Che brutto carattere hai!!!

Ecco quello che ci sentiamo dire quando ci arrabbiamo o rispondiamo malamente a qualcuno.

Spesso la persona che ha un brutto carattere è taciturno per la maggior parte della giornata, risponde alle domande degli altri con poche parole o addirittura sembra quasi non aver ascoltato sia le domande sia i commenti.

Quando il soggetto parla emette poche parole e sembra che sgridi qualcuno o, se non lo sta facendo, il tono tenebroso della voce appare brusco e eccitato, oppure lapidario nelle parole, e infine sembra sottintendere un giudizio sgradevole che è colto da chi coinvolto nella conversazione.

In realtà, colui che mostra il proprio disturbo del carattere, cioè che reagisce generando attorno a sè una certa sgradevolezza nelle persone, il più delle volte assume un atteggiamento difensivo.

Il soggetto mostra un carattere chiuso, per niente empatico, sembra pessimista e che rifiuti la gente, è anche spesso asociale verso tutti.

Cosa può determinare questo carattere che approssimativamente ho descritto, che può avere molte varianti e, in altre parole, può offrire cattiva compagnia anche in diversi modi a chi sta vicino e condivide la vita?

Penso che il nucleo centrale del cattivo carattere derivi come conseguenza di una o diverse disillusioni subite nel passato del soggetto.

Potrebbe essere accaduto che queste persone, durante il periodo nel quale vivevano l’epoca della loro infanzia, abbiano per varie circostanze sperimentate alcune frustrazioni.

Superata tale epoca, vengono percepite le molte illusioni sulle quali si è vissuto nel proprio passato.

Queste illusioni potevano derivare da una famiglia benestante che aveva concesso loro molti benefici e offerto un ambiente gradevolissimo, oppure al contrario, offerto una vita piena di sacrifici o frustrazioni.

La delusione che queste persone portano dentro se stessi si esplica attraverso un carattere diffidente, si possono di conseguenza evidenziare atteggiamenti di auto-rimprovero che servono per controllare potenziali delusioni.

La  personalità di queste persone si fonda sul chi va là.

Da un punto di vista oggettivo, le persone dal cattivo carattere sono consapevoli di esagerare a volte con il loro comportamento serioso, poco empatiche, ma non possono tradire in se stessi quella parte delusa che, senza che se accorgano, prevale nella quotidianità.

Certamente in un rapporto matrimoniale questo tipo di carattere pesa un po’ a moglie, o marito, e ai figli.

Tutti i membri della famiglia spesso si rendono conto che è opportuno adattarsi e sopportare gli aspetti sgraditi di chi agisce con poca simpatia, interpretando i messaggi genuini al di là di modalità apparentemente scontrosi.

I familiari comprendono che queste persone sono dipendenti dal loro carattere, ma scoprono che alla fine can che abbaia non morde!

Le persone con un brutto carattere spesso soffrono di questo, e chiedono anche scusa quando si accorgono di esagerare negli atteggiamenti conflittuali, specie formalmente quando hanno relazioni con non familiari o amici intimi.

Il cattivo carattere comunque ci offre dei segnali di antica sofferenza del soggetto.

Inoltre, le persone che si comportano in questo modo antipatico, spesso nascondono gli eccessi del loro carattere rigido o assumono un comportamento mascherato rigido interpretando nella vita un copione fisso.

Alcune giovani persone si accorgono di avere un carattere impegnativo e difficile: si fanno qualche domanda e trovano la forza di aiutarsi a migliorare e maturare.

Si rivolgono a chi può aiutarli, specialmente se hanno una buona capacità di connettere i pensieri, i ricordi,  e cercano armonia e spontaneità con i partner, proprio per non danneggiarne i rapporti affettivi che potenzialmente sono buoni.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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