Gli anglosassoni, e i nord americani in genere, conservano le strade delle loro città in ordine

Gli italiani e i mediterranei in genere conservano ordinati solo gli interni delle loro case.

Se questa osservazione fosse parzialmente veritiera dovremmo domandarci qualcosa.

Una spiegazione potrebbe riguardare il senso del civile e del sociale.

Le strade, i monumenti, le piazze, le opere pubbliche appartengono a tutti i cittadini che abitano le città dove vivono: le abitazioni, i vari alloggi abitati dalla gente riguardano solo i singoli individui.

Significa che gli italiani, ad esempio, sono individualisti e si interessano solo di se stessi e non dell’altra gente?

Certo mi vengono in mente alcune memorie: la nettezza urbana in alcune città, non solo Napoli, Roma, ma tante altre lascia un po’ a desiderare.

Le città dell’impero romano, prima e dopo Cristo, con le varie opere pubbliche tra cui gli acquedotti, terme e piscine grandiose, specie con l’impero di alcuni imperatori come Vespasiano, Flavio, Marco Aurelio, le strade, esempio di grande ingegneria, erano anch’esse un po’ sporche e poco igieniche.

Complessivamente allora andava però meglio di oggi.

Che dire oggi degli sgorbi, dovuti ai graffiti? naturalmente mi riferisco a quei graffiti vandalici.

Gli studi dicono che il minimo stato di degrado e di abbandono di una strada porterà a uno scivolamento verso il peggio in pochissimo tempo!

Persino alcuni giovani turisti si sentono a Roma di godere della libertà di non curarsi dei danni arrecati alla preziosa città eterna, gloria di un tempo.

L’emulazione al peggio corre veloce in Italia, mentre dovrebbe per le opere d’arte e la storia antica essere un vanto per la popolazione.

La ragione di questa trascuratezza sta nel pensare in modo egoistico e non cittadino!

Gli anglosassoni sembra ragionino diversamente.

Forse il popolo è meno attento alla cura estetica personale: l’Italia è raffinata in molti atteggiamenti, nella moda, nello stile, nei materiali di costruzione incluse le auto e motori, ma perde colpi nell’efficienza e nella pratica che gioverebbe a tutti, soffocata dagli egoismi personali e dalla divorante e potente burocrazia.

I politici sapranno come porre rimedio a questa degenerazione di costumi, ma sembra che gli interessi personali siano sempre in primo piano.

Il rischio consiste anche nel fatto che i più giovani italiani e altri disimparino quello che un tempo avevano imparato con la sensibilità, il gusto, l’istruzione, le tradizioni antiche, ecc..

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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