So di essere brutta e condannata all’infelicità

Molte donne, più degli uomini, si sentono brutte e inadeguate, e per questa ragione si passivizzano e diventano piuttosto abuliche, indolenti, senza alcuna passione.

Il contatto sociale da parte loro è facilmente evitato. Si sentono sempre stanche e indifferenti alle proposte altrui, proposte che per altra gente sarebbero da considerarsi liete e piene di allegria.

Gli affetti sembrano congelati da un velato pessimismo: “cosa conta, non ne vale la pena!

In certi casi prevale la disperazione per dover vivere una vita che non avrebbe senso.

Queste persone, come dicevo nella maggior parte di genere femminile, non soffrono di neurotic dismorfofobia disorder, quel noto disturbo che per una serie di motivi complessi costringe loro a vedersi allo specchio come non sono, cioè difettose nel corpo, troppo grasse o fatte male secondo natura.

Le anoressiche nervose, per esempio, pur rifiutando parte del cibo e dimagrendo a livelli patologici continuano a vedersi grasse.

Si comprende che in questi casi severi è l’immagine di Sé che è malata e che riflette una sofferenza psichica che conduce a seri problemi di salute.

Non è così per queste ragazze che si sentono brutte e perdono ogni passione per la vita.

Quindi ciò a cui mi riferisco non ha a che fare con disturbi severi, ma con uno stato depressivo, inizialmente causato da motivi di carattere estetico che si propaga anche psichicamente.

Sembra si tratti di una forte delusione dopo l’illusione e ad un perfezionismo che è alla base di una personalità insicura.

La ragazza di questo tipo, in genere poco più che adolescente, non ricorda di essere stata esteticamente svalutata dalla famiglia, né da parenti, oppure da amichetti o fidanzatini.

Dopo l’adolescenza lei può trovare in se stessa qualche piccola imperfezione, come seno piccolo o troppo grande o volgare, naso leggermente ricurvo, bassa statura o considerata troppo alta, gambe un po’ gonfie, si vedono leggermente in sovrappeso, accenni di cellulite, non sono infrequenti, oppure due capelli bianchi trovati a giovanissima età.

Queste imperfezioni sono molto biasimate dalla ragazza perfezionista che al primo insuccesso in una storia con un coetaneo, prova una delusione sconcertante, anche se tutto il resto del suo corpo appare attraente. Si sente brutta e indesiderata: i difetti sono visti in se stessa  ovunque.

La costatazione di queste imperfezioni toglie ogni entusiasmo di vivere e la passione di vivere quotidianamente si riduce al minimo.

Questo tipo di ragazza diventa infelice e demotivata verso tutto. Non si appassiona per nessun cosa!

Coltiva una rabbia passiva che controlla nel suo comportamento con fatica, per non esplodere e quindi poi psico-somatizzare nel corpo con feroci cefalee e con altri possibili sintomi.

Cosa può essere accaduto, considerando che l’autostima è andata così in basso, quando apparentemente questa giovane donna non racconta nulla di sgradevole che le sia capitato?

Non sappiamo come sia stato per lei il mondo della scuola, gli sguardi dei compagni.

Oggi giorno il bullismo può essere lieve, ma efficace nel danno sulle persone un po’ fragili.

Siamo in una società dove l’immagine è in primo piano anche attraverso i social network nei quali si fotografa tutto, anche quel che si mangia perché è più bello che buono…

Mi viene in mente un’amica compagna di scuola, che una volta mentre ero a casa sua con i genitori, è visitata dal suo boy-friend la cui storia era nata da poco. I genitori spontaneamente quando lo incontrarono furono molto ospitali verso il ragazzo e si profusero tanto in lodi su tutto ciò che lo riguardava, facendogli tanti complimenti che sembrava che si fosse vinto un terno al lotto!

Quando il ragazzo, un po’ imbarazzato, si congedò i genitori presero a complimentarsi quasi a congratularsi con la figlia, come a sottolineare quanto lei fosse stata brava a scegliere quel ragazzo e la incoraggiarono a proseguire la storia con tanti auguri.

Pensai che i genitori avessero esagerato nei complimenti!

Perché tanto entusiasmo?

Il ragazzo non era particolarmente attraente, sembrava educato, timido e per il resto della personalità, non conoscendolo, non avrei saputo aggiungere altro di particolare.

Sembrava che la figlia avesse incontrato un angelo celeste.

Ho pensato che tale accoglienza euforica dei genitori avesse sortito un effetto sulla figlia un po’ svalorizzante

Nonostante i genitori fossero stati così accoglienti e avessero lodato tanto, troppo, il ragazzo, mi sembrava che nascondessero un forte desiderio di vedere conclusa quella storia e avessero comunicato alla figlia: cerca di tenertelo perché altro non meriti e non troverai di meglio!

Se fosse stato proprio così, la mia amica piuttosto bella, avrebbe potuto pensare: sono così brutta da non poter trovare o scegliere qualcun altro?

Questi messaggi genitoriali, inviati in buona fede, potrebbero essere percepiti come un giudizio negativo sulla persona che li riceve.

Si tratta di una mia soggettiva ipotesi, magari completamente sbagliata. Il mio esempio vorrebbe servire a immaginare come certi messaggi possano contenere una sorta di svalutazione indiretta che attecchisce nella personalità della figlia e, in aggiunta ad altre esperienze negative, questo messaggio può diventare un malloppo, rispetto all’autostima, difficile da digerire.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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