Indossiamo i vestiti per coprirci il corpo o per spogliarlo?

Da un punto di vista neurologico l’uomo pur nascendo nudo ha negli anni e secoli imparato a pensare e quindi coprirsi per poi proteggersi dal freddo e dal caldo.

Questo atteggiamento inizialmente difensivo nasce grazie allo sviluppo cerebrale dell’area di Vernicke e dell’area di Brocà, aree che consentono la capacità di sviluppare l’attività di pensiero e in particolare di sviluppare la coscienza e in seguito la consapevolezza.

Gli animali sono rimasti prigionieri dei bisogni primari e non dei desideri complessivi ai quali l’uomo civile è legato per migliorare la qualità della sua stessa vita.

Il freddo è percepito dall’uomo anche perché egli non si può rivestire naturalmente della pelliccia dell’orso e di tanti altri animali, né proteggersi con il grasso dell’ippopotamo e altri animali come la foca o il leone marino.

Inoltre noi non andiamo in letargo, cioè non ci mettiamo al riparo da tante intemperie.

Il senso del pudore deriva dal desiderio sessuale che circola nella gente, desiderio che va protetto anch’esso dalla vista degli altri per proteggersi dagli sguardi che potrebbero non promettere bene.

Insomma dobbiamo anche considerare che il vestito umano corrisponde alla pelle degli animali che è molto più resistente e robusta della nostra e predisposta alla loro qualità biologica della vita.

Le religioni debbono evidentemente modulare le varie coperture del corpo e infine le mode e il commercio contribuiscono enormemente al modo di vestirsi, al tipo di tessuti.

Ciò che mi sembra importante costatare riguarda il fatto che i vestiti servono a creare differenze di classi, a caratterizzare i ruoli sociali e istituzionali.

Per esempio i militari vestono con differenti divise e gradi, i medici, i paramedici, i vigili del fuoco, i sacerdoti, il papa, usano vestiti che da soli parlano e intimidiscono, richiedono rispetto oppure offendono la dignità umana.

Inoltre i vestiti indossati distinguono i popoli tra loro secondo le usanze conquistate nei secoli. Gli asiatici, gli occidentali, si distinguono subito dai vestiti che indossano, ecc..

Alcuni vestiti inoltre, creati appositamente da grandi stilisti di designer. generano in una donna o uomo dosi di sensualità, bellezza e profondi messaggi decodificabili abbastanza facilmente dalla gente.

Alcuni uomini o donne indossando certi vestiti appaiono più nudi che se fossero veramente nudi. Coprono parti che non si debbono vedere, ma sottolineano nudità che portano a rappresentare nella fantasia una nudità completa.

Alcuni nudisti, che scelgono di frequentare isole esotiche per prendere il sole e al fine di vivere secondo natura, raccontano di non vedersi tra loro più tanto nudi anche se lo sono, perché il nudo sempre uguale monotono non valorizza il nudo interessante, eccitante e quindi desiderabile.

Penso che in questo caso si indossino vestiti che esaltino le bellezze del corpo e che trasmettano indirettamente messaggi specifici, scoraggino la seduzione, oppure esaltino la provocazione.

I vestiti formali, neutri e seriosi invitano al contestualizzare formalmente la natura degli incontri e proteggano da eventuali equivoci.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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