Falsificare il proprio corpo entrando in quello di un altro

Come è noto ci sono tante persone nel globo che non amano il proprio corpo, non si piacciono, hanno una bassa stima di se stessi, non amano essere fotografati: nei gruppi di foto istantanee non sono mai presenti, come se si cancellassero agli altri la propria immagine.

Noi non ci accorgiamo di questa visione negativa che loro hanno di Sé, se non per il fatto che anche la loro personalità non brilla, ma tende a non comparire, come se si muovessero lungo il muro delle stanze più per nascondersi che per affermare i loro pensieri, la loro gradevole presenza. 

In molti casi alcuni dettagli del loro corpo, non vanno: spesso su tratta del naso, del seno, del viso, dei fianchi, delle natiche. 

In molti casi il problema si risolve con un buon intervento chirurgico che professionalmente sistema alla perfezione ciò che non va.

Normalmente si cerca di annullare il difetto in modo che nessuno riconosca il miglioramento estetico e che la sua correzione rimanga inosservata.

La decisione dell’intervento dovrebbe a mio parere essere assunta dalla persona interessata.

Soltanto il chirurgo estetico dovrebbe consigliare o addirittura rifiutarsi correttamente di eseguire un intervento il cui risultato non sarebbe da lui condiviso perché la richiesta potrebbe essere esagerata.

Negli ultimi anni molte giovani donne non sono tanto interessate a nascondere a mimetizzare gli interventi chirurgici purché siano efficaci nell’impatto estetico con la gente. Molte donne non solo non nascondono, ma anzi desiderano che le modificazioni artificiali del loro corpo siano notate e riconosciute.

Possiamo spesso imbatterci in donne che portano seni con misure gigantesche, oppure con magrezza delle cosce impossibile, labbra assai gonfiate, natiche decisamente artificiali, occhi modificati con blefaroplastica, zigomi, orecchie chirurgicamente aggiustate contemporaneamente.

Siccome intervenire in tutti tali dettagli del corpo richiederebbe in Italia, tempo e molto denaro, spesso alcune persone assai motivate si rivolgono all’estero: Brasile, Turchia e altri.

Ciò significa in molti casi, falsificare il proprio corpo entrando in quello di un altro estraneo.

Le trasformazioni sono tali che pur essendo migliorative, fanno fiorire in genere una donna, ma non escluso anche un uomo che ha cambiato identità psicologica. 

Apparire un’altra persona è interessante, ma se implica felicità da un lato, può esserci una ricaduta negativa dall’altro per via dell’eccesso di trasformazione del Self.

Noi sappiamo chi siamo, ossia come ci siamo costruiti.

Uno dei suoi contributi più interessanti è sicuramente la teoria del false self, cioè la teoria del falso Sé, insieme ai concetti di madre sufficientemente buona e madre normalmente devota. 

Winnicott sostiene che durante il primo anno di vita, la madre e il neonato costituiscono una singola unità. Non si può considerare il bebè come un’entità separata dalla madre. I due costituiscono un’unità psichica inscindibile.

Se la madre è troppo frettolosa nel costruire come cosa sua un figlio perfettooppure al contrario è disattenta ai suoi bisogni nell’età della sua evoluzione rischia di ottenere un figlio che per accontentare la madre assume un’identità falsa che precede quella autentica.

Cambiar troppo facilmente i  propri connotati estetici, quando sono tanti e contemporaneamente, significa entrare nell’identità  di altri con i quali il soggetto si è soltanto identificato, ma che in fondo, imita, ma non potrà mai sentirsi in modo autentico.

La sicurezza, si basa sull’autenticità e non sull’imitazione.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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