegro e la tonicità del corpo leggono il test del tempo che è più o meno inesorabilmente trascorso.

Dal punto di vista psicologico, l’espressione del viso però parla molto della propria età, ed è spesso come un libro aperto.

Certe persone hanno un’espressione triste che ci comunica molto sull’età reale.

Sembra che borbottino: quante ne ho passate!

C’è poco da essere allegri!

Davanti e dietro di me a me ci sono tanti pesi e preoccupazioni, gli anni che ho davanti sono pochi, lo spazio vitale si è ridotto di molto.

Queste persone ridono raramente e sono in genere seriose, e pensose.

Infatti gli anni si sentono e si leggono attraverso la mimica facciale!

Ci sono persone che invece mostrano di essere piene di vita.

Ridono facilmente, anche per poco, come i teenagers, (i giovanissimi) che mostrano un’espressione di ingenuità e che tengono la bocca semiaperta e lo sguardo meravigliato e attonito.

Tutto fa scattare in loro una risatina o fa scoppiare una lunga e felice risata a crepa pelle.

Per certe persone gli anni sembrano non passare mai; gli studi statistici confermano, attraverso speciali test comparativi, che l’età biologica può essere migliore di quella anagrafica utilizzando alcuni parametri.

Per esempio, si analizzano piccole porzioni di DNA che sono collocati alla fine di ogni cromosoma, la lunghezza dei telomeri, se sono degradati e la funzionalità di alcuni organi importanti, come fegato, pancreas, reni.

Ci sono persone che si considerano ragazzi anche se hanno cinquant’anni e chiamano i coetanei e le coetanee, ragazzi e ragazze, negando implicitamente gli anni già trascorsi.

Forse questa illusione fa bene alla salute, ma l’illusione non può evitare di far precipitare nella fossa della disillusione, cioè quando sono costretti a scoprire certi loro limiti fisici che ricordano al soggetto la loro vera età anagrafica.

Si sa che una vita sana con moto fisico e l’alimentazione corretta rallenta l’invecchiamento.

Da molti anni le case farmaceutiche studiano prodotti salutistici: sono in commercio tanti integratori come la papaia fermentata, licopene, resveratrolo, vitamine varie, bacche di Goji, SOD, dovrebbero aiutare miracolosamente quasi congelare il tempo?

E’ indubbio che meno di cinquanta anni fa la vita umana era statisticamente più breve.

La medicina e la chirurgia, dopo la scoperta della penicillina e l’uso antibiotico hanno alzato il livello di sopravvivenza di molto.

Occorre citare la medicina del restauro che ha fornito un incredibile contributo ad illuminare ad alcuni la vita anche nella apparenza che alimenta l’impegno di mantenersi sani.

Un tempo morivano più neonati e comunque la morale sociale induceva ad una seriosità dei comportamenti che coinvolgeva anche il modo di vestirsi.

I Beatles e tanti altri gruppi musicali con i loro atteggiamenti hanno contribuito con la loro musica e aperto ad atteggiamenti che hanno contribuito a svecchiare la società nei costumi.

E’ certo, la gente nella sofferenza invecchia, mentre nell’ingenuità e nell’allegria ringiovanisce.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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